L'Ospedale è la struttura tecnico funzionale del Servizio sanitario nazionale che assicura ai cittadini l'assistenza ospedaliera in modo unitario ed integrato sulla base dei principi di programmazione ed organizzazione ospedaliera regionale.
Nello specifico, l’area pediatrica è l’ambiente in cui ci si prende cura della salute dell’infanzia nelle sue tre fasi: neonatale, infanzia e adolescenza.
Il nuovo Piano sanitario nazionale  prevede che i reparti pediatrici siano sottoposti ad una riorganizzazione con ridefinizione del loro numero e della loro tipologia, evitando in ogni caso il ricovero dei minori nei reparti per adulti. Per ridurre l’elevato numero di ricoveri in età pediatrica, è necessaria  una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, con una reale presa in carico dei piccoli pazienti, attraverso la continuità assistenziale, in modo da costruire una Rete integrata tra i servizi che comprenda il distretto, il consultorio familiare, il dipartimento materno-infantile del territorio e il punto nascita.
I programmi di prevenzione e la diffusione di nuovi ed efficaci strumenti diagnostici e terapeutici hanno determinato una fortissima diminuzione delle patologie acute,  si sta provvedendo a  valorizzare il ruolo degli Ospedali pediatrici e dei Centri regionali di riferimento della rete regionale e interregionale per la diagnosi e la cura  delle malattie croniche e rare dell’infanzia.

Il bambino in ospedale

L’esperienza dell’ospedalizzazione può essere un momento difficile per i bambini e per le loro famiglie: il distacco dall’ambiente familiare, le cure mediche talvolta dolorose, la mancanza di preparazione al ricovero sono fattori che concorrono a creare un vero e proprio trauma. Tale disagio è vissuto in maniera ancora più critica se il bambino ospedalizzato è affetto da malattia cronica o rara, a causa delle difficoltà legate strettamente alla gestione della patologia. Inoltre per tutti i bambini o adolescenti affetti da malattia cronica o rara deve essere tutelato il diritto, durante il ricovero ospedaliero per altra causa, alla continuità terapeutica specifica per il trattamento della propria patologia.
E' stato riscontrato che è possibile prevenire il trauma da ricovero, innanzitutto mediante un’adeguata informazione rivolta ai bambini rispetto alla realtà ospedaliera, ma anche attraverso l’utilizzo dello strumento del gioco in fase di adattamento e di preparazione dei bambini che stanno per affrontare un ricovero. Ai bambini affetti da malattie croniche o da situazioni che prevedono degenze prolungate va inoltre garantita la continuità scolastica, attraverso un lavoro integrato di rete tra le istituzioni. Perseguono questi scopi diverse iniziative condotte da associazioni che da anni lavorano con e per i bambini in ospedale.
Occorre considerare che i bambini hanno il diritto di godere del miglior stato di salute possibile e di avere accesso e beneficiare di servizi medici e di riabilitazione.
In cosa consista concretamente il diritto al miglior trattamento medico possibile è stato approfondito e specificato a partire dal 1988, anno in cui alcune associazioni impegnate per il benessere dei bambini in ospedale hanno riassunto in dieci punti, nella  Carta di EACH, i diritti dei bambini in ospedale. Successivamente i diritti enunciati nella Carta sono stati adattati alla situazione italiana ed estesi alle problematiche adolescenziali, nonché ampliati, fino a considerare i «doveri» del personale e della struttura ospedaliera.

 


Data di pubblicazione: 5 novembre 2010, ultimo aggiornamento 22 marzo 2013

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