La  programmazione per il 2007-2013 (costituita da 5 pacchetti normativi pubblicati in GUUE del 31 luglio 2006) ridisegna il quadro della Politica di Coesione Comunitaria nel contesto dell’Europa allargata a 27 Paesi e si ispira agli orientamenti dell’Unione Europea delineati dalla Strategia di Lisbona per la crescita, la competitività e l’occupazione. La proposta di regolamento generale sulla Politica di Coesione Comunitaria per il periodo 2007-2013 prevede un approccio programmatico strategico e un raccordo organico della politica di coesione con le strategie nazionali degli Stati membri. A tal fine, l'Italia ha presentato all'Unione Europea un Quadro Strategico Nazionale con l'obiettivo di indirizzare le risorse che la politica di coesione destinerà al nostro Paese, sia nelle aree del Mezzogiorno, sia in quelle del Centro-Nord.

La proposta italiana di Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013 (pdf, 2 MB) è stata messa a punto in versione definitiva a seguito della conclusione del negoziato con Bruxelles ed è stata approvata dalla Commissione europea con decisione del 13 luglio 2007.

Il Quadro Strategico Nazionale per la politica aggiuntiva 2007-2013 (QSN), previsto dall’articolo 27 del Regolamento CE 1083/2006, rappresenta il documento di programmazione con cui l’Italia persegue gli obiettivi previsti dalla politica di coesione comunitaria per il periodo in riferimento e in tale ambito si è giunti alla relativa formulazione sia sulla base del contributo fornito dalle diverse Amministrazioni centrali e dalle Regioni, sia attraverso un processo partenariale serrato tra le Amministrazioni e le parti economiche e sociali.

L’azione dei Fondi strutturali nella programmazione  2007-2013 contribuisce al conseguimento di tre obiettivi:

  1. l’obiettivo Convergenza (relativo a FESR, FSE e Fondo di coesione) intende favorire lo sviluppo delle Regioni meno avanzate attraverso investimenti su risorse umane, ricerca e innovazione;

  2. l’obiettivo Competitività regionale e occupazione (relativo a FESR e FSE) mira a rafforzare la competitività delle regioni nonché l’occupazione a livello regionale;

  3. l’obiettivo Cooperazione territoriale europea (relativo al FESR) intende promuovere la cooperazione transfrontaliera mediante iniziative congiunte a livello locale e regionale.

 

L'accesso ai finanziamenti è regolato da documenti programmatici: QSN - Quadro Strategico Nazionale, Programmi Operativi Regionali, Programmi Operativi Nazionali. Possono partecipare ai finanziamenti dei fondi: enti, organismi pubblici e privati, imprese e singole persone. 


Per la programmazione 2007-2013, lo Stato italiano ha individuato 4 obiettivi e 10 priorità specifiche e la strategia complessiva è dotata sia di risorse di fonte UE (Fondi strutturali) sia di risorse di fonte nazionale (Fondo di co-finanziamento nazionale ai Fondi strutturali e il Fondo per le aree sottoutilizzate - FAS).

Il tema salute, seppure non presente in maniera specifica nel QSN, rappresenta un’area chiave di intervento nell’ambito sia degli obiettivi di servizio, sia dei programmi operativi regionali che evidenziano una particolare attenzione a progetti legati allo sviluppo dell’e-health, al potenziamento infrastrutturale e dei servizi socio-sanitari pubblici, alla promozione di progetti di riqualificazione in ambito urbano e rurale.

L’ufficio VII della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria -competente in materia di Fondi Strutturali -, supportato dall’Unità Operativa appositamente costituita è impegnato nell’attuazione del QSN 2007-2013 per il settore Salute.

Nell’ambito del QSN, il Ministero della Salute è titolare di due progetti:

  • Progetto ADI - Azioni di sistema e assistenza tecnica per gli obiettivi di servizio
  • Progetto operativo di assistenza tecnica  - POAT Salute

INell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 sono definiti gli obiettivi di servizio a cui è applicato un target vincolante, gli indicatori per misurarli e il meccanismo di incentivazione associato al loro raggiungimento, infatti gli Obiettivi di Servizio

sono una innovativa modalità di policyorientata ai risultati introdotta dal QSN. Le istituzioni coinvolte sono chiamate a concentrare risorse e attività su quattro ambiti di servizi essenziali per i cittadini (istruzione, servizi di cura per gli anziani e per l’infanzia, gestione dei rifiuti urbani e servizio idrico integrato) per raggiungere obiettivi quantificati e misurati da un set di 11 indicatori.

