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immagine di una donna che tossisce

Le malattie respiratorie croniche rappresentano una vasta categoria di gravi condizioni patologiche. A livello epidemiologico le principali malattie respiratorie croniche sono: l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le malattie respiratorie professionali, le riniti allergiche e non allergiche, le rinosinusiti, la sindrome da apnee ostruttive del sonno e l’ipertensione polmonare.
In termini di DALYs mondiale (Disability-adjusted life years), indicatore che combina morbilità e mortalità e che viene impiegato dall’Organizzazione mondiale della sanità per misurare l’impatto globale delle malattie, le malattie respiratorie croniche ne sono una parte rilevante.
In particolare l’Oms prevede che, tra le malattie respiratorie croniche, la BPCO nel 2030 diventerà a livello mondiale la terza causa di morte e che nel 2020 la disabilità BPCO correlata passerà dal nono al quinto posto in  termini di DALYs. Anche se, in termini di consumo di risorse, la malattia incide soprattutto nelle fasi avanzate e terminali complicate dall’insufficienza respiratoria (IR), la BPCO è un problema non trascurabile anche in età giovanile e riguarda varie fasce di popolazione.

Gestione integrata e continuità assistenziale

Le malattie respiratorie croniche richiedono una gestione continua dei pazienti a causa delle frequenti riacutizzazioni e dei numerosi ricoveri con peggioramento della qualità della vita. Partendo dall’analisi multifattoriale del bisogno assistenziale, per il miglioramento della qualità della vita e la riduzione dei costi sanitari, si dovrebbe arrivare a definire forme alternative alla tradizionale assistenza di tipo ospedaliero. Sicuramente è fondamentale l’integrazione tra ospedale e servizi erogati sul territorio nell’ottica della continuità assistenziale e dell’ottimizzazione dei servizi offerti ai cittadini/utenti.

Per tale ragione Gard Italia, nel primo biennio di attività, ha realizzato il documento La continuità assistenziale: Broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) che, a tutela del paziente affetto da BPCO, individua modelli di gestione integrata fra i servizi per migliorare la continuità assistenziale e garantire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica.

Negli anni successivi Gard Italia si è occupata dell’Insufficienza respiratoria cronica (IRC) anche in coerenza con il Piano nazionale della cronicità, approvato in conferenza Stato-Regioni il 15 settembre 2016, che per la rilevanza epidemiologica, la gravità, l’invalidità, del peso assistenziale ed economico, ha posto particolare attenzione a questa malattia. Il gruppo di lavoro "Continuità assistenziale: insufficienza respiratoria” ha elaborato il Documento strategico di indirizzo per la gestione integrata dell’Insufficienza Respiratoria. Il documento definisce un percorso assistenziale, basato sulle evidenze scientifiche, applicabile a tutte le realtà italiane, con il coinvolgimento di tutti i ruoli professionali e degli stakeholders. Inoltre su indicazione dell’Assemblea generale il gruppo di lavoro ha affrontato la tematica dell’ossigenoterapia, per la quale le evidenze scientifiche sono ormai datate, e che presenta problematiche relative alla distribuzione dell’ossigeno e che ad oggi non prevede degli standards e un accreditamento preciso.

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Data di pubblicazione: 21 febbraio 2018, ultimo aggiornamento 17 dicembre 2019

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