Il “giudizio di idoneità” al consumo umano di un’acqua è rilasciato dall’Azienda sanitaria territorialmente competente a seguito di una richiesta delle parti interessate tra cui sindaci, gestori idro-potabili o imprese alimentari  Esso è subordinato all’acquisizione e valutazione di dati ottenuti tramite controlli ispettivi e attività analitiche,  non necessariamente correlato all’assenza di un superamento dei valori di parametro, ma alla valutazione complessiva dello stato di qualità dell’acqua.

Le acque di nuova utilizzazione da parte di sistemi acquedottistici necessitano di giudizio di idoneità che, in conformità anche a quanto stabilito dal DM 26 marzo 1991, prevede un esame estensivo della documentazione tecnica sulla captazione e le opere acquedottistiche, una serie di accertamenti ispettivi e di controlli analitici su base stagionale. 

Per le acque di pozzi privati o impianti di approvvigionamento autonomo, il “giudizio di idoneità” è associato a prescrizioni verso il gestore concernenti specifici controlli e operazioni di manutenzione. 

Il giudizio di idoneità per acque destinate a imprese alimentari integra i criteri e le procedure di accertamento di idoneità al consumo umano, con requisiti specifici, definiti sulla filiera alimentare e sui potenziali rischi associabili all’alimento. 

Il processo decisionale e le procedure per l’analisi di rischio riguardo a limitazioni d’uso delle acque (art. 10 del D.Lgs. 31/2001), pur rispondendo ai criteri generali della normativa vigente, può essere definito diversamente negli ambiti territoriali, secondo quanto indicato nelle Linee guida regionali.


I metodi di analisi della qualità delle acque destinate al consumo umano devono essere tali da garantire risultati affidabili e comparabili. A tal fine la normativa prevede specifici requisiti per i laboratori e per le metodiche impiegate ai fini dei controlli.
I laboratori di analisi devono seguire procedure di controllo analitico della qualità sottoposte periodicamente al controllo del Ministero della salute, con il supporto dell’ Istituto Superiore di Sanità.

I metodi di analisi devono rispondere a caratteristiche di prestazione minime definite dalle norme. I metodi sono elaborati e pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, attraverso i lavori della Sottocommissione del Comitato permanente di Studio sulle Acque del Ministero della salute (ex art. 9 DM 26 marzo 1991).


Data di pubblicazione: 6 ottobre 2016, ultimo aggiornamento 6 ottobre 2016

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