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L’Endometriosi è una patologia che coinvolge globalmente la salute della donna con effetti psicofisici spesso debilitanti.

Viene definita come la presenza di ghiandole endometriali e stroma al di fuori della cavità uterina, spesso associata a dolore pelvico, infertilità e masse annessiali.

Si manifesta con cisti endometriosiche, fibrosi, aderenze a volte di tale gravità da sovvertire l’apparato riproduttivo della donna.

In base all’incertezza sulle cause del dolore e alle differenze nella risposta alla terapia non è definibile un trattamento standard.

La terapia (trattamenti farmacologici sintomatici, terapia medica ormonale e trattamento chirurgico laparoscopico-conservativo/radicale) mira ad alleviare la sintomatologia, favorire la fertilità ed eliminare l’endometriosi.

Sia dopo terapia medica che chirurgica è comunque possibile una recidiva della sintomatologia e/o delle lesioni.

La diffusione

Dai dati internazionali emerge una prevalenza della malattia di circa il 10% nella popolazione generale femminile in Europa.
Secondo una stima del Census Bureau in Italia (2004) dovrebbero esserne affette 2.902.873 di donne.

Le strategie per favorire diagnosi precoce e adeguato trattamento

Il Parlamento Europeo nel 2004 ha:

  • riconosciuto l’endometriosi come uno stato clinico che colpisce 1 donna su 10 nell’Unione Europea
  • rilevato che l’onere annuale congedi malattia nell’UE viene stimato in 22,5 miliardi di euro e che negli Stati membri la conoscenza di tale malattia, tanto presso i membri della professione medica quanto nel grande pubblico, è bassa
  • rilevato che non esiste una “Giornata” europea dell’endometriosi.

In questa consapevolezza il Parlamento:

  • ha invitato i governi nazionali degli Stati Membri e la Commissione Europea ad informare e sensibilizzare la popolazione sull’endometriosi per ampliare le conoscenze su tale condizione debilitante
  • invita i governi nazionali degli Stati membri e la Commissione europea a promuovere Giornate annuali dedicate all’endometriosi
  • invita la Commissione europea a inserire la prevenzione dell’endometriosi nei futuri Programmi d’azione comunitari per la Salute pubblica e ad incrementare la ricerca sulle cause, la prevenzione e la cura.

In Italia la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato nel 2005, raccogliendo l’invito del Parlamento europeo, ha svolto l’indagine Conoscitiva “ Fenomeno dell’endometriosi come malattia sociale” evidenziando, nelle conclusioni, l’esigenza di realizzare specifiche campagne informative di educazione sanitaria rivolte sia ai medici che alla popolazione femminile.

Per ridurre la "omissione di diagnosi", preservare la fertilità della donna, migliorare la qualità della sua vita e ridurre i costi socio-economici, oltre alle iniziative di comunicazione sopra citate, è inoltre fondamentale lo sviluppo di reti di servizi e centri di eccellenza che assicurino la presenza di teams multidisciplinari in grado di garantire un approccio "globale" alla patologia.

Per approfondire consulta:


Da studi effettuati risulta che l’endometriosi è una malattia che ha una grande interferenza sulla qualità della vita, determinando:

  • disturbi del sonno (81%)
  • influenze negative sul lavoro (79%)
  • rapporti sessuali dolorosi se non impossibili, con conseguenze nel rapporto di coppia (77%)
  • influenza negativa sulla propria vita sociale (73%).

Le donne interessate dallo studio dichiarano di provare almeno una di queste condizioni:

  • depressione, frustrazione, rabbia (39%)
  • ansia, nervosismo, affaticamento, sensazione di non essere aiutata (19%).

E’ stato appurato che la diagnosi certa arriva tardivamente, con un tempo medio >9 anni. Le ragioni di tale ritardo sono dovute a varie cause tra cui le principali sono:

  • Le donne pensano che i sintomi sono normali
  • Alle donne viene detto che la sintomatologia non è patologica
  • I trattamenti ormonali procurano sollievo temporaneo
  • Applicazione di Metodi diagnostici inadeguati.

Si evidenzia, quindi, la necessità di una diagnosi precoce e di un trattamento adeguato per migliorare la qualità della vita, ridurre il rischio di sequele e complicanze, la malattia aderenziale pelvica, l’infertilità.


In Europa si registra una spesa annua di circa € 30 miliardi per congedi lavorativi legati all’endometriosi.
Dallo studio europeo EAPPG (Endometriosis All Party Parlamentary Group) emerge che molte donne hanno adattato la propria vita lavorativa alla malattia:

  • almeno 5 giorni lavorativi al mese sono persi a causa dei vari sintomi dolorosi
  • il 14% delle donne affette da endometriosi ha ridotto l’orario di lavoro
  • il 14% ha abbandonato/perso l’attività lavorativa o richiesto il prepensionamento
  • il 40% teme di parlare della propria malattia al datore di lavoro per paura delle conseguenze.

La situazione in Italia: è affetta da endometriosi più del 50% delle donne nella fascia di età 29-39 anni e lo 0.4% delle adolescenti.
In particolare tra queste:

  • dal 2 al 22% non accusano sintomatologia
  • dal 40 al 60% presentano dismenorrea e dolore pelvico
  • dal 30 al 40% presentano infertilità.

La gravità dei sintomi e le probabilità di diagnosi aumentano con l’età.

I costi economici individuali per la paziente e per il Servizio Sanitario Nazionale per accertamenti diagnostici, terapie farmacologiche croniche (alcune non rimborsate dal SSN), ricoveri ospedalieri, trattamento chirurgico (1 o più), trattamento di complicanze/recidive, sono alti.

I ricoveri per endometriosi sul totale della popolazione italiana femminile rappresentano il 4.01% su 10.000 e costano 54.139.028,40 euro di degenza (Atti Indagine Conoscitiva XII Commissione Igiene e Sanità 2006).
A questi costi vanno aggiunti quelli relativi ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita che hanno come indicazione l’endometriosi.


Data di pubblicazione: 14 dicembre 2007, ultimo aggiornamento 6 maggio 2014

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