Il 23 dicembre del 1978 con una Legge votata dall’85% del Parlamento (Legge n. 883 del 23 dicembre 1978), nasce in Italia il Servizio sanitario nazionale pubblico basato sull’universalità dell’assistenza sanitaria, sulla solidarietà del finanziamento attraverso la fiscalità generale e sull’equità di accesso alle prestazioni.

Da questo momento, la storia della sanità pubblica si intreccia saldamente con le fondamenta costituzionali del nostro Paese, con la sua  crescita civile e democratica e il suo sviluppo economico e sociale. Questo percorso prosegue con la costituzione del sistema delle  aziende per favorire l’efficienza e la managerialità della gestione e con la previsione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per garantire l’uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.

Il Servizio sanitario nazionale italiano si sostanzia di valori fondamentali e di notevoli punti di forza riconosciuti negli anni da diversi organismi internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Ocse.

 

Valori e punti di forza del SSN

 

Assistenza di alta qualità per tutti gli italiani

Il Servizio sanitario italiano rende accessibile il diritto alla salute a tutti gli italiani, senza discriminazioni di reddito, di genere o di anagrafe. Eroga assistenza sanitaria di alta qualità a tutti i cittadini per ricoveri ospedalieri, cure di emergenza, prestazioni dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. È inoltre garantita una vastissima copertura farmaceutica a carico del SSN e tutte le prestazioni ospedaliere e diagnostiche essenziali per la salute.

Universalità, equità, solidarietà

Sono i tre principi guida del nostro servizio sanitario nazionale che prevedono l’unitarietà dei livelli di assistenza su tutto il territorio, l’equità d’accesso ai servizi per tutti i cittadini e la solidarietà fiscale quale forma fondamentale di finanziamento del sistema. Questo significa pari esigibilità di tutte le prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in tutte le Regioni italiane.
Si tratta di una conquista straordinaria di civiltà e rappresenta un indiscutibile indice di alto sviluppo sociale e democratico per un Paese. Per noi italiani forse è scontato che sia così ma in realtà sono pochi i Paesi nel Mondo a garantire un’assistenza sanitaria di questo tipo per tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione

Ai primi posti nel Mondo per aspettativa di vita in buona salute

Siamo il secondo Paese più longevo tra i paesi Ocse, con un'aspettativa di vita media di 82,7 anni, come il Giappone. Va meglio, ma davvero per poco, solo agli svizzeri, dove l'aspettativa di vita raggiunge gli 82,8 anni. La speranza di vita supera comunque gli 80 anni nella gran maggioranza dei paesi Ocse (media 80,1 anni). Tuttavia, un po' ovunque, Italia compresa, ad avere la meglio sono le donne: se infatti l'aspettativa di vita degli uomini italiani non raggiunge gli 80 anni, le donne sfiorano gli 85.  (Fonte: Ocse 2013)

Aspettativa di vita tra le migliori in Europa

In media nell’Unione Europea, l’aspettativa di vita in buona salute (definita dagli anni di vita in cui non esiste alcuni limite di attività, fisico o cognitivo) nel periodo 2008-2010 era pari a 62,2 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.
In Italia, il numero di anni di vita in salute era simile sia per gli uomini che per le donne, risultando intorno ai 62 anni. (Fonte: Ocse 2012)

Leader in Europa per numero di farmaci gratuiti

Abbiamo il prontuario farmaceutico a carico della sanità pubblica, più ricco d’Europa: in Italia infatti il SSN offre ai cittadini tutti i farmaci per la cura delle malattie gravi e croniche compresi i farmaci innovativi di ultima generazione. Il 76% della spesa farmaceutica nazionale è a carico del SSN  e solo i medicinali per la cura di lievi disturbi sono a carico dei cittadini.

L’eccellenza nei trapianti

Possiamo affermare di avere una delle migliori reti nazionali per l’effettuazione dei trapianti d’organo in Europa dal punto di vista della qualità degli interventi, della gestione delle banche dati sui donatori e sulla disponibilità degli organi.

Il pediatra gratuito per tutti i bambini

Siamo l’unico Paese in Europa a garantire la possibilità di scegliere il pediatra senza alcuna spesa a carico delle famiglie per tutti i bambini da 0 a 14 anni.

