Definizioni

Gli esercizi commerciali possono essere:

  • esercizi di vicinato
    quelli aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
  • medie strutture di vendita
    esercizi aventi superficie superiore ai limiti stabiliti per gli esercizi di vicinato e fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
  • grandi strutture di vendita
    esercizi aventi superficie superiore ai limiti stabiliti per le medie strutture.

Per centro commerciale si intende una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente.

Le definizioni di esercizio commerciale sono disciplinate dall'art. 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Perché possono vendere alcuni farmaci

La possibilità di vendere di alcuni tipi di medicinali al di fuori delle farmacie viene prevista dall'art. 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale", entrato in vigore lo stesso 4 luglio.

Successivamente, sono state ampliate le tipologie di medicinali vendibili negli esercizi commerciali (art. 32 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici").

I requisiti

Ogni esercizio commerciale, per vendere medicinali, deve possedere alcuni requisiti.

  1. Deve aver ottenuto un codice identificativo univoco dal Ministero della salute (tra i servizi on line per gli esercizi commerciali sono disponibili le schede relative alla richiesta del codice).

    Il codice identificativo univoco viene assegnato non solo agli esercizi commerciali ma anche agli altri soggetti coinvolti nell'alimentazione della banca dati dei movimenti delle confezioni di medicinali in Italia.
    Il Ministero, oltre ad assegnare il codice univoco previa comunicazione del titolare dell’esercizio commerciale, pubblica periodicamente sul proprio sito l’elenco (formato open) aggiornato dei punti vendita.

  2. Deve garantire la presenza di un farmacista per tutto l'orario di apertura dell'esercizio commerciale.
    Il farmacista è obbligato a:
    • prestare una assistenza «attiva» al cliente, mediante consigli, ove richiesti, ma anche ove riscontri un'incertezza nel comportamento del cliente stesso, pur non essendo comunque tenuto a consegnare personalmente a tutti i clienti ogni singola confezione dei medicinali di automedicazione;
    • indossare il camice bianco e il distintivo professionale adottato dalla Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti, che riporta il caduceo. In ogni caso, è tenuto a distinguersi in maniera chiara da eventuale altro personale che lavori nell'esercizio commerciale.

  3. I farmaci devono essere posti in un "apposito reparto", con cui si intende uno spazio dedicato esclusivamente alla vendita e conservazione dei medicinali da banco o di automedicazione e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica. Tale spazio dedicato può assumere forme diverse in base al tipo di esercizio commerciale in cui ha luogo la vendita.
    Nell'apposito reparto, il farmaco può essere prelevato direttamente dal paziente, fermo restando l'obbligo per il farmacista di rispondere ad eventuali richieste da parte dei pazienti e di attivarsi nel caso risultasse opportuno il proprio intervento professionale.

Per maggiori dettagli sui requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi che gli esercizi commerciali devono possedere per la vendita di ciascun tipo di medicinale, consulta:

Cosa possono vendere

Gli esercizi commerciali in possesso dei requisiti richiesti possono:

  1. vendere i medicinali da banco o di automedicazione e i  medicinali non soggetti a prescrizione medica (articoli 87, comma 1, lettera e) e art. 96 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, recante «Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE");
  2. vendere i  medicinali per uso veterinario che possono essere acquistati con e senza ricetta medica;
  3. vendere i medicinali omeopatici per uso umano, quando sono classificati come medicinali vendibili senza presentazione di ricetta medica;
  4. allestire preparazioni galeniche officinali che non prevedono la presentazione della ricetta medica.

Cosa non possono vendere

Esiste un elenco, periodicamente aggiornabile, dei farmaci per i quali permane l'obbligo di ricetta medica e dei quali non è consentita la vendita negli esercizi commerciali. Tale elenco viene determinato dal Ministero della salute, sentita l’Agenzia Italiana del farmaco (Decreti del Ministero della salute del 18 aprile 2012 e del 15 novembre 2012).


Data di pubblicazione: 5 agosto 2009, ultimo aggiornamento 29 gennaio 2013

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