L’Accordo Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 29 ottobre 2009 stabilisce la programmazione e l'organizzazione dei controlli ufficiali e le relative linee di indirizzo inerenti l'attuazione del Regolamento Reach.
Il Ministero della salute, in quanto Autorità competente nazionale (Legge 6 aprile 2007, n. 46, art. 5bis), assicura l'operatività del sistema dei controlli al fine di verificare la completa attuazione delle prescrizioni da parte di tutti i soggetti della catena di distribuzione delle sostanze, dalla fabbricazione/importazione, all'uso, all'immissione sul mercato delle stesse.

Il sistema dei controlli è costituito da amministrazioni ed enti dello Stato e delle Regioni e Province autonome. Fanno parte delle amministrazioni dello Stato gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), i Nuclei antisofisticazioni e sanità dell'Arma dei Carabinieri (Nas), l'Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro (ex Ispesl), il Corpo ispettivo centrale del Ministero della salute ed altre strutture quali l'Agenzia delle dogane e i Nuclei operativi ecologici dell'Arma dei Carabinieri (Noe).

I controlli possono essere eseguiti in qualunque momento con o senza preavviso.
In caso di accertamento di violazione delle disposizioni del regolamento Reach e CLP, si applicano le sanzioni amministrative e penali contenute rispettivamente nel D. Lgs. n. 133/2009 e nel D. Lgs. 186/2011.

Il Comitato tecnico di coordinamento, costituito con Decreto ministeriale 4 dicembre 2008, sentito il Gruppo tecnico di esperti delle Regioni e Province autonome, propone all’Autorità competente nazionale:

  1. l’adozione del piano nazionale annuale delle attività di controllo
  2. l’adozione delle linee guida concernenti le modalità di attuazione delle attività di controllo su indicazioni fornite dall’European Chemical Agency (Echa)
  3. l’attuazione delle attività di controllo specifiche, sulla base delle indicazioni dell’Echa.

Il Comitato tecnico di coordinamento è composto da:

  • un membro designato dal Ministro della Salute, con funzioni di presidente
  • un membro designato dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
  • un membro designato dal Ministro dello Sviluppo Economico
  • un membro designato dal Ministro dell'Economia e Finanze
  • un membro designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento delle politiche comunitarie
  • un membro designato dal Centro Nazionale Sostanze Chimiche
  • un membro designato dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici
  • un membro designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome su indicazione delle Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome.

Alle riunioni del Comitato tecnico prendono parte anche i rappresentanti nazionali dei Comitati dell'Echa.

Il piano nazionale è elaborato tenendo conto dei seguenti punti:

  • indicazioni provenienti dall'Echa, dalla Commissione europea o da altri organismi europei competenti in materia come il Chemical legislation european enforcement (CLEEN)
  • risultati delle attività di controllo degli anni precedenti, anche in termini di settori produttivi ritenuti prioritari in ragione dell'utilizzo di specifiche sostanze in quanto tali o in quanto contenute in miscele o in articoli
  • conoscenze epidemiologiche e analisi del contesto territoriale ed ambientale sulla base del sistema informativo regionale al fine di individuare risposte adeguate ai bisogni di salute e tutela dell'ambiente individuati dai piani regionali o provinciali
  • analisi di rischio delle attività che insistono su un territorio al fine di individuare una graduazione degli interventi attraverso l'identificazione di priorità delle attività di controllo
  • priorità agli interventi di controllo aventi evidenza di efficacia al fine di condurre azioni che diano risultati in termini di miglioramento della salute, dell'ambiente e della sicurezza dei cittadini e dei lavoratori
  • programmi di visite ispettive congiunte tra due o più Stati membri dell'Unione europea
  • indicazioni provenienti dai Centri antiveleni (CAV).

Il piano nazionale contiene almeno le seguenti informazioni:

  1. l'individuazione delle priorità di controllo per l'attuazione del Regolamento Reach
  2. il numero minimo dei controlli
  3. l'eventuale ripartizione delle attività di controllo sull'area geografica di applicazione che può comprendere tutto o parte del territorio nazionale
  4. la tipologia delle classi di utilizzo merceologico delle sostanze, compresi eventuali controlli analitici
  5. periodo di tempo
  6. disposizioni per la revisione del medesimo piano.

Entro il 31 marzo di ogni anno le Autorità per i controlli sul Reach delle Regioni e Province autonome, Usmaf, Nas, Inail (ex Ispesl), Agenzia delle Dogane e Noe devono trasmettere al Ministero della salute i risultati delle attività di controllo eseguite nell’anno precedente.

Il Ministero utilizza i risultati dei controlli effettuati dalle amministrazioni per redigere una relazione, da trasmettere all’Agenzia europea, eventualmente integrandola con i risultati dell’attività di controllo effettuata dal Corpo ispettivo centrale.

Consulta:


Data di pubblicazione: 2 agosto 2011, ultimo aggiornamento 27 aprile 2017

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