Con la Direttiva 91/67/CEE appare per la prima volta in acquacoltura il concetto di azienda o zona indenne da malattia infettiva.
Per ottenere questo ambito riconoscimento gli allevatori si sottopongono ad un impegnativo percorso pluriennale, durante il quale vengono ripetutamente campionati i pesci o i molluschi presenti in azienda, secondo quanto stabilito dalla normativa comunitaria, e verificate da parte dell'Azienda sanitaria locale le introduzioni di materiale ittico dall'esterno.

L'anno 1997 è stato per molti impianti la data di inizio di un controllo finalizzato al raggiungimento della qualifica di indennità da setticemia emorragica virale (SEV) e necrosi ematopoietica infettiva(NEI).

La completezza e la frequenza dei flussi informativi relativi alla situazione sanitaria degli allevamenti del Trentino ha consentito loro di accedere per primi in Italia all'esame della Commissione Europea e di ottenere per molti impianti il riconoscimento ufficiale della propria condizione sanitaria, con la qualifica di “azienda riconosciuta” o di “zona riconosciuta” ed hanno aperto la strada a quanti, successivamente, hanno richiesto la qualifica di azienda o zona indenne da malattia, secondo la normativa comunitaria allora in vigore.

Gli impianti riconosciuti sono di fatto indenni dalle due più importanti malattie virali dei salmonidi e quindi beneficiano in primis della assenza del danno diretto derivante da queste due malattie ma, anche del contenimento di una serie di altre problematiche condizionate dalla presenza dei virus.
Infatti anche nei pesci, così come per le altre specie allevate intensivamente, i virus costituiscono l'elemento di rottura degli equilibri dell'organismo animale, consentendo il successivo verificarsi di infezioni secondarie dovute a microrganismi opportunisti talvolta più dannosi degli stessi virus.

In estrema sintesi, il danno derivante dalla presenza delle malattie virali non deve essere valutato limitatamente all'azione diretta ma alla sequela di problematiche che di queste infezioni sono la diretta conseguenza. Dunque, al di là del valore intrinseco della qualifica di Azienda Riconosciuta, deve essere considerato il vantaggio zootecnico e quindi la maggiore redditività di un impianto indenne.

Il raggiungimento della qualifica di ”Azienda Riconosciuta” non costituisce soltanto un marchio di garanzia ed una fonte di valore aggiunto al materiale prodotto, ma porta con sé contenuti ed effetti di grande interesse zootecnico, produttivo e quindi economico.

Completati atti e controlli con esito favorevole, gli allevamenti entrano di fatto nell'élite dell'acquacoltura ed a pieno diritto saranno liberi di commercializzare senza vincoli e valorizzare i loro prodotti in tutti gli Stati dell'Unione Europea e nel mercato internazionale.

Sulla base di quanto previsto dall'attuale normativa comunitaria, non è più sufficiente allevare animali indenni da malattia ma si deve porre la massima attenzione alla modalità di conduzione degli impianti, adottando accorgimenti per limitare od annullare la possibilità di entrata degli agenti di malattia negli allevamenti sottoposti a controllo. Diventa dunque necessario, oltre ad un adeguamento strutturale degli impianti, anche l'adozione di un preciso e definito metodo di gestione aziendale che consenta di ottimizzare la qualità delle produzioni.


Procedura per accedere al riconoscimento

La procedura per il riconoscimento di indennità di una azienda o zona segue un iter complesso che prevede il coinvolgimento della Commissione europea e degli Stati membri.

Il punto di partenza è la preparazione di un apposito dossier da parte dell’azienda o delle aziende (se appartenenti a una zona ) che intendono ottenere il riconoscimento di indennità da determinate malattie. Tale Dossier viene redatto in collaborazione con i servizi veterinari della ASL territorialmente competenti o della Regione se si tratta di una zona.

Il dossier oltra a contenere informazioni sull’azienda (planimetria in scala; mappe di contesto e del tratto fluviale in cui insiste l’azienda ) contiene anche gli esiti delle attività di controllo effettuate ai sensi della Decisione 2015/1554 UE nonché informazioni sulla provenienza delle partite di pesce introdotte in azienda. Molte delle informazioni vengono raccolte attraverso la compilazione degli allegati II o IV della Decisione 2009/117/CE. Il dossier una volta terminato viene trasmesso dalla ASL o dalla Regione al Ministero della salute-Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari- ufficio 3 che provvede ad inoltrarlo alla Commissione Europea DG SANTE.

La richiesta verrà poi presentata dalla stessa Commissione europea nell’ambito dei Comitati permanenti PAFF (plants, animal, food and feed) che si tengono regolarmente a Bruxelles.

Successivamente il dossier verrà esposto per altri 60 giorni sul portale del Ministero della salute (parte in fondo della presente pagina web) per consentire agli Stati membri di valutare in maniera più approfondita la richiesta di riconoscimento e poter richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti.

Se entro 60 giorni non vengono sollevate ulteriori richieste da parte degli Stati membri l’azienda si intende formalmente riconosciuta . In caso contrario, i 60 giorni verranno riconteggiati dal momento di pubblicazione dei chiarimenti .

In the Standing Committee on Plants, Animal, Food and Feed held on ……the provisional declaration of freedom from VHS and NHI was presented by the establishment ….zone ….

This declaration will be published on this web site page for 60 days.


Data di pubblicazione: 16 dicembre 2014, ultimo aggiornamento 21 giugno 2018

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