Nel corso del 14° meeting della Commissione regionale di certificazione (RCC), tenutosi a Copenhagen il 21 giugno 2002 presso l'Ufficio regionale Europeo dell'OMS, è stata ufficialmente dichiarata l'eradicazione della poliomielite nella regione Europea (che si estende dal Portogallo alla Siberia, comprendendo, oltre ad Israele e Turchia, gli Stati caucasici ed asiatici, un tempo facenti parte dell'URSS), affiancandosi alle altre due regioni dell'OMS già certificate nel 1994 (Regione delle Americhe) e nel 2000 (Regione del Pacifico occidentale).

Italia "paese libero dalla polio" dal 1982

L'Italia, pur essendo stata ufficialmente certificata "polio-free" il 21 giugno 2002, è un paese libero dalla polio fin dagli anni '80 (l'ultimo caso autoctono si è manifestato nel 1982 e gli ultimi casi importati nel 1984- dall’Iran e nel 1988 dall’India).
La ricomparsa della malattia, tuttavia, è sempre possibile, fintanto che ci saranno zone del mondo in cui la malattia è presente e diffusa. Resta pertanto attiva la sorveglianza dei casi di paralisi flaccida acuta (PFA), una delle complicanze più gravi della poliomielite. La sorveglianza viene attuata in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e consente l’individuazione e la notifica di tutti i casi di PFA, dovuti a qualsiasi eziologia, in soggetti di età inferiore a 15 anni, e di ogni caso di sospetta poliomielite in persone di tutte le età.

Il sistema di sorveglianza delle paralisi flaccide

Il sistema di sorveglianza delle Paralisi Flaccide acute (PFA), con raccolta di campioni per le indagini virologiche, permette di rilevare tempestivamente l’eventuale presenza di poliovirus, tramite il controllo di patologie che mostrano sintomatologia identica alla polio.

La PFA è una sindrome a inizio rapido e improvviso, caratterizzato da paresi o paralisi degli arti con possibile concomitante interessamento dei muscoli respiratori e della deglutizione, che raggiunge il massimo grado di severità nel giro di 1-10 giorni. Il termine flaccido indica l’assenza di spasticità dei muscoli colpiti nonché l’assenza di altri segni come ipereflessia, cloni, riflesso plantare di estensione.

Sotto la definizione sintomatica di PFA sono comprese:

  • la poliomielite paralitica
  • le sindromi simil-poliomielitiche sostenute da enterovirus, quali Echovirus e Coxsackie virus
  • la sindrome di Guillain-Barré
  • la mielite trasversa
  • la poliradiculoneurite
  • la neurite traumatica
  • la neurite neoplastica.

Indicatori di qualità per la sorveglianza

La Commissione Globale di Certificazione dell’OMS (CGC) ha stabilito alcuni indicatori di qualità per la sorveglianza, il cui aggiungimento è indicativo dell’efficienza del sistema.

Viene considerato efficiente un sistema di sorveglianza in grado di avere:

  1. tasso di incidenza di PFA pari o superiore ad 1 caso per 100.000 in soggetti di età inferiore a 15 anni (a partire dal 2011, nei paesi endemici o ad alto rischio di reintroduzione il tasso è stato portato a 2 per 100.000); completezza delle notifiche mensili da parte dei centri partecipanti alla sorveglianza della PFA pari o superiore al 90%
  2. tempestività delle notifiche (tempo intercorso tra inizio della sintomatologia e segnalazione entro 14 giorni) pari ad almeno l’80%
  3. indagini cliniche avviate entro 48 ore dalla segnalazione per almeno l’80% dei casi
  4. raccolta di due campioni di feci, a 24 ore di distanza l’uno dall’altro, entro 14 giorni dall’inizio della sintomatologia, per almeno l’80% dei casi
  5. risultati degli esami di laboratorio in meno di 28 giorni
  6. visita di controllo (follow-up) a 60 giorni con diagnosi definitiva per almeno l’80% dei casi.

In Italia, la sorveglianza delle PFA viene condotta dal 1995 (Circolare 7 febbraio 1995). Dal 1997 sono stati istituiti i Centri di riferimento (aggiornamento 8 febbraio 2018) che, in collaborazione con il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, assicurano un buon indice di sorveglianza.

Come ribadito nella Circolare 8 febbraio 2018 - Aggiornamento delle raccomandazioni per lo stato della sorveglianza delle paralisi flaccide, i referenti regionali devono:

  • individuare e sensibilizzare i reparti e le strutture dove maggiormente si ricoverano i casi di paralisi flaccida occorsi in ragazzi con meno di 15 anni di età, affinché segnalino i casi
  • notificare al Ministero della Salute e all’ISS, ogni caso di PFA verificatasi in soggetti di età inferiore a 15 anni, qualunque sia l’eziologia, e ogni caso di sospetta polio in persone di tutte le età
  • assicurarsi che sia effettuata la raccolta di due campioni di feci, entro 14 giorni dall’inizio della paralisi e almeno a 24 ore di distanza l’uno dall’altro, da inviare al laboratorio di Rifermento Nazionale (ISS) o ai laboratori sub-nazionali, che effettueranno le indagini virologiche per l’isolamento e la caratterizzazione dei virus polio
  • inviare al ministero della Salute e all’ISS una valutazione clinica eseguita a distanza di 60 giorni per la verifica della diagnosi clinica e di paralisi residue.

Le segnalazioni vanno inoltrate compilando le Schede sorveglianza PFA.

Il ministero della Salute, ricevuta la notifica, registra il caso sul sistema informativo centralizzato per le malattie infettive dell’OMS (CISID).

Per approfondire:


Data di pubblicazione: 4 aprile 2017, ultimo aggiornamento 5 ottobre 2018

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