All’avanguardia nella diagnostica ad alta tecnologia

Siamo tra i Paesi con il più alto numero di apparecchiature TAC e Risonanze magnetiche nucleari pubbliche per milioni di abitanti in Europa.

Si abbassano le infezioni in ospedale

Abbiamo il tasso più basso in Europa di infezioni ospedaliere nei reparti di terapia intensiva neonatale.

Gli standard di qualità e sicurezza delle cure

L’erogazione a tutti i cittadini di prestazioni sanitarie secondo standard di qualità e sicurezza è garantito dalla definizione di criteri e standard di valenza nazionale che entrano a far parte dei sistemi regionali di accreditamento affinché le strutture sanitarie siano dotate di risorse, competenze e organizzazione adeguate alle attività erogate. L’Accreditamento è quindi il  presupposto indispensabile perché una struttura sanitaria possa divenire erogatore per conto del Servizio Sanitario Nazionale, assicurando l’uguaglianza delle condizioni tra soggetti erogatori pubblici e privati, tutelando la libera espressione del diritto di scelta della struttura di cura da parte del cittadino e consentendo l’eguaglianza delle tariffe e l’equità nella remunerazione dei fornitori.

L’evoluzione del sistema ha comportato una revisione della normativa sull’Accreditamento,  al fine di rendere i sistemi di accreditamento più omogenei e rispondenti alla crescente domanda di una metodologia oggettiva per la valutazione dei servizi sanitari basata su standard di qualità. Sono stati individuati 8 criteri che dovranno essere contenuti nella normativa di riferimento di ogni Regione e valutati con modalità omogenee sul territorio nazionale. Tali criteri riguardano vari ambiti quali il sistema di gestione delle strutture sanitarie, le Prestazioni e i Servizi, gli Aspetti Strutturali, le Competenze del Personale, la Comunicazione, l’Appropriatezza clinica e la sicurezza dei pazienti, i Processi di miglioramento ed innovazione e l’Umanizzazione.

La prevenzione. Per stare in buona salute ed evitare le malattie

Possiamo affermare di essere all’avanguardia per le attività di prevenzione cui sono dedicati più di 150 dipartimenti pubblici di prevenzione con oltre 10mila operatori.
In Europa siamo il Paese con uno dei livelli più elevati di copertura per le principali vaccinazioni e siamo i primi per le vaccinazioni dell’anziano contro l’influenza. Siamo stati il primo paese europeo a rendere disponibile gratuitamente alle bambine di 12 anni la nuova vaccinazione HPV contro il cancro della cervice uterina.
Abbiamo raggiunto importanti risultati nella lotta al fumo passivo con un significativo decremento delle malattie respiratorie e di quelle cardiovascolari associate al fumo.
Abbiamo oltre 5000 operatori pubblici impegnati per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
E’ ormai operativo da anni il programma “Guadagnare salute” contro alcol, fumo, scorretta alimentazione ed inattività fisica in coordinamento con molti altri ministeri e istituzioni per un approccio integrato alla promozione di stili e abitudini di vita salutari in tutti gli ambiti, dalla scuola, al mondo del lavoro.
Inoltre, disponiamo di una efficiente rete veterinaria, con altre 10mila operatori, che garantisce la salubrità degli alimenti e la sicurezza della produzione animale.


(Fonte: annuario statistico Ssn e Sdo 2010-2011)

Numero di strutture per tipologia di assistenza
In tutto possiamo contare su oltre 26mila strutture sanitarie per la presa in carico del paziente nei suoi diversi bisogni assistenziali.

In particolare:

  • 1.165 strutture per l’assistenza ospedaliera,
  • 9.635 per l’assistenza specialistica ambulatoriale,
  • 6.153 per l’assistenza territoriale residenziale,
  • 2.644 per l’assistenza territoriale semiresidenziale,
  • 5.514 per l’altra assistenza territoriale,
  • 971 per l’assistenza riabilitativa.

 
I medici di famiglia e pediatri di libera scelta
I medici di medicina generale o di famiglia sono circa 46mila distribuiti in tutte le Regioni. Ognuno di loro assiste in media 1.150 cittadini. Mentre i pediatri sono quasi 8mila e assistono mediamente 864 bambini dai 0 ai 14 anni.
Queste due figure professionali, insieme ad altre professionalità sanitarie, garantiscono l’assistenza extraospedaliera.

