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Immagine di un medico e di una donna

Le terapie per l’infertilità femminile possono essere sia mediche che chirurgiche, in relazione alle cause di infertilità. Circa il 25% dei casi di infertilità femminile è causato da disfunzioni ormonali che possono causare anovulazione.

Una delle più frequenti condizioni associate all’assenza di ovulazione (anovulazione) è:

  • la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che riguarda circa il 5-10% della popolazione femminile in età riproduttiva. Il trattamento di questa sindrome deve partire dalle modificazioni dello stile di vita e, in caso di sovrappeso e/o obesità (40-80% delle donne affette da PCOS), dalla riduzione del peso corporeo.

Una patologia che si associa frequentemente ad infertilità (circa 10% della popolazione femminile in età fertile) è:

  • l’endometriosi, una malattia caratterizzata dalla presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina, in altre zone del corpo femminile, normalmente nella pelvi.  Il trattamento nei casi lievi può essere medico mentre, in quelli più gravi, è prevalentemente chirurgico. 

Nei casi di anovulazione si può indurre l’ovulazione mediante la somministrazione di alcuni farmaci (clomifene citrato e gonadotropine). L’induzione farmacologica dell’ovulazione deve associarsi a stretto monitoraggio ecografico della crescita follicolare fino all’ovulazione ed essere seguito da rapporti mirati o inseminazioni intrauterine. I rischi maggiori di questi trattamenti sono la sindrome da iperstimolazione ovarica e le gravidanze multiple.

Il 40% delle donne con PCOS presenta un alterato metabolismo glucidico con insulino-resistenza per cui può essere utile l’uso della metformina, farmaco insulino-sensibilizzante, per il miglioramento dell’assetto metabolico e quindi della risposta al clomifene citrato e alle gonadotropine.

Un’altra causa di anovulazione è l’iperprolattinemia che può essere causata da adenomi ipofisari, assunzione di farmaci, ipotiroidismo o insufficienza renale cronica. In questi casi la terapia è con farmaci quali la cabergolina o la bromocriptina, in grado di abbassare i livelli di prolattina e di ripristinare l’ovulazione.

Nei casi di infertilità anovulatoria è consigliata una stretta collaborazione tra ginecologo ed endocrinologo, al fine di un corretto iter diagnostico-terapeutico.

Nel 25-35% dei casi di infertilità femminile la causa è da ricondursi ad alterazioni morfo-funzionali delle tube di Falloppio che, se di lievi entità, possono essere trattate chirurgicamente per via laparoscopica, con buone percentuali di successo (ottenimento di una gravidanza nel 50-65% dei casi entro 12-18 mesi).

Il 5-10% di casi di infertilità femminile è dovuto a patologie uterine congenite (malformazioni, setti uterini o cervicali) o acquisite (miomi o polipi) che frequentemente richiedono un trattamento chirurgico con buoni risultati.

La scelta della terapia medica o chirurgica viene effettuata dal ginecologo che individua il percorso terapeutico più idoneo per ogni paziente.

Per appronfodire consulta:


Data di pubblicazione: 20 settembre 2016, ultimo aggiornamento 20 settembre 2016

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