Nel corso degli anni si sono susseguite diverse direttive concernenti la gestione dei preparati pericolosi.
Attualmente è in vigore la Direttiva 1999/45/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999 (rettificata) concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi, che ha abrogato la Direttiva379/88/CEE e relativi adeguamento tecnici.

Tale direttiva è stata recepita con il D.Lgs n. 65 del 14 marzo 2003, che ha abrogato il D.Lgs. n. 285 del 16 luglio 1998 (recepimento della direttiva del Consiglio del 7 giugno 1988 n. 379).
Il decreto fornisce i criteri per la valutazione di pericolosità dei preparati, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso. Ai sensi dell'art. 2 del suddetto decreto si definiscono "preparati" le miscele o soluzioni costituite da due o più sostanze.

I preparati sono considerati pericolosi sulla base della determinazione delle proprietà chimico-fisiche, delle proprietà aventi effetti sulla salute e per la prima volta, delle proprietà ambientali, secondo i criteri stabiliti agli articoli 4, 5 e 6 del decreto.
Inoltre, non sono più esclusi dal campo di applicazione gli esplosivi e i prodotti pirotecnici in quanto, fatte salve le norme specifiche applicabili a tali prodotti e riguardanti la sicurezza e la pericolosità di impiego, si pone risalto al problema dei possibili pericoli legati all'esposizione essenzialmente professionale alle sostanze tal quali e ai prodotti di decomposizione. 

La Direttiva 1999/45/CE è stata adeguata al progresso tecnico con la Direttiva 2001/60/CE della Commissione del 7 agosto 2001 e la Direttiva 2006/8/CE del 23 gennaio 2006.

Al fine di migliorare la comprensione del D.Lgs. n. 65/2003 è stata emanata la Circolare del Ministero della salute 7 gennaio 2004.

PREPARATI CORROSIVI - Position paper della Commissione europea

Ai fini della classificazione di un preparato con pH estremo (11,5 <pH <2) la Commissione Europea, il 18 settembre 2007, si è espressa in questi termini:

"Il pH estremo prevale non solo rispetto al risultato derivante dal metodo di calcolo basato sui limiti percentuali generici assegnati alle categorie di pericolo delle sostanze costituenti il preparato, ma anche rispetto ai limiti specifici eventualmente assegnati alle singole sostanze. 
Quindi, anche se il limite specifico porterebbe ad una classificazione meno severa, se il pH è <= 2 oppure >= 11,5 comunque si classifica C R35, a meno che non si decida di confutare questa classificazione con la determinazione della riserva acida/alcalina, alla quale deve poi seguire il test in-vitro” . 

Leggi Position paper on the classification and labelling of preparations with estreme pH values (11.5 < PH < 2) (in lingua inglese)


Data di pubblicazione: 31 ottobre 2007, ultimo aggiornamento 8 ottobre 2013

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