La gestione delle risorse idriche ha un’incidenza diretta sulla salute umana in quanto tali risorse sono estremamente vulnerabili sia per le pressioni antropiche che per gli aspetti climatici.

Le norme devono estendersi all’intero ciclo idrologico, intercettando e contenendo l’inquinamento alla fonte fino a garantire la conformità dell’acqua nel punto in cui è disponibile al consumo.
La distribuzione delle risorse idriche sul territorio nazionale è estremamente differenziata a causa delle caratteristiche idrogeologiche e climatiche del paese.

Dati ISTAT del 2015 indicano come il livello di precipitazioni medio nel periodo 2001-2010 fosse associato a un volume di acqua pari a 245.457 milioni di metri cubi, con una notevole variabilità nel territorio e negli anni. A tal proposito è da considerare il dato sulla ricarica delle acque sotterranee, stimato in 59.193 milioni di metri cubi. Sebbene nel decennio 2001-2010 sia stato registrato un leggero aumento nel volume di risorse idriche rispetto al trentennio precedente, preoccupano gli eventi climatici estremi caratterizzati da precipitazioni di straordinaria intensità, alluvioni, ondate di calore o gelo, che condizionano in misura sempre più significativa la disponibilità di risorse idriche nel territorio.


Data di pubblicazione: 29 luglio 2015, ultimo aggiornamento 11 maggio 2016

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