Garofani e gerani

Spesso le piante, sia quelle disposte nelle piazze e nei giardini delle città, sia quelle che crescono spontaneamente nei boschi e nei campi, nonché quelle che decorano le case, se ingerite o toccate, possono risultare tossiche e persino letali, rappresentando così un pericolo, non sempre noto.

Ecco qualche esempio.

  • Il Filodendro e la Dieffenbachia contengono cristalli di ossalato di calcio ed enzimi proteolitici, irritanti per le mucose, se ingeriti
  • L’Euforbia pulcherrima, più conosciuta come Stella di Natale, racchiude un lattice caustico e vescicatorio che, se ingerito, può causare disturbi gastroenterici
  • Il Capsico, o peperoncino, presenta tra i suoi componenti principali capsaicina e flavonoidi che, in forti dosi, possono provocare gastroenteriti, o, a contatto con la cute, dare forti irritazioni e ulcerazioni
  • Le foglie di Nerium oleader, l'oleandro, contengono glicosidi cardioattivi e se ingerite possono provocare ipotensione, aritmia e arresto cardiaco
  • Ancora, il Ficus Benjamin può dare manifestazioni di tipo allergico
  • I fiori di garofano e di geranio, se ingeriti, provocano vomito
  • L’edera può causare dermatiti da contatto, e, se ingerita, nausea, vomito e depressione respiratoria
  • L’iris o giaggiolo può essere responsabile di una sindrome gastrointestinale
  • Le bacche di alloro, Laurus nobilis, in quantità eccessiva provocano tachicardia e ipotensione
  • Le bacche rosse, il pungitopo o rusco (pianta legnosa sempreverde che ha una funzione decorativa in
    periodo natalizio) provocano disturbi gastrointestinali per il contenuto di saponina (rusconoside)
  • Anche l’agrifoglio, può provocare, a causa dell’ilicina, gastroenteriti o stipsi e disidratazione
  • I semi di Elleboro nero possono causare avvelenamento.

Fonte: opuscolo ISPESL Le piante ornamentali.


Data di pubblicazione: 13 agosto 2007, ultimo aggiornamento 2 marzo 2015

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