In particolare per i servizi di cura per gli anziani e per l’infanzia è previsto lo specifico obiettivo di incrementare la percentuale di anziani beneficiari di assistenza domiciliare integrata (ADI) da 1,6% a 3,5%, con relativo indicatore S.06 “Presa in carico degli anziani per il servizio di assistenza domiciliare integrata: percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata rispetto al totale della popolazione anziana (65 anni e oltre)”.

Il sistema prevedeva un meccanismo premiale: il raggiungimento al 2013 dei target stabiliti comportava l’assegnazione di premi per un ammontare complessivo di 3 miliardi di Euro. Per tutte le Regioni era previsto che l'incidenza della spesa per l'assistenza domiciliare integrata doveva risultare almeno pari a quella osservata. Quindi, accanto al suddetto indicatore S.06, si  considerava l’indicatore S.06 bis relativo all’incidenza del costo dell'ADI sul totale della spesa sanitaria.

Al fine di dare attuazione a quanto stabilito nel progetto “Azioni di sistema e assistenza tecnica degli obiettivi di servizio”, per il quadriennio 2008 – 2012 sono state attribuite risorse finanziarie pari a 3 milioni di Euro dal CIPE al Ministero della Salute, congiuntamente al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ed al Dipartimento delle Politiche per la famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per interventi tesi al raggiungimento del suddetto obiettivo di servizio S.06.

Il Ministero della Salute, congiuntamente alle due Amministrazioni citate, ha così definito una serie di attività progettuali finalizzate a supportare le otto Amministrazioni regionali del Mezzogiorno per il conseguimento dell’Obiettivo di servizio in parola. Il seguente grafico mostra i valori rilevati per tutte le regioni all’anno 2012:

Presa in carico dell'utenza anziana per i lservizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione anziana (65 anni e oltre) - 2012


Più specificamente, questa Amministrazione ha elaborato il progetto “Azioni di sistema e assistenza tecnica per il conseguimento dei target relativi ai servizi di assistenza domiciliare integrata per la popolazione anziana”, con il quale intende assicurare sostegno alle Regioni del Mezzogiorno nella implementazione di nuovi modelli di governo del sistema dei servizi, finalizzati a promuovere azioni di coesione, sviluppo e valorizzazione di competenze e responsabilità della comunità locale, e che pongano al centro la persona e la famiglia, l’individuo e le sue reti di relazioni. Il progetto mira dunque a supportare e potenziare le Amministrazioni regionali del Mezzogiorno nell’attuazione della programmazione dei servizi ADI socio-sanitari, attraverso l’integrazione sul territorio di tutti i servizi sociali, assistenziali e sanitari.

La linea direttrice è di  rafforzare la strategia di cooperazione tra i diversi livelli di governo - nazionale, regionale e locale - allo scopo di garantire l’uniformità delle prestazioni in materia di cura ed assistenza della non autosufficienza sul territorio nazionale e assicurare le azioni necessarie in termini di sviluppo di capacità di indirizzo, di monitoraggio e valutazione dei processi, di creazione di standard e dispositivi comuni.

La logica seguita, in tutta la realizzazione del progetto, è stata quella di sostenere la crescita e lo sviluppo dei servizi rivolti agli anziani per offrire una risposta globale all’utenza investendo risorse sul territorio, per contribuire a creare percorsi di assistenza e di cura integrati in alternativa ai ricoveri ospedalieri e per migliorare la qualità della vita delle persone nel loro ambiente abituale.

I risultati del progetto sono riportati nella Relazione tecnica finale del progetto.

Occorre comunque rilevare che il Progetto ha innescato un processo virtuoso di collaborazione, scambi di vedute e diffuso consolidamento delle iniziative settoriali tra i diversi settori coinvolti - sociale e sanitario - e tra i diversi livelli di governo, locale, regionale e centrale. E proprio questo aspetto sembra poter costituire il più significativo contributo del Progetto alla realizzazione dell’integrazione delle politiche sociali con le politiche sanitarie. Per la prima volta, infatti, nell’ambito degli obiettivi di coesione, il settore sociale ha partecipato sistematicamente ai tavoli dell’integrazione socio-sanitaria, a manifesta testimonianza dell’avvio del superamento di una criticità storica che da sempre caratterizza l’attuazione delle politiche ordinarie afferenti all’assistenza domiciliare integrata.