 

Il servizio di guardia medica
Garantisce la continuità assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana: esso si realizza assicurando interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne festive e prefestive. L’attività di guardia medica è organizzata nell’ambito della programmazione regionale per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche.
Nel 2010 sono stati rilevati in Italia 2.925 punti di guardia medica; con 12.104 medici titolari ovvero 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.
 
L’assistenza farmaceutica convenzionata
Consiste nella fornitura di specialità medicinali e preparati galenici utili per la prevenzione o la cura delle malattie; essa rappresenta, nell’ambito dei Servizi erogati dal SSN quella più suscettibile di variazione poiché è strettamente dipendente dalle disposizioni dettate dalle varie leggi finanziarie. In Italia nel 2010 sono state prescritte 586.486.656 ricette con un importo di poco superiore ai 12 miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di circa 21 euro. Il costo medio per ricetta risulta fortemente variabile all’interno del territorio nazionale registrando il valore minimo in Umbria (16,27 euro) e quello massimo (24,02 euro) in Lombardia.
 
L’assistenza domiciliare integrata
Si esplica quando, per motivi di organizzazione sanitaria o per ragioni sociali, si ritenga necessaria un’assistenza alternativa al ricovero. Infatti l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è svolta assicurando al domicilio del paziente le prestazioni:

  • di medicina generale;
  • di medicina specialistica;
  • infermieristiche domiciliari e di riabilitazione;
  • di aiuto domestico da parte dei familiari o del competente servizio delle aziende;
  • di assistenza sociale.

Nel corso del 2010 sono stati assistiti al proprio domicilio 597.151 pazienti, di questi l’84,0% è rappresentato da assistibili di età maggiore o uguale a 65 anni e il 9,0% è rappresentato da pazienti terminali.
Mediamente a ciascun paziente sono state dedicate circa 22 ore di assistenza erogata in gran parte da personale infermieristico (14 ore). Le ore dedicate a ciascun malato terminale risultano, invece, pari a 25.
 
Le strutture sanitarie non ospedaliere
Sono 9.635 le strutture non ospedaliere in cui si erogano prestazioni specialistiche come l’attività clinica, di laboratorio e di diagnostica strumentale; strutture territoriali quali i centri di dialisi ad assistenza limitata, gli stabilimenti idrotermali, i centri di salute mentale, i consultori materno-infantile e i centri distrettuali; strutture semiresidenziali, ad esempio i centri diurni psichiatrici; strutture residenziali quali le residenze sanitarie assistenziali, le case protette ecc.
Per quanto riguarda le altre strutture extraospedaliere, esistono 6.153 strutture residenziali, 2.644 di tipo semiresidenziale, 5.514 di altro tipo (come centri di salute mentale, consultori, stabilimenti idrotermali). Con riferimento alle strutture residenziali e semiresidenziali sono stati censiti 260.654 posti, pari a 432 per 100.000 abitanti. Di questi il 70,8% sono stati dedicati all’assistenza agli anziani, il 12,5% all’assistenza psichiatrica, il 16,2% all’assistenza ai disabili psichici e fisici, lo 0,6% ai pazienti terminali; probabilmente questi dati sono sottostimati poiché in alcuni casi c’è una sovrapposizione dei vari tipi di assistenza.
Gli Istituti e Centri per il recupero e la riabilitazione funzionale svolgono la propria attività fornendo prestazioni diagnostiche e terapeutico riabilitative. Tali prestazioni possono essere erogate in forma residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, extramurale e domiciliare.  
Esistono poi 971 strutture riabilitative con 14.211 posti per l’attività di tipo residenziale e 13.691 per l’attività di tipo semiresidenziale in complesso 46 ogni 100.000 abitanti. Il numero di utenti totali assistiti in regime residenziale è superiore agli utenti assistiti in regime semiresidenziale (rispettivamente 56.316 e 23.181 utenti); tale rapporto cambia a seconda della tipologia di attività riabilitativa, in particolare la riabilitazione neuropsichiatrica infantile è svolta preferibilmente in strutture semiresidenziali.
Queste strutture riabilitative impiegano 45.890 unità di personale di cui il 10% costituito da medici ed il 43% da terapisti e logopedisti.
 

