Gli effetti sanitari correlati all’alterazione della qualità dell'aria indoor (IAQ) costituiscono un fenomeno complesso, perché legati a diversi fattori ambientali e individuali, tra cui:

  • tipologia e concentrazione dell’inquinante
  • presenza di sinergie con altri inquinanti
  • tempo di esposizione
  • parametri microclimatici e suscettibilità delle persone esposte.

Gli effetti possono essere acuti, a breve termine, o cronici, a lungo termine.

Gli effetti a breve termine possono presentarsi dopo una singola esposizione o dopo esposizioni ripetute a un singolo inquinante (o miscele di inquinanti), anche a basse concentrazioni.
Generalmente la sintomatologia dura poco tempo e scompare con l’eliminazione della fonte di inquinamento (quando è possibile identificarla). Effetti acuti possono verificarsi in seguito all’esposizione di breve durata a elevate concentrazioni di un inquinante tossico (o più inquinanti), come nel caso di incidenti domestici dovuti a fughe di gas e intossicazione acuta da monossido di Carbonio (CO).

Gli effetti a lungo termine (effetti cronici) si manifestano dopo una esposizione prolungata a livelli di concentrazione anche lievi o dopo esposizioni ripetute. Possono manifestarsi anche dopo anni dall’esposizione. Numerose evidenze dimostrano che l’inquinamento dell’aria indoor può rappresentare un importante cofattore nella genesi delle malattie cardiovascolari e di altre malattie sistemiche e alcuni inquinanti indoor possono contribuire all’aggravamento di patologie preesistenti.

Nel complesso gli effetti sulla salute associati ad una cattiva IAQ possono essere classificati in: 

  • Malattie associate agli edifici (Building-related illness-BRI)
  • Sindrome dell’edificio malato (Sick Building Syndrome)
  • Sindrome da sensibilità chimica multipla (Multiple Chemical Sensitivity syndrome-MCS o Intolleranza Idiopatica Ambientale ad Agenti Chimici-IIAAC).

Gruppi a rischio

Alcuni individui si presentano particolarmente sensibili all’effetto degli inquinanti. I gruppi di persone che hanno questa particolare sensibilità alle sostanze tossiche sono definiti sottopopolazioni suscettibili, in quanto per loro il rischio espositivo risulta maggiore rispetto al resto della popolazione. Subiscono effetti sulla salute a concentrazioni degli inquinanti relativamente basse o manifestano risposte più gravi rispetto a quelle manifestate dalla popolazione generale.
I gruppi più a rischio per esposizioni a inquinamento indoor sono: bambini, anziani e persone con patologie croniche (malattie cardiache e respiratorie), malattie del sistema immunitario e le persone a basso reddito.
In alcuni casi le sottopopolazioni suscettibili risultano anche le più esposte alle sostanze tossiche. Ad esempio i bambini, gli anziani i malati cronici passano molto tempo negli ambienti confinati e quindi, oltre ad essere più sensibili sono anche più esposti ai rischi presenti in questi ambienti.

I bambini sono più a rischio degli adulti a causa della loro ridotta superficie corporea e perché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo, ma anche perché sono soggetti ad un'esposizione potenzialmente più lunga degli adulti agli agenti tossici, considerata la loro aspettativa di vita.
Le esposizioni precoci possono causare danni alla salute già nell’infanzia, ma anche più avanti nel corso della vita o nelle generazioni future. I bambini più piccoli (0-5 anni) sono particolarmente a rischio, soprattutto se appartenenti a classi sociali disagiate, perché risultano più esposti a comportamenti a rischio degli adulti (fumo passivo, cottura di cibi senza sistemi di ventilazione adeguati, inadeguata pulizia degli ambienti ecc.).
Nei ceti più elevati una migliore consapevolezza del problema dell’inquinamento indoor e un più facile accesso all'informazione eal trattamento medico possono agire come fattori protettivi.
L’apparato respiratorio nell’infanzia (in particolare nei primi 6-12 mesi di vita) è particolarmente suscettibile agli effetti tossici di alcuni inquinanti ambientali ed in modo particolare al fumo passivo, detto anche fumo di tabacco ambientale - ETS (Environmental Tobacco Smoke). L’esposizione a ETS, muffe e allergeni domestici (acari della polvere e derivati epiteliali di cane e gatto) rappresentano i principali fattori di rischio per esordio di asma e scarso controllo della malattia in età pediatrica.
Recenti dati dell’OMS evidenziano che nelle mura domestiche più della metà dei bambini europei sono regolarmente esposti al fumo passivo. Inoltre, almeno il 15% dei bambini e degli adolescenti vivono in case molto umide e in condizioni microclimatiche che contribuiscono allo sviluppo e peggioramento delle crisi asmatiche (OMS 2009).


Data di pubblicazione: 16 dicembre 2015, ultimo aggiornamento 16 dicembre 2015

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