L’art. 2 del Regolamento 1831/2003 definisce gli additivi per mangimi come “sostanze, microrganismi o preparati, diversi dai mangimi e dalle premiscele che sono intenzionalmente aggiunti agli alimenti per animali o all'acqua al fine di svolgere, in particolare, una o più tra le funzioni di cui all'articolo 5, paragrafo 3”.

Gli additivi si distinguono in 5 categorie (tecnologici, organolettici, nutrizionali, zootecnici, coccidiostatici e istomonostatici) e ogni categoria (eccetto quella dei coccidiostatici e istomonostatici) include diversi “gruppi funzionali” elencati nell’allegato I al Regolamento medesimo. Dal 1 gennaio 2006 è proibito l’utilizzo degli antibiotici quali additivi per mangimi.

Le attività di immissione sul mercato, di utilizzo, di trasformazione di un additivo per mangimi sono vietate a meno che l’additivo non sia autorizzato secondo il Regolamento (CE) n. 1831/2003 e non rispetti le condizioni, previste dal Regolamento stesso e dal Regolamento comunitario specifico che lo ha autorizzato.

L’art. 2 del Reg. 1831/2003 definisce le premiscele come “miscele di additivi per mangimi o le miscele di uno più additivi per mangimi con materie prime per mangimi o acqua, utilizzate come supporto, non destinate ad essere somministrate direttamente agli animali”.

Le premiscele di additivi non necessitano di essere autorizzate a patto che:

  • l’operatore rispetti i requisiti del Regolamento (CE) n. 183/2005,
  • siano prodotte solo da additivi autorizzati e siano rispettate le condizioni di utilizzo previste per ogni singolo additivo,
  • venga assicurato il rispetto della compatibilità chimico-fisica e biologica fra i componenti della miscela in relazione degli effetti previsti.

Gli additivi e le premiscele di additivi devono essere etichettatisecondo quanto definito dall’art. 16 del Regolamento come modificato dal Regolamento (CE) n. 767/2009

Gli operatori che producono e/o immettono in commercio additivi e premiscele di additivi ricadono nel campo di applicazione del Reg.(CE) 183/2005 e devono essere registrati o riconosciuti ai sensi dello stesso (vedi Linee guida Ministeriali).
Per ottenere l’autorizzazione per un nuovo additivo (art. 4 del Regolamento) o per un nuovo uso,  il richiedente (residente nella Comunità o un suo rappresentante) deve presentare una domanda alla Commissione europea - Direzione generale per la salute e la protezione dei consumatori (DG SANTE)- ai sensi dell’art. 7 del Regolamento e dimostrare che esso soddisfa tutti i requisiti di cui al par.2 dell’art.5 e almeno una delle caratteristiche di cui al par.3 dell’art.5.

Il Regolamento della Commissione (CE) n. 429/2008, definisce regole dettagliate sulla preparazione e presentazione delle domande, sulla valutazione e autorizzazione degli additivi.

Sul sito web dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), nella sezione “Guidance documents” è possibile trovare linee guida tecniche e amministrative per la preparazione e presentazione delle domande di autorizzazione/dossier per gli additivi.

La domanda (formulata secondo l’allegato I Regolamento 429/2008) è trasmessa alla Commissione che, a sua volta, la trasmette all’EFSA e all’ufficio VII-DGSAF del Ministero della salute.

Al termine della valutazione, alla quale prenderanno parte le Autorità competenti degli Stati Membri (ufficio VII- DGSAF- Ministero della Salute) e il Laboratorio Comunitario di, l’EFSA emette un parere (di cui all’art.8 del Regolamento).

La Commissione UE, a seguito del ricevimento del parere dell’EFSA, prepara un regolamento (art. 9 del Regolamento) per rilasciare o negare l’autorizzazione.
L’additivo, una volta autorizzato, è inserito nel registro comunitario in cui, per il singolo additivo, si riporta la data di autorizzazione, la scadenza e il relativo Regolamento autorizzativo.

Disposizioni transitorie (art. 10 del Reg. (CE) n. 1831/2003)

L’art. 10, in deroga all’art. 3, permetteva e permette di continuare l’immissione in commercio di additivi e delle sostanze autorizzate sulla base delle condizioni riportate nelle su citate direttive, purchè presenti nel registro comunitario dall’anno 2005.

Per tali additivi, l’art. 10 (2) ha previsto una procedura di rivalutazione secondo cui si sarebbe dovuto presentare una domanda di rivalutazione rispettando scadenze definite in funzione della tipologia di additivo.

 Dopo l’8 novembre 2010 (scadenza definita per gran parte delle sostanze da rivalutare) il registro è stato suddiviso in due allegati e nel secondo sono riportate tutte le sostanze per cui non è stata presentata la domanda di rivalutazione. In merito alle sostanze non oggetto di rivalutazione la Commissione, in collaborazione con gli Stati Membri, sta decidendo i provvedimenti da adottare.

Alcuni additivi sono stati formalmente eliminati dal registro degli additivi con il Regolamento (UE) N. 451/2012

Distinzione fra additivi, materie prime e altri prodotti

Il Regolamento della Commissione n. 892/2010 chiarisce lo status di alcuni prodotti. Le linee guida CE del 2011 aiutano a distinguere additivi, materie prime e altri prodotti.


Data di pubblicazione: 25 gennaio 2010, ultimo aggiornamento 14 aprile 2015

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