Di seguito si fornisce un elenco delle irregolarità che vengono accertate con maggiore frequenza.

Spesso le irregolarità che di seguito si descrivono riguardano l’etichettatura.

  • Irregolare indicazione degli ingredienti del cosmetico

    Ad esempio:
    • non vengono riportati con la nomenclatura INCI - International Nomenclature Cosmetic Ingredient;
    • non vengono riportate le sostanze odoranti o profumanti potenzialmente “allergizzanti” che devono essere obbligatoriamente indicate come previsto dal recente DLgs 50/2005 (vedi articolo 8, comma 2) e  dal Regolamento CE n.1223/2009 art. 19


  • Presenza di indicazioni terapeutiche vietate dalla legge

    Il Regolamento CE n.1223/2009 vieta che i prodotti cosmetici vantino attività terapeutiche. L’attribuzione di proprietà terapeutiche al prodotto cosmetico può assumere una diversa gravità anche dal punto di vista sanzionatorio.
    Nelle ipotesi più gravi si può integrare addirittura una violazione delle disposizioni in materia di autorizzazione dei prodotti medicinali. Infatti se il produttore/responsabile dell’immissione in commercio fornisce una descrizione del prodotto che, in uno con le informazioni destinate al consumatore, riportate sia sulla confezione sia su altro materiale pubblicitario, inducono a qualificare il prodotto come medicinale, si avrebbe una violazione delle norme in materia di autorizzazione dei prodotti medicinali, sanzionata ai sensi del D.lgs 24 aprile 2006, n. 219 (cd “Codice sui medicinali” ).


La valutazione dei casi in esame sono effettuate spesso in collaborazione con l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Spesso i prodotti cosmetici vengono presentati e/o confezionati in modo tale da essere confondibili con prodotti di altro genere, ad esempio alimentari.
In particolare negli ultimi anni si assiste a casi nei quali i cosmetici vengono presentati e confezionati in modo tale da richiamare prodotti alimentari.
Ricordiamo che il Decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 73, recante “Attuazione della direttiva 87/357/CEE relativa ai prodotti che, avendo un aspetto diverso da quello che sono in realtà, compromettono la salute o la sicurezza dei consumatori” , vieta “l'immissione sul mercato, la commercializzazione, l'importazione, la fabbricazione e l'esportazione di prodotti che avendo un aspetto diverso da quello che sono in realtà, compromettono la sicurezza o la salute dei consumatori”. A tal fine il Ministero può effettuare controlli sui prodotti in commercio.

Il Ministero può effettuare in qualsiasi momento ispezioni agli stabilimenti di produzione al fine di acquisire elementi per l’esercizio della funzione di vigilanza.
Si ricorda che le regioni svolgono anch’esse attività di vigilanza e procedono autonomamente all’accertamento e alla successiva sanzione delle irregolarità verificate nel proprio ambito di competenza.


Data di pubblicazione: 8 novembre 2006, ultimo aggiornamento 11 novembre 2006

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