Verifica del sistema regionale di prevenzione veterinaria e alimentare *


(*il presente testo riporta gli elementi di sintesi desunti dal rapporto dell’ audit di sistema e pertanto è riferibile alla data in cui tale attività è stata effettuata. Il quadro attuale potrebbe aver subito variazioni)

L’audit di sistema sul servizio sanitario regionale della Regione Sardegna per la parte relativa alla prevenzione in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti è stato effettuato dal 15 al 18 novembre 2011, a chiusura del relativo ciclo di audit che ha previsto lo svolgimento di audit nei seguenti settori:

  • sistema di allerta (14-15 ottobre 2009);
  • emergenze epidemiche -PSC, PSA, MVS  (6-7 ottobre 2009);
  • benessere animale  (2-5 febbraio 2010);
  • latte e prodotti derivati  (27 settembre – 1 ottobre 2010)
  • TSE (14-17 giugno 2011)
  • pesca e MBV (11-15 luglio 2011)

Nell’ambito delle verifiche del sistema sanitario regionale di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, l’audit di sistema è stato finalizzato a descrivere e valutare gli standard operativi dell’autorità regionale e dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL in relazione ai criteri previsti dal Regolamento CE n. 882/04, nonché il grado di utilizzo degli strumenti di governo del Servizio Sanitario Nazionale previsti dalle norme quadro di riferimento: L. n. 833/78 e DLgs. n. 502/92 e successive modifiche. L’audit ha coinvolto  gli uffici dell’Assessorato Regionale alla Sanità, nonché 6 AASSLL delle 8 presenti in totale sul territorio regionale.

Il Servizio Prevenzione dell’Assessorato Regionale è l’unica articolazione organizzativa di livello dirigenziale, alla quale afferisce un ampio e gravoso case-mix di competenze che determinano una eccessiva responsabilizzazione. Il settore veterinario e di igiene degli alimenti e della nutrizione, costituito da un numero elevato di personale “in comando”, è soggetto a un turn over pericoloso per la stabilità del sistema e per  il processo di miglioramento continuo in atto. L’analisi dei dati epidemiologici disponibili, l’attività di audit e la verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali risultano, difatti, penalizzati dalla scarsità di risorse umane.

La Regione ha avviato un progetto di organizzazione del sistema informativo regionale informatizzato (SISAR) che, a regime, fornirà un supporto importante alla programmazione delle ASL, alla gestione delle attività e alla rendicontazione dei controlli ufficiali.

Il Piano Regionale Integrato dei Controlli (DGR 20/4 del 26/4/2011) esplicita con chiarezza le attività pianificate richieste alle ASL. Esso è uno strumento dinamico e aggiornabile a seguito di modifica della normativa e contiene istruzioni e procedure utili per assicurare la coerenza e l’uniformità dei controlli ufficiali sul territorio regionale, benché non vengano forniti indirizzi per uniformare le attività di audit delle ASL su OSA e per garantire la rendicontazione delle stesse.

Il sistema di audit adottato è volto ad assicurare un rafforzamento del coordinamento, della coerenza e uniformità dei controlli ufficiali, ma al momento non assicura un’adeguata copertura di tutti servizi territoriali di riferimento. Per coadiuvare le azioni di gestione della Peste Suina Africana, malattia infettiva endemica sul territorio regionale, è stato adottando nel 2011 un programma straordinario di audit e ispezioni sulle aziende suine accreditate per Peste Suina Africana e Peste Suina Classica, comprensivo di una attività di supervisione regionale sulla corretta esecuzione dei controlli in tali aziende. Tale programma però richiederebbe un miglioramento nella definizione degli obiettivi e nella ripartizione dei compiti di audit e di ispezione tra le ASL e l’autorità competente regionale, nonché delle modalità con le quali quest’ultima esercita l’attività di supervisione.

In certe realtà aziendali, a livello di alcuni Servizi del Dipartimento di Prevenzione, è stato osservato un buon livello di adozione del processo di analisi dei vincoli normativi e della conseguente programmazione sulla base dell’esigenza territoriale. Il frequente ricambio della dirigenza di vertice delle Aziende ASL ha influito però in modo negativo sui processi di gestione della dirigenza sanitaria e sugli altri strumenti essenziali per il  governo del SSN (processo di dipartimentalizzazione, di programmazione, sistema di budgeting, assegnazione degli incarichi, sistema di valutazione dei dirigenti). La programmazione pluriennale in alcuni casi non ha investito i Dipartimenti di Prevenzione e/o non ha fornito agli stessi obiettivi di medio-lungo periodo da conseguire, privando di fatto le strutture dei necessari stimoli verso il processo di miglioramento continuo.

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Data di pubblicazione: 23 luglio 2012, ultimo aggiornamento 19 marzo 2013

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