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Il 28 dicembre 2015, tra il Ministero della salute e la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO), è stato siglato l’accordo di collaborazione  per la realizzazione del progetto ("Towards the enhancement of the Mediterranean diet in the Mediterranean Region").

La versione italiana del titolo, Promozione, nell’area del mediterraneo, nord-Africa e Medio Oriente, di pratiche produttive agricole e regimi dietetici ispirati ai principi della dieta mediterranea, e contrasto a regimi dietetici non tradizionali e potenzialmente dannosi per la salute, è decisamente più lunga, ma rappresenta l’intento, che il Ministero condivide con la FAO, di apportare un contributo positivo in materia di nutrizione e salute, attraverso lo studio, la salvaguardia e il sostegno di regimi dietetici che hanno consentito a generazioni di uomini e donne del Bacino del Mediterraneo, di aree del Vicino Oriente e del Nord Africa, di vivere più a lungo e con una bassa incidenza di malattie croniche. A questo proposito, la dieta mediterranea è stata recentemente riconosciuta come Patrimonio  Mondiale dell’Umanità dall’Unesco e associata a una riduzione della mortalità generale in alcuni studi, anche se i suoi probabili benefici non sono stati ancora indagati dalla comunità scientifica. Questo modello, purtroppo, sta subendo un processo di erosione, dovuto  ai cambiamenti dello stile di vita, all’urbanizzazione della popolazione e ad un mercato alimentare sempre più globalizzato.

Da qui scaturisce il tentativo di recuperare le tradizioni locali ispirate alla dieta mediterranea e conseguire una più adeguata conoscenza dei fattori di rischio nutrizionali specifici per l’area mediterranea, allo scopo di pianificare strategie di prevenzione mirate per la salvaguardia della salute.

Il Ministero della salute prevede di intervenire in quegli ambiti di propria competenza che rientrano tra gli obiettivi mondiali dell’OMS e della FAO in materia di nutrizione e salute, nell’ottica di diffondere le buone pratiche sanitarie, di ridurre l’insorgenza di gravi patologie croniche di origine alimentare e di fornire strumenti per la conoscenza e la consapevolezza di stili di vita salutari.

Questo progetto, di durata pluriennale, non si prefigge soltanto di contrastare la fame, la malnutrizione e la povertà, ma anche di rafforzare il benessere fisico ed economico delle popolazioni e la stabilità sociale e politica delle aree interessate, tutelare le risorse e l’ambiente e ridurre le disuguaglianze, in piena sintonia con i principi generali che scaturiscono dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili (SDGs) 2016-2030 delle Nazioni Unite. In questa prospettiva, si prevedono interventi che abbracciano sia le sfere agricola, zootecnica e dell’industria della trasformazione alimentare che quella più prettamente sanitaria.

Allo stato attuale la prima fase del progetto, della durata di due anni è in corso di implementazione nella Repubblica libano e nella Repubblica tunisina, si stanno sviluppando le attività finalizzate alla riduzione della povertà e allo sviluppo sostenibile, partendo dall’elaborazione di un indice di aderenza alla dieta mediterranea specifico per ciascun paese.


Data di pubblicazione: 4 ottobre 2017, ultimo aggiornamento 4 ottobre 2017

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