Importazione ed esportazione mangimi

L’attività di importazione ed esportazione dei mangimi da e verso la Comunità deve avvenire in conformità ai requisiti stabiliti dagli artt. 11 e 12 del Regolamento 178/2002.
Nel caso dell’esportazione dei mangimi, se si applichino le disposizioni di un accordo bilaterale concluso tra la Comunità o uno dei suoi Stati membri e un paese terzo, i mangimi esportati dalla Comunità o da detto Stato membro nel paese terzo in questione devono rispettare le disposizioni stabilite nell’accordo.
Un caso particolare, è quello dell’esportazione di PAT, proteine animali trasformate destinate all’alimentazione degli animali, ai sensi del reg.(CE) 999/01.
Nel ricordare che l’esportazione di dette PAT di origine ruminante è vietata, si sottolinea che l’esportazione di PAT di non ruminante è soggetta ad un accordo bilaterale con il Paese Terzo di destinazione prima dell’esportazione.
In sede di Commissione Europea, il 15 settembre 2015 è stata votata la modifica dell’allegato IV del Regolamento (CE) 999/2001, che prevede l’abrogazione dell’obbligo del suddetto accordo bilaterale prima dell’esportazione di PAT (proteine animali trasformate) di non ruminanti.
Tale modifica diventerà effettiva 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, pertanto, nelle sue more, non sono previste al momento variazioni nell’iter dell’esportazione.

Consulta le linee direttrici in materia di controlli ufficiali sui mangimi in importazione ed esportazione (nota DGVA/III-XI-bis/28667 del 4/8/2006 come modificata dalla nota  DGSAF  19970 del 30/07/2015).

Importazioni ed esportazioni di mangimi conformi alle norme UE da/ verso Paesi terzi

Gli Operatori del Settore dei Mangimi (OSM), registrati o riconosciuti ai sensi dell’art. 9 o dell’art. 10 del Reg. 183/2005, possono importare mangimi (come definiti all’art. 3 del Regolamento 178/2002) conformi alle norme UE da Paesi terzi, secondo l’art. 11 del Regolamento 178/2002, nel rispetto delle condizioni di importazione di cui all’art. 23 e 24 del Regolamento 183/2005 .
Ai sensi del su riportato art. 23 è prevista la definizione di un elenco di Paesi terzi dai quali sono ammesse le importazioni e di un elenco definito e aggiornato, dal Paese terzo medesimo, di stabilimenti da cui sono ammesse le importazioni di mangimi che soddisfano i requisiti di cui all’art. 23 comma d) del Regolamento 183/2005.
In attesa della pubblicazione di tali elenchi da parte della Commissione Europea si applica quanto previsto dall’art. 6 della Direttiva 98/51/CE , che prevede che i prodotti fabbricati in stabilimenti di paesi terzi possono essere importati in Italia solo se lo stabilimento produttore del paese terzo dispone di un rappresentante insediato all’interno della Comunità.

Consulta l’elenco dei rappresentanti italiani degli stabilimenti siti in Paesi Terzi

Consulta l’elenco degli esportatori di mangimi verso Paesi Terzi

 

Gli OSM che importano da Paesi terzi mangimi conformi alle norme UE devono notificare l’importazione di tali prodotti al PIF e alle ASL competenti tramite l’allegato 2 alla nota n. prot. DGSAF  19970 del 30/07/2015. Tale notifica va trasmessa per conoscenza anche all’ufficio VII della DGSA (Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario) del Ministero della Salute.

I mangimi conformi possono essere anche esportati dagli OSM sopra citati, registrati o riconosciuti ai sensi dell’art. 9 o dell’art. 10 del Reg. 183/2005, ai sensi dell’art 12 del Reg. 183/2005.

Importazioni ed esportazioni di mangimi non conformi alle norme UE da/ verso Paesi terzi

I mangimi importati nella Comunità per esservi immessi sul mercato devono essere conformi ai requisiti di cui alle norme UE come previsto dall’art. 11 del Regolamento 178/2002.
E’ permesso agli OSM, registrati o riconosciuti ai sensi dell’art. 9 o 10 del Reg. 183/2005, importare mangimi non conformi, solo al fine della successiva esportazione, e pertanto non destinati ad essere immessi sul mercato nella Comunità, secondo quanto definito all’art. 12 del Regolamento 178/2002 ed esplicitato nella nota ministeriale n. prot. DGSAF  19970 del 30/07/2015.
Spetta ai suddetti OSM notificare l’importazione di tali prodotti al PIF e alle ASL competenti tramite l’allegato 1 alla DGSAF  19970 del 30/07/2015. Tale notifica va trasmessa, per conoscenza, anche all’ufficio VII della DGSA.
Gli OSM che intendono esportare mangimi non conformi verso Paesi terzi devono effettuare la notifica (secondo l’allegato 1 bis alla nota prot. DGSAF  19970 del 30/07/2015) dell’esportazione alla ASL competente (trasmessa per conoscenza anche alla Dogana competente e all’ufficio VII della DGSA) e allegare alla medesima la documentazione comprovante la conformità del mangime in questione alle norme del Paese terzo o l’accettazione esplicita da parte dell’Autorità del Paese terzo come richiesto dal paragrafo 4.1 della nota prot. DGSAF  19970 del 30/07/2015.

 


Data di pubblicazione: 25 gennaio 2010, ultimo aggiornamento 18 gennaio 2019

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