L’influenza aviaria è un’infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A. Può interessare sia gli uccelli uccelli selvatici sia quelli domestici (per esempio polli, tacchini, anatre), causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell’animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali (maiali, cavalli, delfini e balene) nonché l’uomo, creando così la basi per fenomeni di ricombinazione in caso di infezione contemporanea (co-infezione) da parte di diversi ceppi.

Il virus dell’influenza aviaria si è sviluppato inizialmente nei Paesi del Sud-Est asiatico, a metà del 2003. Con il passare del tempo, a partire dalla fine di luglio 2005, i rapporti ufficiali dell’Oie (l’Organizzazione mondiale per la sanità animale) indicano che il virus H5N1 ha esteso la sua diffusione geografica. Sia la Russia che il Kazakhistan hanno segnalato casi di influenza aviaria nel pollame e mortalità negli uccelli migratori infettati dal virus. Focolai epidemici (in animali) sono stati attribuiti al contatto tra volatili e uccelli selvatici attraverso la condivisione di fonti idriche. Si è trattato dei primi focolai epidemici di virus influenzale aviario H5N1 ad alta patogenicità in questi due Paesi, entrambi considerati in precedenza liberi dal virus.

A gennaio 2006 il virus continua a essere segnalato in molte parti del Vietnam e dell’Indonesia, in Thailandia, alcune parti di Cambogia, Cina e anche nel Laos. Per quanto riguarda l’Europa, casi di animali infetti sono stati individuati in Romania, Croazia, Ucraina e Turchia.
Dal 1997 al dicembre 2007 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza da virus aviario nell’uomo; in tutti i casi si è trattato di trasmissione da volatili domestici


Per approfondire consulta:



Data di pubblicazione: 4 gennaio 2008, ultimo aggiornamento 22 luglio 2015

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