Vecchi miti da sfatare

  • La donna che allatta al seno deve sentirsi libera di mangiare seguendo le proprie abitudini. Se la madre nota che il consumo di certi cibi determina disturbi al bambino, potrà provare ad eliminarli dalla sua dieta
  • solo se la donna segue una dieta vegetariana stretta il latte materno prodotto può essere carente di vitamina B 12, che la mamma assumerà sotto forma di integratori alimentari specifici. Non è documentato che bere molti liquidi (acqua, brodo di pollo) aumenti la produzione di latte
  • la produzione di latte è favorita soprattutto dal ciucciare correttamente e a domanda del seno materno da parte del bambino, oltre che dal giusto apporto quotidiano materno di acqua
  • la pulizia quotidiana del corpo e del seno è sufficiente per proteggere il bambino da molti rischi di infezione
  • la mamma può continuare l’allattamento anche se ha l’influenza o altre infezioni comuni, dopo aver informato il medico
  • la mamma può fare attività sportiva non agonistica, anzi questa incrementa la produzione di latte.

Abitudini da evitare

  • Il fumo di sigaretta può ridurre la produzione di latte e fa sicuramente male alla mamma e a chi le sta vicino, aumenta il rischio di malattie respiratorie e di morte improvvisa in culla (SIDS)
  • gli alcolici vanno evitati, perché l’alcol passa liberamente nel latte ed è capace di causare sonnolenza e disturbi dell’alimentazione nel poppante
  • se l’allattamento esclusivo è ben avviato, non c’è bisogno di intervenire con altri liquidi o alimenti.

Integrazione del latte materno

Anche se vi sono variazioni nei bisogni dei singoli bambini, il latte materno da solo non è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze nutrizionali dei bambini dopo i sei mesi, età in cui la maggioranza dei bambini mostra interesse per altri alimenti oltre al latte materno.
Se il bambino è in buona salute si consiglia di osservare il suo comportamento e di rispondervi in maniera appropriata (ad esempio non forzare mai il lattante a mangiare).  Ai genitori si consigliare inoltre di controllare la crescita del bambino, per esempio tramite i bilanci di salute mensili effettuati dal pediatra e di continuare con l’allattamento a richiesta.

Le vere controindicazioni all’allattamento al seno e allattamento artificiale

Praticamente quasi tutte le madri, adeguatamente informate e sostenute, sono in grado di allattare al seno senza particolari problemi. Le situazioni nelle quali l’allattamento al seno non è raccomandato o possibile sono rare. 
L’allattamento è  controindicato per ragioni mediche solo in alcuni casi quali: lattanti affetti da rari errori del metabolismo (galattosemia, fenilchetonuria), sieropositività della madre al virus HIV/AIDS,.
In altri casi è temporaneamente controindicato:

  • in presenza di  una lesione attiva da Herpes simplex sul capezzolo o lesioni attive da Herpes zoster, specialmente nel neonato pretermine o immunocompromesso. Le stesse raccomandazioni si applicano alle madri con tubercolosi attiva fino a quando il trattamento non sia pienamente in atto e la madre sia considerata non contagiosa
  • se la madre che allatta riceve radio-isotopi per diagnosi o terapia, per il tempo indicato a seconda dell’isotopo usato
  • se le madri ricevono antimetaboliti o chemioterapici e un piccolo numero di altri composti giudicati non compatibili, fino a quando questi farmaci non sono sospesi ed il loro latte ne è libero.

Quasi tutti i più comuni problemi di salute possono essere trattati, se necessario, con farmaci compatibili con l’allattamento al seno.  L’Oms e l’Unicef pubblicano periodicamente la lista dei farmaci che rendono l’allattamento al seno temporaneamente controindicato.

In questi casi si ricorrerà al latte artificiale secondo le indicazioni del pediatra (un latte dei primi mesi e, dopo il 6° mese di vita, un latte cosiddetto di proseguimento).
Si tratta comunque di derivati dal latte di mucca trasformati, adattati, integrati per renderli quanto più simili possibile al latte materno.
Nel primo anno di vita vanno evitati il latte naturale di mucca e di capra, poiché la loro composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali del lattante e possono causare carenze di ferro. Il ricorso a latti speciali (soia, riso, anti-reflusso, antiallergici) infine deve prevedere la consultazione con il pediatra.

Una mamma può decidere di ricorrere al latte artificiale per propria scelta oppure può doverlo fare per reale scarsa produzione di latte proprio, per l’esistenza di una controindicazione ad allattare al seno, o perché deve tornare al lavoro. In ogni caso non deve essere in alcun modo colpevolizzata.

Consigli in pillole

  • Il latte artificiale  può essere liquido (pronto per l’uso) o in polvere; in questo caso si prepara sciogliendolo in acqua del rubinetto bollita per 20 minuti
  • una volta aperta la scatola si porrà attenzione nell’evitare che rimanga non protetta da coperchio e/o al di fuori del frigorifero
  • prima di preparare il latte, lavarsi bene le mani e prima di offrire al bambino il latte artificiale controllare bene la temperatura del biberon (si versa qualche goccia sul polso)
  • il latte che il bambino non mangia e che resta sul fondo del biberon non può essere riutilizzato e va gettato via
  • biberon e tettarelle devono essere mantenuti ben puliti e vanno dopo ogni utilizzo lavati e sterilizzati, solitamente con liquidi speciali o mediante bollitura
  • anche l’alimentazione con biberon, come quella al seno, deve prevedere una certa elasticità per quantità e numero di pasti, secondo il consiglio del pediatra.


Fonte: Genitori Più - 8 azioni per la vita del tuo bambino- prendiamoci più cura della loro vita - Materiale informativo per gli operatori;
Bambine e bambini del mondo - Guida per le famiglie;
Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni:raccomandazioni standard per l’Unione Europea - European Commission, Directorate Public Health and Risk- 2006.


Data di pubblicazione: 5 novembre 2010, ultimo aggiornamento 23 maggio 2014

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