Sono medicinali a base di principi attivi ottenuti per  sintesi chimica  oppure per estrazione da piante, conosciute fin dall’antichità. L’attività farmacologica è differente a seconda della classe del medicinale, anche le indicazioni sono diverse,  le sostanze più note sono la morfina e gli oppiacei, potenti analgesici utilizzati nel trattamento degli stati dolorosi, le benzodiazepine ad attività ansiolitica ed ipnotica, i barbiturici utilizzati nel campo dell’anestesia e come anticonvulsivanti.

I medicinali ad azione stupefacente o psicotropa hanno in comune la caratteristica di avere effetti sul sistema nervoso, pertanto, per la dispensazione da parte del farmacista, è sempre necessaria la prescrizione medica, anche speciale, per ridurre il rischio di una errata somministrazione.

Uno degli impieghi più importanti delle sostanze ad azione stupefacente è nella terapia del dolore. In tale campo la legge 8 febbraio 2001, n. 12, e la legge 15 marzo 2010, n. 38 hanno da prima  agevolato l'impiego dei farmaci analgesici oppiacei  e  poi tutelato il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore ed ulteriormente semplificato le modalità di prescrizione dei medicinali inclusi nell’allegato III- bis al DPR 309/90.

L’ effetto dell’oppio è noto dal tempo dei Sumeri, come la sua tossicità. Ma la medicina moderna ha saputo trarre dagli alcaloidi dell’oppio potenti medicinali per la terapia del dolore.  L’estrazione della morfina risale al 1806 e da allora sono stati studiati tutti gli alcaloidi dell’oppio che hanno portato da una parte a medicinali con potente azione analgesica e dall’altra ad un abuso che ha preoccupato tutto il mondo e ha dato origine  ad un allarme sociale tale da fare convergere la volontà di tutte le Nazioni a porre sotto stretto controllo il commercio di tali medicinali, che sommano in sé non solo il rischio legato all’assunzione di qualsiasi medicinale, da valutare in relazione ai benefici nella cura delle patologie in atto, ma anche il concreto rischio di tolleranza, che tende a fare assumere dosi sempre più alte del medicinale, e quelli di dipendenza e abuso, se il medicinale non viene somministrato sotto stretto controllo medico.

Inoltre, la ricerca farmaceutica di sostanze di sintesi che potessero fornire gli stessi effetti terapeutici, senza i pesanti effetti indesiderati e le reazioni avverse agli stupefacenti, ha portato anche alla sintesi di sostanze che non hanno impiego terapeutico nelle malattie, ma che mantengono forti effetti psichici e gravi effetti indesiderati e sono oggetto di abuso nell’ambito del mercato illegale.

La Convezione del 1961, emendata nel 1972, e la Convenzione  del 1988 rappresentano il risultato dell’accordo internazionale  per contrastare il fenomeno del traffico illecito e dell’abuso di stupefacenti  e stabiliscono i controlli necessari per il traffico lecito dei medicinali stupefacenti o psicotropi, coordinati dal Segretariato –International Narcotics Control Board  (INCB). Pertanto, in adesione alle convenzioni internazionali citate, i medicinali ad azione stupefacente o psicotropa possono essere fabbricati ed impiegati in Italia secondo quanto previsto dal Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, DPR  9 ottobre 1990, n. 309, che comprende anche gli aspetti legati agli abusi ed alla cura dei pazienti tossicodipendenti.


Tutti gli stupefacenti e le sostanze psicotrope sono iscritti nelle Tabelle allegate al DPR 309/90 che vengono aggiornate ogni qualvolta si presenti la necessità di inserire una nuova sostanza o di variarne la collocazione o di provvedere ad una eventuale cancellazione.

L’attività dell’Ufficio centrale stupefacenti consiste nel regolamentare l’attività di tutte quelle organizzazioni, industrie chimico-farmaceutiche, grossisti farmaceutici, laboratori di analisi e di sperimentazione, ospedali che devono entrare in possesso degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope in quanto medicinali, in modo da consentirne la detenzione per fini medici o scientifici.

Il mercato lecito degli stupefacenti è monitorato a livello internazionale da un organo di controllo, l'International Narcotics Control Board (INCB), istituito presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con sede a Vienna, in applicazione delle Convenzioni internazionali recepite dagli Stati aderenti.

Conseguentemente, ogni Paese aderente, e quindi anche l’Italia, è tenuto a stabilire e comunicare le quantità di stupefacenti e sostanze psicotrope che ogni anno possono essere immesse sul mercato, a rendicontare tutte le importazioni ed esportazioni avvenute in ogni singolo trimestre dell’anno e a comunicare i consuntivi reali dei consumi avutisi in ogni anno, al fine della pubblicazione dei relativi Report annuali relativi al commercio mondiale.

A tal fine si rende necessario disporre di un sistema autorizzativo e di controllo specificamente dedicato e con elevato grado di accuratezza.

Ogni anno è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto che comprende l’elenco delle aziende autorizzate dal Ministero della salute a fabbricare, impiegare e commercializzare stupefacenti e sostanze psicotrope.
Sembra utile specificare che, in questo contesto, con il termine “fabbricare” si intende l’estrazione dello stupefacente da una pianta o la sintesi chimica dello stesso, con il termine “impiegare” si intende la lavorazione dello stupefacente per l’ottenimento di un medicinale con una specifica forma farmaceutica atta alla somministrazione.

Il Ministero della salute emana anche un decreto annuale nel quale sono indicate le quantità di sostanze stupefacenti e psicotrope che possono essere annualmente fabbricate sia per il consumo nazionale sia per l’esportazione, in conformità alle quote assegnate all’Italia dall’organo di controllo internazionale, International Narcotics Control Board (INCB) di Vienna.


Data di pubblicazione: 23 aprile 2013, ultimo aggiornamento 23 aprile 2013

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