Il Servizio sanitario italiano è strutturato in modo da assicurare, a tutti i cittadini iscritti, le prestazioni in forma gratuita, ad esclusione dell’eventuale ticket, erogate sul territorio nazionale dalle strutture pubbliche o private accreditate. L’assistenza sanitaria all’estero, preventivamente autorizzata, è consentita, in via di eccezione, solo per le prestazioni di altissima specializzazione che non siano ottenibili nel nostro Paese tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico.

Prima di partire

Se sei residente in Italia o uno straniero iscritto obbligatoriamente al SSN, per avere l'autorizzazione al trasferimento per cure di altissima specializzazione devi presentare richiesta alla tua ASL presentando:

  • la domanda di autorizzazione
  • la proposta di un medico specialista
  • l’ulteriore documentazione eventualmente prescritta da disposizioni regionali


ATTENZIONE - La proposta del medico specialista deve essere adeguatamente motivata in ordine all’impossibilità di fruire delle prestazioni in Italia tempestivamente o in forma adeguata al caso clinico. Si precisa che è considerata valida la proposta fatta da un medico specialista sia pubblico che privato.
La proposta del medico deve contenere l’indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione.

  • l’Azienda Sanitaria Locale provvede, secondo modalità stabilite dalla Regione, alla trasmissione della domanda e della documentazione al Centro Regionale di Riferimento (CRR) territorialmente competente.
  • il Centro regionale di riferimento, valuta la presenza dei requisiti richiesti (impossibilità di ricevere le cure necessarie, tempestivamente in Italia o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico) e l'appropriatezza della struttura estera, comunica, poi, all’Azienda Sanitaria Locale competente il proprio parere motivato.
  • l'Azienda Sanitaria Locale, acquisita l'autorizzazione, provvede a dartene comunicazione.

In caso di accoglimento della domanda dovrai anticipare le spese autorizzate per poi chiedere il rimborso alla tua ASL, al rientro in Italia, su presentazione della documentazione di spesa in originale e della certificazione riguardo alla natura pubblica o privata del Centro estero, rilasciata dalle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero, la ASL, sulle spese sanitarie ritenute rimborsabili, dispone all’interessato la liquidazione del concorso nella spesa:

  • le spese di carattere strettamente sanitario sono rimborsate nella misura dell’80%
  • le spese per prestazioni libero professionali sono rimborsate nella misura del 40%

Acconti, fino al 70% sul prevedibile rimborso spettante può essere concesso dalla ASL anche prima del trasferimento all’estero o del rientro in Italia.

In caso di rigetto della domanda di autorizzazione puoi presentare ricorso:

  • al Direttore Generale della ASL
  • al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ed al Consiglio di Stato in sede di appello
  • al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario

In caso di rigetto della domanda di rimborso delle spese puoi ricorrere:

  • alla magistratura ordinaria (giudizio di 1° grado)
  • alla magistratura ordinaria di appello (giudizio di 2° grado)
  • alla magistratura di Cassazione (giudizio di 3° grado)

Se non sei residente in Italia, e ti trovi all’estero per motivi di lavoro di committenza italiana, per avere l’autorizzazione al trasferimento per cure di altissima specializzazione devi presentare  richiesta  al ministero della Salute Direzione generale della programmazione sanitaria - ufficio 8 - viale Giorgio Ribotta, 5 - 00144 Roma, preferibilmente in formato elettronico all’indirizzo e-mail: minsalute_estero.dgprog@sanita.it oppure all’indirizzo PEC sanita.estero@postacert.sanita.it allegando la seguente documentazione:

  • la domanda di autorizzazione
  • la proposta di un medico specialista
  • dichiarazione sottoscritta dal Capo della rappresentanza diplomatica o dell’ufficio consolare che, sulla base della certificazione medica, attesti la necessità del trasferimento d’infermo, unitamente ad un eventuale accompagnatore, in considerazione dell’insufficienza delle strutture sanitarie locali o dell’inadeguatezza di competenze medico-specialistiche per la cura o l’accertamento dello specifico evento sanitario.

Il ministero della Salute, valuta la presenza dei requisiti richiesti (impossibilità di ricevere le cure necessarie, tempestivamente nel Paese estero o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico) e l'appropriatezza della struttura estera, provvedendo al rilascio dell’autorizzazione dandone comunicazione all’interessato.

Il ministero della Salute sulle spese sanitarie ritenute rimborsabili dispone all’interessato la liquidazione del concorso nella spesa:

  • le spese di carattere strettamente sanitario sono rimborsate nella misura dell’80%
  • le spese per prestazioni libero professionali sono rimborsate nella misura del 40%

Da sapere

Le cure di mantenimento o di controllo, anche se riferite ad una precedente autorizzazione, ti devono essere preventivamente autorizzate per cui, ogni qualvolta ti si presenta questa necessità, devi presentare domanda di autorizzazione secondo la stessa procedura sopra indicata.

Nei confronti dei soggetti portatori di handicap, individuati dall’art. 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, che necessitano di cure di neuro riabilitazione, le spese di soggiorno al di fuori dell’ospedalizzazione sostenute dall’assistito e dall’eventuale suo accompagnatore - ove si tratti di assistito minore o non autosufficiente e per il quale sia stato autorizzato l’accompagnatore stesso - in alberghi o in strutture collegate con il centro di altissima specializzazione, sono equiparate a tutti gli effetti, alla degenza ospedaliera, qualora non sia prevista l’ospedalizzazione in costanza di ricovero per tutta la durata degli interventi autorizzati, ai sensi dell’art 4 del  DM 3 novembre 1989,  per i quali sia stata acquisita l’autorizzazione all’erogazione dell’assistenza sanitaria.

In caso di ospedalizzazione, possono essere riconosciute le spese relative al soggiorno dell’accompagnatore, qualora la struttura ospedaliera all’estero attesti la necessità della presenza dell’accompagnatore durante la degenza del suddetto assistito.

Il contributo è riconosciuto in misura diversa a seconda del reddito del nucleo familiare, secondo le modalità previste all’art. 2, comma 1, dell’Accordo Stato-Regioni 6 febbraio 2003.


Data di pubblicazione: 2 novembre 2007, ultimo aggiornamento 4 febbraio 2019

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