Obiettivi

Il mutamento dell’assetto istituzionale e, soprattutto, l'evoluzione della situazione socio economica – che è a fondamento del rapporto tra la domanda e l'offerta sanitaria - hanno portato a significative variazioni dell’offerta sanitaria, non più gestibili attraverso i modelli di rilevazione correnti, c.d. “flussi SIS” (DPCM 17 maggio 1984 e successive modifiche e integrazioni):

  • l'ospedale, in seguito all'esercizio dell'autonomia regionale, ha visto, in modo stratificato, modificare il portafoglio della sua offerta e la sua struttura organizzativa;
  • le strutture territoriali, esistenti e di nuova istituzione, vengono ad assumere sempre maggiore importanza nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come strutture di erogazione di servizi sanitaria e socio-sanitari;
  • politiche di riorganizzazione della rete di strutture preesistenti hanno modificato il ruolo dell'ospedale e hanno portato ad un sistema di domanda-offerta in evoluzione verso il territorio.

La profonda evoluzione del SSN ha fatto, dunque, emergere l’obiettivo strategico di disporre di informazioni che permettano una approfondita conoscenza e distinzione delle strutture ai diversi livelli di offerta.

Inoltre, è emersa l’esigenza di individuare metodologie e sistemi di classificazione delle strutture, in modo da rendere le diverse realtà territoriali confrontabili. Infatti, dall’analisi effettuata, a suo tempo, nell’ambito del Mattone 1 “Classificazione delle strutture” emerse un approccio non omogeneo, tra le varie Regioni, relativamente alle modalità di rilevazione delle strutture sanitarie e socio-sanitarie.

Il progetto Mattone 1 ha definito metodologie di codifica e classificazione di riferimento nazionale delle strutture erogatrici delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, con particolare attenzione a quelle operanti sul territorio. Tali risultati sono stati raggiunti attraverso l’utilizzo di un modello di lettura della rete di offerta che identifica e rileva le strutture ospedaliere e territoriali, indipendentemente dal grado di complessità e dal modello organizzativo, partendo dai centri di responsabilità che erogano servizi sanitari e socio-sanitari.

MRA, pertanto, è finalizzato a rappresentare, in maniera esaustiva, le strutture che costituiscono la rete di offerta sanitaria regionale, in termini di attività svolte, regimi assistenziali garantiti, target di popolazione, specialità cliniche, oltre che in termini di dotazioni e fattori produttivi impiegati per l’erogazione dei servizi sanitari ed assistenziali. Il Sistema MRA consentirà di rappresentare la distribuzione di strutture e fattori produttivi sul territorio, e consentirà conseguentemente di supportare sia la definizione di politiche sanitarie, che la programmazione sanitaria, nonché la pianificazione di investimenti infrastrutturali a livello locale e regionale.

Roadmap

Il primo modulo del Sistema di Monitoraggio della Rete di Assistenza (“MRA” – fase 1) ha messo a disposizione un sistema unificato per la gestione dei dati relativi agli ambiti territoriali: Comuni, ASL e relativa popolazione, disciplinato dal Decreto Ministeriale 5 dicembre 2006.

A valle della conclusione del Mattone 1, con riferimento al monitoraggio dell’intera rete di assistenza, data la complessità del cambiamento e il conseguente impatto, in particolare sui sistemi locali, è stato avviato un percorso di approfondimento che ha visto la costituzione di un Gruppo Tecnico con rappresentanti delle Regioni e del Ministero della Salute.

Le attività di sperimentazione, estese sull’intero territorio nazionale, hanno permesso di affinare il modello, la cui versione definitiva è stata approvata nel marzo 2012.

Figura 1 – Roadmap di attuazione

NSIS

Come schematizzato nella figura 1, la messa a regime del sistema MRA avverrà in tre stadi:

  • periodo transitorio dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 in cui l’invio dei dati dalle Regioni permetterà di validare e/o modificare il modello;
  • periodo di adeguamento dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, in cui i flussi attuali di rilevazione delle strutture (modelli di rilevazione delle attività gestionali delle Aziende sanitarie) coesisteranno con il nuovo sistema di censimento MRA;
  • a regime, dal 2014: verranno progressivamente dismessi gli attuali flussi di rilevazione delle strutture  e verrà utilizzato il solo sistema MRA.

Patrimonio informativo

MRA prevede il censimento delle entità che costituiscono la rete d’offerta sanitaria regionale:

  • le strutture di ricovero pubbliche, equiparate alle pubbliche, private accreditate e non accreditate;
  • le strutture territoriali - che erogano prestazioni riconducibili ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)- pubbliche, private accreditate e le farmacie convenzionate.

Il modello adottato sviluppa la rilevazione secondo due distinte dimensioni:

  • la dimensione organizzativa, mediante le entità “titolare” e “centro di responsabilità”;
  • la dimensione fisica, mediante l’entità “punto fisico di erogazione”.

Nel dettaglio, il modello censisce le seguenti entità:

Il titolare, inteso come il soggetto giuridico, dotato di Partita IVA, che eroga prestazioni sanitarie riconducibili ai LEA e comprende:

  • tutti i soggetti pubblici;
  • tutti i soggetti equiparati;
  • tutti i soggetti accreditati;
  • i soli soggetti autorizzati ma non accreditati che erogano assistenza ospedaliera (sono, quindi, esclusi tutti gli ambulatori privati ed i centri di analisi non accreditati);
  • le farmacie distrettuali;
  • i medici convenzionati (Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta).

I centri di responsabilità, intesi come le sole strutture complesse e semplici, che possono essere identificate attraverso gli atti e le delibere aziendali. I centri di responsabilità rappresentano pertanto le articolazioni interne dell’azienda alle quali è attribuita la responsabilità di gestione di risorse umane, tecniche o finanziarie.

I punti fisici, intesi come la collocazione geografica dei punti di erogazione di prestazioni sanitarie. In particolare, è stato scelto come atomo di rilevazione l’immobile, poiché rappresenta il livello di censimento ottimale tale da consentire di eseguire analisi d’incrocio domanda-offerta utili per la programmazione sanitaria.

La combinazione dalle tre entità appena descritte - titolare, centro di responsabilità e punto fisico – costituisce le “triplette”; a ciascuna di esse corrispondono informazioni (sotto forma di “vettore di descrittori”) in grado di qualificare e quantificare l’attività svolta. A titolo esemplificativo, vengono censite informazioni su:

  • tipologia di erogazione (degenza ordinaria, day hospital, domiciliare ecc.);
  • età (minori, adulti);
  • tipo di attività svolta (prevenzione, medicina di base, diagnostica strumentale, erogazione farmaci, cure domiciliari, ecc.);
  • specialità ospedaliere (chirurgia, medicina, neurochirurgia, dermatologia, oncologia, neonatologia, ecc.);
  • livelli di assistenza (LEA) erogati (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza territoriale, assistenza integrativa, ecc.).

L’insieme delle “triplette” e dei relativi vettori costituisce l’anagrafe MRA.

Stato di attuazione

A fine marzo 2012 il bilancio delle attività sembra essere positivo, con sei Regioni che hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa necessario per aderire alla sperimentazione, altre sette stanno avviando i lavori e/o caricando i dati nel sistema e con altre sei si sono effettuati incontri informativi.


Data di pubblicazione: 8 maggio 2012, ultimo aggiornamento 9 agosto 2012

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