Verifica del sistema regionale di prevenzione veterinaria e alimentare*

*(il presente testo riporta gli elementi di sintesi desunti dal rapporto dell’audit di sistema e pertanto è riferibile alla data in cui tale attività è stata effettuata. Il quadro attuale potrebbe aver subito variazioni.)

L’audit di sistema sul Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Valle D’Aosta per la parte relativa alla prevenzione in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti è stato effettuato dall’ 8 all’11 luglio 2014, a chiusura del relativo ciclo di audit, che ha previsto lo svolgimento di altre missioni nei seguenti settori:

  • Tubercolosi Bovina (26-28 marzo 2012);
  • Alimentazione animale (3-5 aprile 2012);
  • Igiene generale degli alimenti, export, additivi alimentari e materiali a contatto con gli alimenti (17-19 dicembre 2012);
  • Benessere animale (11-14 giugno 2013).

Nell’ambito delle verifiche del sistema sanitario regionale (SSR) di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, l’audit di sistema è finalizzato a descrivere e valutare gli standard operativi dell’autorità regionale e dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL in relazione ai criteri previsti dal Regolamento CE n. 882/04, nonché il grado di utilizzo degli strumenti di governo del Servizio Sanitario Nazionale previsti dalle norme quadro di riferimento: L. n. 833/78 e DLgs. n. 502/92 e s.m. L’audit ha coinvolto gli uffici della Dipartimento Sanità, Salute e Politiche Sociali nonché il Dipartimento di Prevenzione dell’unica Azienda Unità Sanitaria Locale del territorio regionale.

Il Piano Regionale Integrato dei Controlli (PRIC) rappresenta uno strumento essenziale per la programmazione a livello aziendale ed ha consentito il censimento e una elencazione chiara e aggiornata delle linee di attività, con una chiara attribuzione dei compiti assegnati, e di affrontare le attività di controllo con un approccio uniforme e coordinato. Esso individua obiettivi strategici rilevanti, quali l’approccio multidisciplinare e integrato, la verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali, l’efficace gestione delle emergenze, la gestione efficace delle anagrafi del bestiame. Tuttavia gli indirizzi regionali riguardo alla categorizzazione del rischio degli OSA registrati e delle relative frequenze del controllo ufficiale, in particolare per il SIAN aziendale, non sono ancora sufficienti.

Nell’ambito della organizzazione del controllo ufficiale, la Regione ha avviato iniziative molto ben delineate rispetto alla realtà sanitaria territoriale (es., eradicazione della TBC bovina;  ricerca dell’E. Coli VTEC nelle feci di bovini destinati a produrre latte crudo, controllo della identificazione dei cani con la polizia municipale e il Corpo Forestale Valdostano; un piano regionale di monitoraggio sanitario sugli ungulati e carnivori selvatici per valutare il rischio sanitario per le popolazioni domestiche e per l’uomo; ecc..). Di meritevole interesse, anche il progetto della costituzione dell’Osservatorio Epidemiologico regionale informatico, per poter procedere con un’analisi più approfondita sulla relazione tra i ricoveri ospedalieri e le malattie trasmissibili da animali e alimenti.

La Regione, inoltre, ha intrapreso un percorso per il miglioramento continuo attraverso la certificazione ISO 9001 del Dipartimento di Prevenzione della ASL e un percorso formativo, supportato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha investito le strutture aziendali di riferimento, determinando un concreto allineamento ai criteri operativi previsti dal Regolamento CE n.882/04.

Le risorse umane dedicate alla “Struttura igiene e sanità pubblica e veterinaria” risultano insufficienti a esercitare la propria funzione di monitoraggio e supervisione delle problematiche sanitarie, anche ai fini della riprogrammazione sanitaria. In organico all’Autorità Competente Regionale, è assente la figura professionale di formazione adeguata alle funzioni sanitarie da garantire per le corrispondenti funzioni relative a igiene degli alimenti di origine non animale e nutrizione, previste dal D.lgs 502/92 e dall’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013.

La gestione delle anagrafi zootecniche prevede tempistiche e flussi di dati non coerenti con le esigenze sanitarie, determinando un depotenziamento dell’efficacia della Banca Dati Nazionale (BDN) come punto di riferimento per le attività sanitarie. I sistemi informativi a disposizione delle autorità competenti sono inoltre frammentati in più applicativi, alcuni dei quali incompleti, privando il sistema di gestione del ciclo della programmazione di un sistema informativo completo ed integrato.

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Data di pubblicazione: 24 novembre 2014, ultimo aggiornamento 24 novembre 2014

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