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Vai al sito Servizio sanitario nazionale: i LEA
immagine di persone all'interno di una piscina termale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “La medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’Occidente e in tal senso è da considerarsi una medicina tradizionale”. In quest’ottica, le terme, quale complesso integrato di risorse naturali, strutture e servizi, possono essere punto d’incontro tra diverse forme di cultura medica finalizzate non solo alla terapia e alla riabilitazione ma anche al mantenimento della salute.

L’Italia occupa una posizione di primaria importanza nel contesto mondiale sia per la qualificazione delle cure che per la modernità delle strutture termali.

Sono oltre 380 i Centri termali accreditati, distribuiti in 20 Regioni e 170 Comuni, che offrono una ampia varietà di acque destinate all’impiego in diverse aree cliniche (soprattutto per dermatologia, sindrome metabolica, muscolo-scheletrica, riabilitativa e respiratoria).

L’assistenza termale è inclusa tra le attività descritte nel Capo III (assistenza distrettuale) del dPCM 12 gennaio 2017, ed è erogata dal SSN nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA) ai cittadini affetti da determinate malattie che possono trarre "effettivo beneficio" da questo tipo di cure.

Le prestazioni termali a carico del SSN consistono in cicli di prestazioni destinati a specifici disturbi e includono, in ogni caso, la visita medica all’atto dell’accettazione da parte dello stabilimento termale.

Gli assistiti possono usufruire al massimo di un ciclo di cure ogni anno con l’eccezione dei soggetti riconosciuti invalidi, che possono fruire di un ulteriore ciclo, correlato all’invalidità riconosciuta.

L’elenco delle malattie che possono trarre beneficio dalle cure termali e la lista delle prestazioni erogabili sono riportate, in dettaglio, nell’allegato 9 del dPCM 12 gennaio 2017 sui nuovi LEA.

Come accedere alle cure termali

Per accedere ai trattamenti termali a carico del SSN, è necessaria la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista, con l’indicazione della patologia e del ciclo di cura da erogare.

In base alla normativa nazionale, a decorrere dal 1° gennaio 2017 il ticket dovuto per queste cure dagli assistiti non esenti è fissato in 55 euro.

Gli esenti per reddito, per patologia e alcune categorie di invalidi sono tenuti, invece, al pagamento della quota fissa per ricetta pari a € 3,10 (Art. 68, comma 2, legge 23 dicembre 1998, n. 448).

Per maggiori informazioni, si consiglia di rivolgersi alla propria ASL di residenza.


Data di pubblicazione: 30 gennaio 2019, ultimo aggiornamento 30 gennaio 2019

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