Il progetto è stato successivamente inserito nel  PAC (Piano di azione e coesione) che è uno strumento di riprogrammazione strategica e di innovazione di metodo a cui il Ministero dello sviluppo economico ha fatto ricorso nel 2012 al fine di recuperare i ritardi accumulati nell’uso dei fondi strutturali 2007-2013. Tra gli obiettivi del Pac rientra quello di potenziare i servizi di cura per gli Anziani, con specifico riferimento all’offerta ADI. Sono stati assegnati, infatti, 330 milioni di euro al Ministero dell’interno che gestisce il programma nazionale Servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti.

Consulta nel sito del Ministero dell'interno: Servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti - Programma nazionale

 


Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e Assistenza Tecnica (PON GAT) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013 e con riferimento all’Obiettivo di Servizio II.4 “Rafforzamento delle strutture operative e delle competenze nella Pubblica Amministrazione”, Il Ministero della Salute ha presentato il Piano di Riorganizzazione e rafforzamento delle capacità per l’erogazione di servizi di assistenza tecnica alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) e in data 26 luglio 2010 è stata stipulata la Convenzione con l’Ufficio per la Formazione del Personale delle Pubbliche Amministrazioni del Dipartimento della Funzione Pubblica,  con la quale vengono disciplinati i rapporti tra le parti contraenti ai fini della realizzazione del progetto stesso (POAT Salute). 

Il progetto di specie, di durata triennale e per il previsto importo di € 11.000.000, afferisce al pertinente "Piano di Riorganizzazione e Rafforzamento delle capacità" articolato in due parti, tra loro funzionali:

  • il Progetto Operativo di Assistenza Tecnica – POAT Salute - sulle singole policy, finalizzato a soddisfare il bisogno di supporto e di cooperazione istituzionale espresso dalle Amministrazioni Regionali dell'Obiettivo Convergenza;

  • il Piano di Riorganizzazione Interna (PRI), promosso esclusivamente con risorse interne all'Amministrazione, strumentale alla migliore gestione ed implementazione del POAT stesso, attraverso l’apposita Unità operativa con compiti di indirizzo e di coordinamento.

Il progetto mira al soddisfacimento dei fabbisogni regionali, individuati principalmente sulla scorta dei documenti di programmazione regionale 2007 – 2013 e delle risultanze emerse dai numerosi incontri e scambi intervenuti con le singole amministrazioni regionali. I fabbisogni individuati e gli interventi correlati,  prevedono  attività di assistenza tecnica articolate in linee di intervento trasversali, ovvero, comuni alle 4 Regioni e specifiche linee d’intervento regionali, riconducibili ai seguenti macro-ambiti:

  • Supporto all’individuazione di modelli organizzativi e gestionali innovativi per il rafforzamentodi competenze di programmazione dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, anche attraverso il sostegno operativo, alla definizione, diffusione e utilizzo di strumenti per integrare la Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS) e le più diffuse metodologie di Health Tecnology Assessment (HTA).

  • Supporto all’adesione a progetti di ricerca e di cooperazione internazionali, comunitari, nazionali e regionali;

  • Supporto allo sviluppo dell’innovazione, dell’ informatizzazione in sanità e dei progetti di telemedicina;

  • Supporto all’individuazione di modelli e strumenti di pianificazione e assistenza epidemiologica;

  • Supporto tecnico alla sperimentazione di modalità operative per l’accessibilità ai servizi sanitari e il miglioramento della comunicazione istituzionale in ambito sanitario.

Il POAT salute ha preso avvio operativamente con la sottoscrizione e la successiva registrazione  delle convenzioni con due Enti in house:

A seguito di procedura di evidenza pubblica in data 28 dicembre 2011 è stato stipulato il contratto tra questa Amministrazione e la R.T.I. A. T.E.SI aggiudicatrice di gara.

Per i due enti in house i progetti sono stati avviati a seguito della presentazione dei piani esecutivi,  comprensivi di una attualizzazione dei fabbisogni espressi dalle regioni in sede di stesura del POAT.

Per il raggiungimento degli obiettivi progettuali sono stati individuati alcuni indicatori, sia di realizzazione che di risultato, che sono oggetto di un costante monitoraggio fisico, finanziario e procedurale, in conformità a quanto stabilito dal Regolamento europeo. Inoltre, questo Dicastero ha ritenuto importante implementare un - Monitoraggio Strategico – volto a rilevare sia il grado di soddisfazione da parte delle Regioni, sia gli aspetti qualitativi dell’Assistenza Tecnica erogata nei vari ambiti d’intervento.

