Questo sistema è disciplinato dal Decreto legislativo n. 38 del 4 marzo 2014 che ha recepito la Direttiva UE n. 24 del 9 marzo 2011  e che prevede la possibilità di ricevere cure e diagnosi in un altro Paese dell’UE.

In particolare:

  • Le cure rimborsabili sono quelle riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale Italiano, con esclusione dell’assistenza sanitaria di lunga durata (il cui scopo è sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine), dell’assegnazione e dell’accesso agli organi ai fini dei trapianti e dei programmi pubblici di vaccinazione contro le malattie contagiose.
  • Le cure rimborsabili possono essere fornite da prestatori pubblici o privati.
  • I costi dell’assistenza sanitaria dovranno essere anticipati dal paziente, che successivamente potrà richiedere un rimborso alla ASL di appartenenza.
  • La misura massima del rimborso per le prestazioni sanitarie è pari al costo che il Servizio Sanitario Nazionale  avrebbe sostenuto se le cure fossero state fornite in Italia, senza superare quanto è stato effettivamente speso.
  • Per alcune tipologie di prestazioni sanitarie è necessario richiedere un’autorizzazione preventiva, in assenza della quale il rimborso potrebbe non essere concesso. Il paziente può verificare, prima della partenza, se la prestazione sanitaria di cui intende usufruire all’estero, debba essere sottoposta ad autorizzazione preventiva.
  • Possono essere rimborsate, in base alla legislazione regionale, le spese di viaggio e di accompagnamento.
  • Gli Stati dell’UE possono limitare l’accesso alle cure sul proprio territorio, ma solo per motivi imperativi di interesse generale.  Puoi rivolgerti al Punto di Contatto Nazionale o al Punto di Contatto del Paese di cura scelto per conoscere eventuali limitazioni all’accesso.

L’autorizzazione preventiva è necessaria per l’assistenza sanitaria che:

  1. è soggetta a esigenze di pianificazione riguardanti l’obiettivo di assicurare, nel territorio nazionale, la possibilità di un accesso sufficiente e permanente ad una gamma equilibrata di cure di elevata qualità o alla volontà di garantire il controllo dei costi e di evitare, per quanto possibile, ogni spreco di risorse finanziarie, tecniche e umane e:

    • comporta il ricovero del paziente per almeno una notte, oppure
    • richiede l’utilizzo di un’infrastruttura sanitaria o di apparecchiature mediche altamente specializzate e costose
  2. richiede cure che comportano un rischio particolare per il paziente o la popolazione
  3. è prestata da un prestatore di assistenza sanitaria che, all’occorrenza, potrebbe suscitare gravi e specifiche preoccupazioni rispetto alla qualità o alla sicurezza dell’assistenza.

Per ottenere l’autorizzazione, devi (tu o un tuo delegato) presentare alla tua ASL la domanda corredata da:

  • l’indicazione diagnostica o terapeutica e la prestazione sanitaria di cui intendi usufruire;
  • il luogo prescelto per la prestazione e il prestatore di assistenza sanitaria presso cui intendi recarti;
  • la certificazione medica;
  • eventuali altre ulteriori indicazioni necessarie ai fini della concessione dell’autorizzazione preventiva.

La ASL provvede, entro 30 giorni, al rilascio o meno dell’autorizzazione dandotene comunicazione scritta. Il termine di 30 giorni è ridotto a 15 giorni nei casi di particolare urgenza, che deve essere adeguatamente motivata nella domanda. Nel provvedimento di autorizzazione la ASL specifica il costo della prestazione ammesso al rimborso. In caso di rifiuto, questo dovrà essere debitamente motivato.

Se prima di partire vuoi verificare se hai bisogno dell’autorizzazione preventiva per i casi b) e c) di cui sopra, presenta apposita domanda alla tua ASL, che entro 10 giorni ti comunicherà se la prestazione di cui hai bisogno necessita o meno di autorizzazione preventiva. Se l’autorizzazione è necessaria, la suddetta domanda si intenderà quale richiesta di autorizzazione preventiva, e i termini per l’autorizzazione indicati al paragrafo precedente decorreranno dalla data di presentazione della domanda stessa.

L’autorizzazione può esserti negata per i seguenti motivi:

  1. in base ad una valutazione clinica, il paziente sarebbe esposto con ragionevole certezza a un rischio per la sua sicurezza che non può essere considerato accettabile, tenuto conto del potenziale beneficio per il paziente stesso dell’assistenza sanitaria transfrontaliera richiesta;
  2. a causa dell’assistenza sanitaria transfrontaliera in questione, il pubblico sarebbe esposto con ragionevole certezza a notevoli pericoli per la sicurezza;
  3. l’assistenza sanitaria in questione è prestata da un prestatore di assistenza sanitaria che suscita gravi e specifiche preoccupazioni quanto al rispetto degli standard e orientamenti relativi alla qualità dell’assistenza e alla sicurezza del paziente, comprese le disposizioni sulla vigilanza, indipendentemente dal fatto che tali standard e orientamenti siano stabiliti da disposizioni legislative e regolamentari o attraverso sistemi di accreditamento istituiti dallo Stato membro di cura;
  4. l’assistenza sanitaria in questione può essere prestata nel territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, tenuto presente lo stato di salute e il probabile decorso della malattia. In tal caso la ASL individua e comunica al paziente il prestatore di assistenza sanitaria in grado di erogare sul territorio nazionale la prestazione richiesta.

Se la tua richiesta di autorizzazione preventiva soddisfa le condizioni richieste dal Regolamento CE 883/2004 (assistenza diretta), l’autorizzazione ti sarà concessa in base ad esso, a meno che tu non chieda diversamente.

 

ATTENZIONE - Le cure di mantenimento o di controllo, anche se riferite ad una precedente autorizzazione, devono essere preventivamente autorizzate dalla ASL. Quindi, sarà necessario presentare una nuova domanda di autorizzazione secondo la procedura sopra indicata.


Trattandosi di assistenza in forma indiretta, dovrai anticipare le spese di cura e, al rientro in Italia, potrai chiedere il rimborso alla tua ASL. I costi ti saranno rimborsati in misura corrispondente alle tariffe regionali vigenti. In ogni caso, tale copertura non può superare il costo effettivo da te sostenuto.

Per ottenere il rimborso, entro 60 giorni dall'erogazione della prestazione devi (tu o un tuo delegato) presentare alla tua ASL la domanda corredata dalla documentazione sanitaria e dalle fatture/ricevute, entrambi in originale.

La ASL, in caso di accoglimento, procederà al rimborso entro 60 giorni dal ricevimento della domanda.

Prima di partire, ti è sempre possibile richiedere alla tua ASL un preventivo di massima.

Inoltre, secondo le disposizioni della tua Regione, ti potranno essere rimborsate le spese di viaggio e di accompagnamento.

In ogni caso il rimborso non potrà superare quanto effettivamente speso.

 

ATTENZIONE - Lo Stato italiano, per motivi imperativi di interesse generale, può limitare l’applicazione delle norme sul rimborso al territorio nazionale, al territorio di una o più Regioni, o a singole Aziende o enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Tali misure sono pubblicate su questo sito e sui siti web delle Regioni e delle Province Autonome.

Puoi, inoltre, rivolgerti al Punto di Contatto Nazionale per conoscere tali eventuali limitazioni.


Data di pubblicazione: 4 aprile 2014, ultimo aggiornamento 4 aprile 2014

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