Il fenomeno relativo al consumo di bevande alcoliche in Italia, negli anni più recenti, sta decisamente mostrando un profilo nuovo rispetto agli ultimi decenni.

E' quanto emerge dalla Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento il 29 aprile 2019, che fornisce un aggiornamento dei dati epidemiologici sul consumo di bevande alcoliche nella popolazione italiana nel corso del 2017 e descrive le azioni di prevenzione messe in atto dal Ministero e dalle Regioni durante il 2018, per contenere il fenomeno correlato al consumo rischioso e dannoso di alcol.

Aumenta il consumo occasionale

I dati relativi al 2017 mostrano un aumento rispetto all’anno precedente del consumo nell’anno (dal 64,7% al 65,4%), su questo dato pesa l’aumento del consumo occasionale (dal 43,3% al 44%), mentre sono stabili gli altri tipi di consumo (consumo giornaliero e consumo fuori dai pasti). I consumatori occasionali li riscontriamo soprattutto tra gli adulti di 45-64 anni e gli anziani over 65.

I consumatori a rischio

La prevalenza dei consumatori a rischio, secondo i dati elaborati dall'Istituto Superiore di sanità, è stata nel 2017 del 23,6% per gli uomini e dell’8,8% per le donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 8.600.000 individui (6.100.000 maschi, 2.500.000 femmine) che nel 2017 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica.

Le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono:

  • quella dei 16-17enni (47,0% maschi, 34,5% femmine), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche
  • quella dei “giovani anziani” (65-75 anni).

Circa 700.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni, infatti, sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età.

Resta allarmante il fenomeno del binge drinking

Il fenomeno definito come binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) aumenta nell’adolescenza e raggiunge i valori massimi tra i 18-24enni (22,3% maschi, 11,5% femmine) per poi diminuire nuovamente nelle età più anziane. Le percentuali di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione dei minorenni.

Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici

Si conferma la tendenza già registrata negli ultimi 10 anni, che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici.

Nel 2017, nella popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell’anno:

  • beve vino il 52,6%
  • beve birra il 48%
  • beve aperitivi alcolici, amari e superalcolici il 43,8%.

Si beve di più nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est.

La quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito. Ciò avviene soprattutto per le donne, quelle con licenza elementare consuma alcol almeno una volta all’anno il 52%, quota che sale al 77,6% tra le laureate.


Data di pubblicazione: 26 gennaio 2011, ultimo aggiornamento 14 maggio 2019

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