La SARS (acronimo di Severe Acute Respiratory Sindrome, ovvero Sindrome Respiratoria Acuta Grave) è una malattia infettiva acuta, causata da un nuovo tipo di virus, denominato SARS-CoV, appartenente alla famiglia dei Coronavirus.

La malattia, che si connota come una polmonite atipica, si manifesta dopo un periodo di incubazione di 2-7 giorni, fino ad un massimo di 10 giorni, con febbre superiore a 38°C, tosse secca e difficoltà respiratorie. Talora sono presenti brividi, cefalea, dolori muscolari e senso di spossatezza; nel 10-20 % circa dei casi, compaiono anche sintomi gastrointestinali (diarrea e perdita di appetito).

L’esame radiografico del torace mostra segni compatibili con polmonite, generalmente di tipo interstiziale.
pur essendo una malattia respiratoria grave, nell’80% circa dei casi evolve spontaneamente verso la guarigione; nel 10-20% dei casi i pazienti possono andare incontro ad un aggravamento dei sintomi respiratori tale da richiedere terapie di sostegno impegnative (ossigenoterapia, ventilazione assistita, rianimazione).

La mortalità media per SARS, sulla base dei dati comunicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si aggira intorno al 9%, simile a quella riscontrata per polmoniti atipiche dovute ad altre cause.

Il contagio avviene prevalentemente mediante contatti stretti o ravvicinati con una persona ammalata. Infatti, la trasmissione del SARS-CoV avviene principalmente attraverso goccioline (droplet) prodotte con la tosse o gli starnuti e che raggiungano direttamente le mucose di bocca, naso e occhi di persone situate a meno di 1 metro o portando a contatto con bocca, naso e occhi le mani contaminate con goccioline infette.

Dove si sviluppa

L’ultimo focolaio di casi di SARS si sarebbe generato ad aprile 2004 per una contaminazione avvenuta presso il laboratorio dell’Istituto Nazionale di Virologia di Pechino. L’OMS è presente nel sud-est asiatico per garantire la sorveglianza ed il controllo di eventuali infezioni da SARS-CoV a supporto delle autorità sanitarie locali.

Il punto sui test rapidi

Sono attualmente disponibili diversi test di laboratorio che consentono di evidenziare SARS-CoV: un test immunoenzimatico (EIA) per la ricerca sierologica degli anticorpi, il test RT-PCR per la ricerca del materiale genetico (genoma) virale, l’isolamento virale su colture cellulari. I test EIA e RT-PCR sono sensibili e altamente specifici.

Va sottolineato che la capacità diagnostica é legata alla concentrazione virale per la RT-PCR e al momento della malattia n cui si fa la ricerca sierologica degli anticorpi per l’EIA, per cui la conferma laboratoristica deve essere effettuata su più campioni biologici, di diversa provenienza anatomica, in diversi momenti della malattia.

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Data di pubblicazione: 4 gennaio 2008, ultimo aggiornamento 10 giugno 2013

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