Verifica del sistema regionale di prevenzione veterinaria e alimentare *

(*il presente testo riporta gli elementi di sintesi desunti dal rapporto dell’audit di sistema e pertanto è riferibile alla data in cui tale attività è stata effettuata. Il quadro attuale potrebbe aver subito variazioni)

L’audit di sistema sul servizio sanitario della Regione Calabria per la parte relativa alla prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (SPVeSA) è stato effettuato il 10-11 novembre 2015, a chiusura del secondo ciclo che ha previsto lo svolgimento di audit nei seguenti settori:

  • Esportazione alimenti di origine animale (29 novembre – 2 dicembre 2010)
  • Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (18-21 febbraio 2013)
  • Prodotti fitosanitari (24 – 27 novembre 2014)

L’audit di sistema è stato finalizzato a descrivere e valutare criteri operativi previsti dal Regolamento 882/04, concernente l’organizzazione del controllo ufficiale in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, nonché il grado di utilizzo degli strumenti di governo del sistema sanitario previsti dalle norme quadro di riferimento: L. 833/78 e D.lgs 502/92 e s.m., con particolare riguardo alle criticità evidenziate nell’audit di sistema del 27-29 marzo 2007 del primo ciclo e nei successivi  audit di settore già svolti per il 2° ciclo.

Alcune delle azioni migliorative intraprese dall’Ente Regione a seguito dell’audit di sistema del 2007, hanno reso possibile la risoluzione di talune problematiche organizzative, ivi sollevate.

Nonostante le vacatio e/o il frequente avvicendamento delle figure di vertice del SSR e della competente struttura assessorile, la gestione operativa in SPVeSA è stata garantita dalla istituzione nel 2011 di una task force ad hoc. Tale struttura operativa, nata per iniziativa condivisa tra  Ministero della salute,  Regione e Commissario ad acta pro tempore, al fine di rimuovere le gravi criticità che portarono all’inclusione della SPVeSA tra gli ambiti oggetto del Piano di rientro regionale, ha consentito all’Ente Regione di assicurare la gestione routinaria delle principali attività, affrontare le principali emergenze sanitarie del settore, nonché di avviare il processo di adeguamento dell’autorità competente regionale e dei pertinenti Servizi aziendali, ai criteri operativi ed organizzativi previsti dal Regolamento CE n. 882/04. Di contro, l’amministrazione regionale non ha, ad oggi, una struttura organizzativa dotata di risorse tecniche proprie, o comunque incardinate funzionalmente nell’organigramma dell’Ente, in grado di far fronte al ruolo proprio di autorità competente in SPVeSA.

La fase di riorganizzazione avviata a partire dal 2007, che ha portato alla costituzione delle 5 ASL su base provinciale, non è stata adeguatamente gestita in quanto permangono, nell’ambito delle SPVeSA, duplicazioni di alcune strutture apicali, vacatio di altre o ruoli di “facente funzione”, determinando di fatto una sostanziale criticità nella chiara individuazione e attribuzione delle responsabilità e del funzionamento della catena di comando.

Le rilevanti attività formative rivolte alle ASP, per attuare i tre percorsi formativi previsti dall’Accordo Stato Regioni del 7/2/2013 (Linee guida per il funzionamento e miglioramento dell'attività di controllo ufficiale da parte del Ministero della Salute, delle Regioni e Provincie autonome e delle AASSLL in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria" - rep. Atti n. 46/CSR) hanno accompagnato il processo, tutt’ora in corso, di dipartimentalizzazione, programmazione e budgeting.

In attuazione di un protocollo d'Intesa tra la Regione Calabria e l'IZS del Mezzogiorno le attività analitiche  di competenza ARPACAL a supporto dell’attività dei SIAN sono  state demandate all'IZS, ad eccezione delle analisi sulle acque destinate al consumo umano. Tuttavia nell’ambito della certificazione adempimenti LEA è emerso che vi sono ritardi per alcune prove analitiche, confermati anche in sede di audit, circa la tempistica di refertazione dell’IZS di riferimento,

L’obiettivo inserito nel Programma Operativo 2013-2015 del Piano di rientro di prevedere una struttura ad hoc che assolva alle funzioni di Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale (OEVR)  a supporto della struttura regionale non è stato ancora formalmente avviato.

Per una visione globale delle risultanze emerse durante l’audit di sistema, si rimanda al rapporto di audit. 

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Data di pubblicazione: 24 ottobre 2016, ultimo aggiornamento 24 ottobre 2016

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