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immagine di un'anziana signora assistita da una ragazza

Secondo il Rapporto OMS e ADI (Alzheimer‟s Disease International) del 2016 la demenza, nelle sue molteplici forme, è stata definita "una priorità mondiale di salute pubblica".
La popolazione femminile, che ha speranza di vita più alta, con il progredire dell’età vede una prevalenza maggiore della condizione di demenza rispetto alla popolazione maschile.
Anche i caregiver sono soprattutto donne, mogli e figlie spesso a loro volta con famiglia, che ospitano il malato in casa. L’impatto del carico assistenziale su di loro è notevole, sia in termini di salute fisica e psicologica che di modificazioni della vita lavorativa

In Italia circa 1 milione di persone sono affette da demenza

Le stime più recenti a livello internazionale indicano che nel mondo vi sono circa 35,6 milioni di persone affette da demenza, con 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno e un nuovo caso di demenza diagnosticato ogni 4 secondi. Il numero di persone con demenza, e principalmente Malattia di Alzheimer, dovrebbe triplicare nei prossimi 40 anni.
In Italia circa 1 milione di persone sono affette da demenza e circa 3 milioni sono direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.
In un paese come il nostro, che invecchia rapidamente ed è già oggi quello a più alto indice di vecchiaia in Europa dopo la Germania, le stime sono ancora più allarmanti, essendo l’età il principale fattore di rischio associato alle demenze.

Cosa fare

La sintomatologia della demenza, conseguente alla grave compromissione delle funzioni cognitive, è caratterizzata da una disabilità progressiva la cui gestione clinica ed assistenziale risulta estremamente complessa, e richiede risposte dello stesso livello mediante l’attivazione di una qualificata rete integrata di servizi sanitari e socio-assistenziali, come indicato dal Piano Nazionale delle Demenze, in vigore dalla fine del 2014.
Accanto all’assistenza va però anche ricordata l’importanza della prevenzione, testimoniata da numerose evidenze scientifiche che individuano alcuni fattori di rischio modificabili associati in particolare all’insorgenza della demenza di Alzheimer quali:

  • diabete
  • ipertensione in età adulta
  • obesità in età adulta
  • fumo
  • depressione
  • bassa scolarizzazione
  • inattività fisica.

E’ stato calcolato che riducendo del 10% o del 25% ognuno di questi fattori di rischio si potrebbero prevenire da 1,1 a 3,0 milioni di casi di demenza di Alzheimer.

Per approfondire consulta:


Data di pubblicazione: 21 aprile 2016, ultimo aggiornamento 13 aprile 2017

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