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Immagine di un uomo e di una donna che si guardano

La ricerca scientifica degli anni più recenti mostra significative differenze di genere in relazione alle dipendenze da sostanze e alla dipendenza comportamentale, con riguardo alla tipologia della dipendenza, ai fattori di rischio, ai meccanismi neurobiologici e ormonali, al controllo degli impulsi ed alla risposte ai differenti trattamenti.

Tuttavia, mancando studi specifici per genere, forte è il bisogno di sviluppare studi basati sulle evidenze, con metodologie che differenzino le peculiarità di genere.

Dipendenza da sostanze

Per quanto riguarda la dipendenza da sostanze, se da un lato incidenza e prevalenza sono maggiori tra i maschi, dall’altro, per alcune sostanze d’abuso (es. nicotina, alcol, nuove sostanze psicoattive) le differenze di genere si sono andate attenuando nelle ultime decadi.

Tale attenuazione, particolarmente evidente per la cannabis nelle adolescenti, riflette nuovi modelli di comportamento e di consumo collegati alle nuove mode ed abitudini della nostra società, nonché ai traffici di sostanze illegali; a tale riguardo sempre maggiori preoccupazioni destano la pratica del “poliabuso” e il consumo di nuove sostanze, cosiddette “smart drugs”, meno costose, ma più pericolose, anche per la scarsità di conoscenze su effetti e danni per la salute.

In relazione all’abuso di sostanze, in generale le femmine tendono:

  • ad essere maggiormente stigmatizzate (specie in gravidanza)
  • ad assumere con maggiore frequenza rispetto ai maschi sostanze stimolanti e sedative
  • ad avere una ridotta capacità di chiedere aiuto.

Più frequentemente dei maschi, le femmine dipendenti si trovano in condizioni di povertà, provengono da famiglie con esperienza di dipendenza o hanno relazioni con partner tossicodipendenti e/o violenti. Inoltre presentano con maggiore frequenza disturbi mentali concomitanti con prognosi più severa, come ansia, depressione, PTSD (post-traumatic stress disorder), aumentata prevalenza di suicidi, DCA (disturbi del comportamento alimentare).

Con grande frequenza tendono inoltre a mostrare comportamenti criminali, violenti o antisociali e sono avviate alla pratica della prostituzione, esponendosi così anche a maggiori rischi di contrarre malattie infettive.

In aggiunta, sperimentano, rispetto ai maschi, gravi disuguaglianze nei confronti dell’accesso a servizi e a trattamenti farmacologici, riabilitativi e di reinserimento sociale.

Per quanto riguarda la pratica del doping nello sport amatoriale e dilettantistico, le evidenze mostrano come il genere femminile, indipendentemente dall’età, abusi maggiormente di diuretici e stimolanti, soprattutto per controllare il peso corporeo, mentre gli sport più rappresentati sono rugby e sollevamento pesi.

Dipendenze comportamentali

Le dipendenze comportamentali (azzardo, internet, videogiochi) sembrano ancora appannaggio del genere maschile, sebbene, anche in questo campo, si rilevi un aumento della presenza femminile, legata soprattutto alla diffusione di modelli di comportamento  classicamente “maschili”, in relazione a condizionamenti socio-economici.

Per approfondire:


Data di pubblicazione: 3 aprile 2017, ultimo aggiornamento 3 aprile 2017

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