Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcoldipendenza
 

L’art. 8 della legge 30.3.2001 n. 125 dispone che il ministro della Salute trasmetta ogni anno al Parlamento una relazione sugli interventi realizzati in materia di alcoldipendenza.

La relazione è predisposta sulla base delle relazioni che le Regioni e Province Autonome sono tenute a trasmettere al ministero entro il 30 giugno di ogni anno.

In considerazione dei tempi richiesti per l’elaborazione e l’analisi dei dati e delle informazioni, la Relazione annuale viene presentata nella seconda metà dell'anno, con riferimento agli interventi messi in atto nell’anno precedente.

Rilevazione attività nel settore dell'alcoldipendenza
 

Il Decreto ministeriale 4 settembre 1996 definisce le modalità per la rilevazione delle attività realizzate nelle strutture pubbliche e private che si occupano di trattamento e recupero delle persone con problemi di alcoolismo, in base a quanto previsto dal DPR 309/90 e dal Decreto ministeriale 3 agosto 1993.
La rilevazione ha la finalità di:

  • istituire un’anagrafe dei servizi pubblici o dei gruppi di lavoro che erogano prestazioni sociosanitarie in materia di alcooldipendenza, nonché degli enti del volontariato, del privato sociale, privati che collaborano, a vario titolo, con i servizi socio-sanitari in materia di alcooldipendenza
  • raccogliere i dati relativi agli utenti, ai trattamenti praticati e al personale operante in tali servizi.

Le informazioni contenute nei modelli di rilevazione sono fornite dalle aziende sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere e raccolte ogni anno ad opera delle Regioni. Per gli Enti convenzionati le informazioni vengono rilevate direttamente dalle Regioni e inviate al Ministero della Salute, che provvede ad elaborare e divulgare i dati raccolti.

Dati epidemiologici
 

Il fenomeno relativo al consumo di bevande alcoliche in Italia, negli anni più recenti, sta decisamente mostrando un profilo nuovo rispetto agli ultimi decenni.

Ecco alcuni dati della Relazione alcol 2019

Aumenta il consumo occasionale

I dati relativi al 2018 mostrano un aumento del consumo occasionale (dal 44% al 46%) e del consumo fuori pasto (dal 29% al 30%) e di contro una diminuzione del consumo giornaliero (da 21,4% a 20,6%). 

Consumatori a rischio

La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata attraverso l’indicatore di sintesi, mostra che nel 2018 il 23,4% degli uomini e l’8,9% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di quasi 8.700.000 individui (M=6.200.000, F=2.500.000) non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica relativamente alle modalità di consumo di bevande alcoliche.

Le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono:

  • quella dei 16-17enni (48,3% maschi, 40,7% femmine), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche
  • quella dei “giovani anziani” (65-75 anni).

Circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni, infatti, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età.

Resta allarmante il fenomeno del binge drinking

Il fenomeno definito come binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) aumenta nell’adolescenza e raggiunge i valori massimi tra i 18-24enni (22,6% maschi, 11,1% femmine) per poi diminuire nuovamente nelle età più anziane. Le percentuali di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione dei minorenni.

Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici

Si conferma la tendenza già registrata negli ultimi 10 anni, che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici.
Si beve di più nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est.
La quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito. Ciò avviene soprattutto per le donne, quelle con licenza elementare consuma alcol almeno una volta all’anno il 52%, quota che sale al 77,6% tra le laureate.

Per approfondire


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Data di pubblicazione: 26 gennaio 2011, ultimo aggiornamento 15 dicembre 2020

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