All’origine degli incidenti domestici si ipotizzano, in generale, 4 fattori principali:

 

  1. un fattore dipendente dalle caratteristiche strutturali dell’abitazione (componente statico abitativa, cioè scale, pavimenti etc. e arredamento)
  2. un fattore di tipo comportamentale (utilizzo improprio di apparecchiature e utensili, scarsa percezione dei rischi, sottovalutazione dei pericoli etc.)
  3. un fattore legato alle condizioni di salute (disabilità, patologie croniche etc.)
  4. un fattore relativo a tutte quelle condizioni di rischio non facilmente individuabili, ma che risultano presenti all’interno di un’abitazione o che sono parte integrante degli stili e delle abitudini di vita (ad esempio presenza di piante ornamentali tossiche, detersivi, cosmetici, medicinali, uso di farmaci, consumo di alcol, presenza di amianto o radon nei materiali usati nelle abitazioni).

In particolare

Tra le cause delle cadute in casa, oltre che, in generale molti lavori domestici, ci sono scale, pavimenti lisci, bagnati o sconnessi, oppure fili elettrici o prolunghe che fanno inciampare, tappetini per il bagno e ostacoli vari, sporgenze e spigoli vivi, come i piedini o i basamenti dei mobili, specialmente se in presenza di insufficiente illuminazione. 
Occorre anche considerare l’assunzione di farmaci che abbassano la soglia di attenzione e danno sonnolenza ma anche disturbi motori e alterazione della vista.
Oltre i danni fisici veri e propri ci sono risvolti psicologici che non devono essere trascurati, perché la paura di cadere di nuovo genera ansia e scatena stati depressivi.

Fonti di rischio di avvelenamento, intossicazione e ustione sono soprattutto le sostanze chimiche contenute nei prodotti per la pulizia della casa, detersivi, disincrostanti, deodoranti, ecc. altamente nocivi se a contatto con la cute o con gli occhi.
Hanno tossicità alta gli antitarme (naftalina, canfora), candeggianti (perborato di sodio o ipoclorito di sodio), detergenti per il wc (benzalconiocloruro, acido fosforico e tensioattivi), detersivi per lavastoviglie (soda caustica, sali di cloro e tensioattivi), anticalcare (acido cloridrico o solforico o fosforico o formico), disgorganti per lavandini e wc (soda caustica o acido fosforico), prodotti per pulire il forno (soda caustica e butilglicole), smacchiatori (trielina, percloroetilene, acquaragia, acetone). 

Fonti di rischio di folgorazione sono rappresentati dall'uso errato di apparecchi elettrici (phon, rasoi etc. in prossimità dell'acqua o con le mani bagnate), dal loro malfunzionamento, da impianti elettrici non a norma (è obbligatoria la "messa a terra"), dalla presenza di prese volanti mulptiple, che costituiscono un sovraccarico di corrente e rappresentano anche un fattore di rischio incendio potrendo sviluppare scintille, fiammate, corto circuiti. Oltre agli impianti elettrici, possono innescare incendi fornelli, camini, sigarette accese e superfici surriscaldate.

Fonti di rischio di piccoli infortuni (ferite da taglio, lesioni corneali da corpo estraneo, amputazioni delle dita), sono rappresentate dai piccoli elettrodomestici e utensili maggiormente in uso in cucina; toccare pentole e padelle bollenti a mani nude, usare coltelli senza dovuta cautela, lasciare oggetti taglienti fuori posto, inserire le dita in frullatori e tritacarni accesi, sono le situazioni di rischio più frequenti.


Data di pubblicazione: 13 agosto 2007, ultimo aggiornamento 23 gennaio 2014

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