Il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta rivestono un ruolo chiave in tutte le fasi della malattia tumorale, che vanno dalla prevenzione, alla diagnosi, alla condivisione dell’approccio terapeutico e al monitoraggio del paziente per la diagnosi precoce di eventuali recidive di malattia.
Inoltre partecipano all’attivazione e alla effettuazione dell’assistenza domiciliare integrata (ADI), nei vari livelli di complessità per la continuità della cura e gestiscono le fasi finali della vita, quando le terapie finalizzate alla guarigione o al contrasto della patologia sono divenute inefficaci.

Proprio per il rapporto di fiducia che instaura con il paziente e per la conoscenza dei suoi stili di vita, il medico di medicina generale è l’operatore sanitario in grado di svolgere un "counselling" appropriato e continuo, informando e formando il suo assistito sui corretti comportamenti alimentari, per una dieta sana e il contrasto all’obesità, sulla necessità di svolgere attività motoria, sui rischi connessi al fumo di tabacco e all’alcool, sui rischi legati alla elevata esposizione ai raggi ultravioletti, sui comportamenti da adottare per la prevenzione delle malattie infettive.
Il medico informa, inoltre, i propri pazienti sull’opportunità di sottoporsi agli screening previsti a livello nazionale e regionale per la diagnosi precoce delle patologie oncologiche ed essendo a conoscenza dell’anamnesi familiare del paziente può promuovere la prevenzione mirata per le patologie oncologiche ad impronta genetica.

Il medico di medicina generale, molto spesso, è colui che formula la prima ipotesi di sospetta patologia neoplastica ed ha pertanto un ruolo strategico nella diagnosi precoce delle patologie, prescrivendo sulla base dei sintomi manifestati dal paziente la procedura diagnostica appropriata ed attivando l’invio allo specialista per la definizione del percorso diagnostico e terapeutico.
Una volta definite le possibili opzioni terapeutiche, il medico di medicina generale accompagna il paziente, informandolo puntualmente sui rischi e sui benefici connessi alle diverse opzioni e alle possibili sequele, al fine di consentire una libera e consapevole scelta.
Segue, quindi, il paziente durante tutto il percorso terapeutico, in particolare rispetto all’adesione alla terapia, alla presenza e alla successiva gestione degli effetti collaterali delle terapie farmacologiche o dei postumi di eventuali interventi chirurgici così come, eventualmente, nella gestione della terapia del dolore.
Il medico di medicina generale, nella fase di follow up, è attento all’adesione del paziente al percorso diagnostico e a rilevare segni o sintomi sospetti per la diagnosi precoce della eventuale recidiva della malattia. Inoltre è di ausilio al paziente nel gestire la propria ansia rispetto alla possibile ricomparsa della malattia, attraverso un’informazione corretta che tenga conto anche delle modalità con cui il paziente gestisce i propri problemi di salute.
Infine accompagna il paziente nelle fasi più avanzate e terminali della malattia, quando il paziente ha maggiore necessità di una presa in carico globale se non per una guarigione “impossibile” per una qualità della vita da promuovere.

(Fonte: "Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro per il 2011-2013")


Data di pubblicazione: 3 maggio 2010, ultimo aggiornamento 22 febbraio 2013

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