Strutture di ricovero e cura
Nel 2010 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.165 istituti di cura, di cui il 54% pubblici ed il rimanente 46% privati accreditati. Risulta confermato il trend decrescente del numero degli istituti, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell’accorpamento di molte strutture.
Il 68% delle strutture pubbliche è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, il 10% da Aziende Ospedaliere, ed il restante 22% dalle altre tipologie di ospedali pubblici.
Il S.S.N. dispone di poco più di 215 mila posti letto per degenza ordinaria, di cui il 21% nelle strutture private accreditate, 21.761 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (91%) e di 8.230 posti per day surgery in grande prevalenza pubblici (80%).
A livello nazionale sono disponibili 4,1 posti letto ogni 1.000 abitanti, in particolare i posti letto dedicati all’attività per acuti sono 3,5 ogni 1.000 abitanti.
La distribuzione dell’indicatore risulta piuttosto disomogenea a livello territoriale: si evidenziano il Molise (5,3 posti letto) fra le Regioni con la maggiore densità di posti letto, l’Umbria (3,6 posti letto) e la Campania (3,4 posti letto) fra le Regioni con la minor disponibilità di posti letto. A livello nazionale i posti letto destinati alla riabilitazione e lungodegenza sono 0,6 ogni 1.000 abitanti con notevole variabilità regionale.
   
Il personale della Sanità

Il personale medico, sanitario, professionale, tecnico e amministrativo che opera nelle Asl e nelle Aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale ammonta a 646.812 persone. Tra questi sono 107.448 i medici e 263.803 gli infermieri

I medici di famiglia e pediatri di libera scelta

I medici di medicina generale o di famiglia sono circa 46mila distribuiti in tutte le Regioni. Ognuno di loro assiste in media 1.150 cittadini. Mentre i pediatri sono quasi 8mila e assistono mediamente 864 bambini dai 0 ai 14 anni. Queste due figure professionali, insieme ad altre professionalità sanitarie, garantiscono l’assistenza extraospedaliera

L’attività di pronto soccorso

Ogni anno sono quasi 24 milioni gli accessi al pronto soccorso degli ospedali italiani dove vengono garantiti gli interventi di emergenza 24 ore su 24 per tutto l’arco dell’anno; di questi, circa 1,5 milioni riguardano accessi al  pronto soccorso pediatrico. Gli interventi sono totalmente gratuiti, tranne quelli riferiti a casi non urgenti (codice verde) soggetti al pagamento di un ticket.

I ricoveri in ospedale

Nel 2011 quasi 11 milioni di italiani sono stati ricoverati dagli ospedali del Servizio sanitario nazionale.
Di questi circa 2,8 milioni sono stati effettuati in day hospital consentendo di usufruire delle prestazioni nell’arco della stessa giornata con il ritorno alla propria abitazione il giorno stesso.  

La valutazione della qualità delle cure ospedaliere

Ogni anno il Ministero della salute e l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) effettuano una verifica su tutti gli ospedali italiani del Ssn per monitorare le performance con 114 indicatori che misurano gli esiti delle cure ma anche i tempi con i quali sono erogate determinate prestazioni ospedaliere per le quali la tempestività dell’intervento è essenziali ai fini del buon esito finale.
Tutti i dati raccolti sono già oggi disponibili on line.

La formazione post laurea degli operatori del Ssn

Il Servizio sanitario nazionale garantisce l’aggiornamento continuo dei suoi operatori prevedendo appositi programmi di formazione obbligatori che accompagnano tutta la vita professionale dei medici, degli infermieri, dei farmacisti e di tutte le altre figure del Ssn.
Obiettivo è mettere nelle condizioni gli operatori di essere sempre aggiornati sull’evoluzione della ricerca scientifica, delle terapie, delle modalità assistenziali e organizzative della sanità per offrire ai cittadini un servizio sempre al passo con le più moderne conoscenze medico sanitarie.

 


Data di pubblicazione: 4 aprile 2014, ultimo aggiornamento 4 aprile 2014

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