La sigla MOGM sta per micro-organismi geneticamente modificati.

Con questo temine si intendono entità microbiologiche cellulari e non cellulari (compresi virus, viroidi, cellule animali e cellule vegetali in coltura) il cui materiale genetico è stato modificato sia con tecniche di ricombinazione di acido nucleico, sia con tecniche di introduzione diretta di materiale genetico, sia con tecniche di fusione cellulare o ibridizzazione, comunque in modo differente dai processi di ricombinazione o di incrocio che avvengono in natura.

Nell’ambito di tale definizione, l’allegato I del D. Lgs 12 aprile 2001 n. 206 (.pdf, 15 Kb) elenca le tecniche che sono considerate di modificazione genica e quelle che non lo sono. Il decreto stabilisce le misure per l’impiego confinato dei microrganismi geneticamente modificati volte a tutelare la salute dell’uomo e l’ambiente; la normativa impone l’adozione di accorgimenti tecnici e di procedure, basate su attente valutazioni di rischio, aventi lo scopo di impedire la diffusione e moltiplicazione nell’ambiente e negli organismi viventi di detti MOGM.

Il decreto assegna all’utilizzatore la responsabilità di individuare la classe d’impiego confinato necessaria per un efficace contenimento e controllo dei MOGM. 

Le classi di impiego sono 4, definite sulla base dei gruppi di rischio biologico 1-4 previsti dall’art. 75 del D. Lgs 626/94 (e successive modifiche ed integrazioni):

  1. classe 1: impieghi confinati che presentano rischi nulli o trascurabili, ovvero operazioni per le quali un livello 1 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente
  2. classe 2: impieghi confinati a basso rischio, ovvero operazioni per le quali un livello 2 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente
  3. classe 3: impieghi confinati che presentano un rischio moderato, ovvero operazioni per le quali un livello 3 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente
  4. classe 4: impieghi confinati ad alto rischio, ovvero operazioni per le quali un livello 4 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana l’ambiente.

Data di pubblicazione: 5 settembre 2008, ultimo aggiornamento 19 febbraio 2014

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