La pubblicità dei prodotti cosmetici non è soggetta a preventiva autorizzazione da parte del Ministero della Salute; tuttavia essa deve uniformarsi alle disposizioni di seguito indicate.

Dal punto di vista generale i messaggi pubblicitari relativi ai prodotti cosmetici devono uniformarsi ai principi generali in materia di pubblicità, enunciati dal Codice del consumo, previsto dalla legge 229 del 2003 e approvato con D.lgs 206 del 2005.

In Italia il Codice del consumo ha riconosciuto fra i diritti fondamentali dei consumatori un’informazione adeguata e una pubblicità corretta ed ha stabilito che la sicurezza, la composizione e la qualità dei prodotti devono essere comunicate in modo chiaro tale “da assicurare la consapevolezza del consumatore”.
Il Codice vieta la pubblicità ingannevole, intesa come qualsiasi forma di pubblicità che possa indurre in errore i consumatori condizionandone le scelte con dichiarazioni, presentazioni e immagini del prodotto false o ambigue relativamente alle caratteristiche e agli effetti.

È considerata ingannevole naturalmente anche la pubblicità che riguarda prodotti che possono porre “in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori e che omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza” (D.lgs 206/2005 art. 24).
La pubblicità deve peraltro essere trasparente anche nel senso di essere chiaramente riconoscibile come tale.

Con riferimento alla specifica normativa del settore cosmetico,  l’articolo 20  del regolamento n.1223/2009  pone il divieto, in sede di etichettatura, di presentazione alla vendita e di pubblicità dei cosmetici, di impiegare diciture, denominazioni, marchi, immagini o altri segni, figurativi o meno, che attribuiscano ai prodotti stessi caratteristiche diverse da quelle proprie dei cosmetici e definite nell’art. 2  comma 1a  del Regolamento CE 1223/2009.


Pertanto, nei messaggi che si riferiscono ai prodotti cosmetici, siano essi contenuti nell’etichetta o in altri stampati o ancora su testi di carattere pubblicitario, non possono essere attribuite ad essi finalità diverse da quelle di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere o mantenere in buono stato superfici esterne del corpo umano.
Conseguentemente, la presentazione e la denominazione dei cosmetici non deve indurre i consumatori a confondere i prodotti per la cosmesi e l’igiene personale con i farmaci. Essi non possono, infatti, vantare attività terapeutiche.

Si evidenzia, inoltre che i prodotti cosmetici non devono causare danni alla salute umana se applicati in condizioni d'uso normali o ragionevolmente prevedibili, tenuto conto in particolare della presentazione del prodotto, dell'etichettatura, delle eventuali istruzioni per l'uso e l'eliminazione, nonché di qualsiasi altra indicazione o informazione da parte della persona responsabile questi prodotti sul mercato comunitario (art. 3 del Regolamento CE 1223/2009).

Alla luce di quanto esposto appare chiaro che le disposizioni richiamate si pongono come obiettivo la salvaguardia della sanità pubblica, anche attraverso il perseguimento di una corretta informazione.


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Data di pubblicazione: 12 ottobre 2006, ultimo aggiornamento 11 luglio 2013

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