Piano nazionale di prevenzione 2014-2018

Il 13 novembre 2014 la Conferenza Stato-Regioni ha sottoscritto l'Intesa sul Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 (PNP).
L’Intesa tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano prevede che le Regioni si impegnino ad adottare, entro il 31 maggio 2015, il Piano regionale di prevenzione per la realizzazione degli interventi previsti dal PNP.
Il coordinamento dell’attuazione del Piano è affidato al Ministero della salute, D.G. prevenzione sanitaria.

La prevenzione dei danni alcol correlati è specificamente contemplata nel nuovo PNP, in diversi ambiti, così come nel precedente PNP. I macro obiettivi che individuano nell’abuso di alcol uno dei fattori di rischio che contribuiscono a determinare criticità in termini di salute pubblica, sono essenzialmente 4:

  1. Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie croniche non trasmissibili
  2. Prevenire la dipendenza da sostanze
  3. Prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti
  4. Prevenire gli incidenti domestici.

Con il PNP 2014-2018 si rinnova l’attenzione focalizzata alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative che spesso hanno in comune alcuni fattori di rischio in gran parte correlati a comportamenti individuali non salutari e tuttavia modificabili come abuso di alcol, fumo, dieta non corretta e inattività fisica.

Piano nazionale alcol e salute

Il Piano nazionale alcol e salute (PNAS) approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 29 marzo 2007, è finalizzato a promuovere in maniera coordinata in tutte le Regioni le attività di prevenzione e presa in carico dei problemi alcolcorrelati.

Il Piano si prefiggeva 10 obiettivi da raggiungere attraverso azioni strategiche in collaborazione con le Regioni e con il coinvolgimento di varie strutture e soggetti del sistema sanitario nazionale: dipartimenti delle dipendenze, dipartimenti salute mentale, servizi alcologici regionali, Asl e ospedali, medici di famiglia, associazioni di mutuo soccorso e volontariato.
Un ruolo particolare ha assunto anche la collaborazione con il mondo della scuola e dello sport, i sindacati, i centri ricreativi per gli anziani, le Forze dell’Ordine e le imprese del settore.

Il PNAS aveva durata triennale (1 gennaio 2007-31 dicembre 2009) ma le indicazioni in esso contenute sono tuttora valide ed inserite tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione come punto di riferimento per le azioni di prevenzione di livello nazionale e regionale. 

Gli interventi sono articolati in 8 aree strategiche:

  1. Informazione /educazione
  2. Bere e guida
  3. Ambienti e luoghi di lavoro
  4. Trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza
  5. Responsabilità del mondo della produzione e distribuzione
  6. Capacità sociale di fronteggiare il rischio derivante dall’uso dell’alcol
  7. Potenzialità delle organizzazioni di volontariato e mutuo aiuto e delle organizzazioni non governative
  8. Monitoraggio del danno alcolcorrelato e delle relative politiche di contrasto.

Ecco i 10 obiettivi da raggiungere:

  1. Aumentare la consapevolezza del rischio connesso con il consumo delle bevande alcoliche nella popolazione generale e in alcune fasce di popolazione particolarmente esposte (anziani, giovani, donne), nonché il sostegno a favore delle politiche di salute pubblica finalizzate alla prevenzione del danno alcolcorrelato
  2. Ridurre i consumi a rischio (e in particolare quelli eccedentari e al di fuori dei pasti) nella popolazione e in particolare nei giovani, nelle donne e nelle persone anziane
  3. Ridurre la percentuale dei giovani minori di 18 anni che assumono bevande alcoliche, nonché l’età del primo contatto con le stesse
  4. Ridurre il rischio di problemi alcolcorrelati che può verificarsi in una varietà di contesti quali la famiglia, il luogo di lavoro, la comunità o i locali dove si beve
  5. Ridurre la diffusione e la gravità di danni alcolcorrelati quali gli incidenti e gli episodi di violenza, gli abusi sui minori, la trascuratezza familiare e gli stati di crisi della famiglia
  6. Mettere a disposizione accessibili ed efficaci trattamenti per i soggetti con consumi a rischio o dannosi e per gli alcoldipendenti
  7. Provvedere ad assicurare una migliore protezione dalle pressioni al bere per i bambini, i giovani e coloro che scelgono di astenersi dall’alcol
  8. Aumentare la diffusione dei metodi e strumenti per l’identificazione precoce della popolazione a rischio.
  9. Aumentare la percentuale di consumatori problematici avviati, secondo modalità adeguate alla gravità dei problemi, al controllo dei propri comportamenti di abuso, con particolare riferimento ai giovani
  10. Garantire l’adeguamento dei servizi secondo le previsioni della legge 125/2001 e aumentare la qualità e la specificità dei trattamenti nei servizi specialistici per la dipendenza da alcol.

Data di pubblicazione: 26 gennaio 2011, ultimo aggiornamento 24 marzo 2015

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