Nel corso dell’ intervento progettuale, i risultati conseguiti dalle Regioni, alla data del 31.03.2014, registrano il superamento della maggior parte degli obiettivi previsti a fine progetto, inoltre, dal monitoraggio strategico è emersa una significativa soddisfazione da parte delle Regioni rispetto ai molteplici risultati fino ad ora conseguiti, alcuni dei quali anche formalmente recepiti a livello regionale e già operativamente adottati.

Consulta i Grafici.

 

I principali risultati conseguiti hanno riguardato:

  • L’ elaborazione di molteplici modelli organizzativi e procedure gestionali innovative per il potenziamento dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, tra questi di rilievo è stata la predisposizione di un “Modello organizzativo per le Case della Salute” corredato da una “Analisi costi/benefici per le Case della salute” (Calabria). Rispetto all’accessibilità ai servizi sanitari e socio-sanitari sono stati redatti documenti metodologico-procedurali: le “Linee Guida per i Punti Unici di Accesso  e l’Unità di Valutazione Integrata” (Campania e Puglia), il rapporto di monitoraggio sul “Sistema del welfare d’accesso in Puglia”, il “Documento sul Sistema Tariffario” adottato dalla Regione Campania per i profili delle cure domiciliari nell’ambito della sperimentazione di modalità operative per l’accesso.

  • Il supporto operativo alla diffusione di competenze di programmazione e di adesione a progetti di ricerca e di cooperazione, comunitari, nazionali e internazionali ha principalmente interessato la Regione Siciliana che ha predisposto un “Vademecum per la partecipazione ai Bandi di Ricerca Finalizzata” e implementata una “Banca Dati e Network dei Ricercatori dei Progetti e dei Referenti”, nonché avviato il “ Progetto A.I.D.A. - Auto-Immunité: Diagnostic Assisté par ordinateur” approvato nell’ambito del Bando Enpi cbc  Italia/Tunisia. Inoltre, è stato rafforzato il Portale Regionale dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana con news, relative a Programmi di Cooperazione Territoriale Europea ed Internazionale.

  • Lo sviluppo dell’innovazione e informatizzazione in sanità ed all’analisi dei Sistemi Informativi Regionali ha interessato tutte e 4 le Regioni e merita menzione la creazione di una Base Dati Assistibili - BDA”, strumento innovativo che consente di analizzare in modo integrato le informazioni derivate da diverse fonti informative per disporre di un quadro completo dell'assistito. Sono stati sviluppati anche molteplici studi, analisi ed elaborazioni di “Documenti per lo sviluppo dei servizi di telemedicina” (Campania, Calabria, Sicilia), nonché la redazione di “Linee programmatiche e Studio di Fattibilità per la Rete Regionale di Teleconsulto Neurochirurgico” TeleNeures (Sicilia). Inoltre, è stato implementato di uno studio sulle modalità di interoperabilità del Fascicolo sanitario elettronico con i sistemi operativi pubblici e privati esistenti (Sicilia).

  • L’individuazione di modelli e strumenti di pianificazione, sorveglianza e assistenza epidemiologica è stato redatto un “Rapporto sullo stato di salute della popolazione residente nella aree a rischio ambientale”(Sicilia), sono stati sviluppati dei “Protocolli di raccolta e di analisi dei dati sanitari e ambientali” attraverso i quali si è pervenuti alla redazione dei “Profili di salute per ciascuna delle ASP Siciliane“ al fine di tracciare un repertorio di priorità d’intervento a livello di comunità locale.

  • Il sostegno alla comunicazione sia in ambito progettuale che istituzionale è stato realizzato  attraverso il rafforzamento di alcuni siti regionali e la creazione di due siti web dedicati: Formez - POAT salute e Agenas - POAT, quest’ultimo con piattaforma di interoperabilità POAT Salute, entrambi rivolti alla diffusione delle attività realizzate e dei risultati conseguiti dalle Regioni in ambito POAT, nonché alla diffusione di  workshop,  eventi e seminari interregionali di confronto tra le 4 Regioni. Il sito - Formez-poatsalute – è, inoltre,  corredato da una Newsletter “Poat Salute Informa”.

Data di pubblicazione: 23 febbraio 2009, ultimo aggiornamento 9 giugno 2014

Pubblicazioni   |   Opuscoli e poster   |   Normativa   |   Home page dell'area tematica Torna alla home page dell'area