Le sostanze chimiche hanno un ruolo importante nella produzione degli alimenti e nella loro distribuzione e sono pertanto continuo oggetto di studio, valutazioni e interventi normativi. La loro tipologia è molto varia.

Alcune sostanze sono infatti aggiunte volontariamente agli alimenti come additivi e aromi, per prolungarne la durata o per renderli più gradevoli e la loro presenza è indicata nelle etichette dei prodotti.

Tracce di sostanze possono derivare negli alimenti dal contatto con oggetti e materiali utilizzati nella produzione e nel confezionamento.

Altre sostanze, quali i farmaci veterinari o i prodotti fitosanitari, sono utilizzate per la difesa dalle malattie degli animali o delle piante destinati all’alimentazione e possono dare origine a residui nell’alimento.

Sostanze contaminanti possono invece essere presenti nelle materie prime alimentari, anche se non intenzionalmente aggiunte. Esse derivano dall’ambiente e non sono sempre evitabili. 

La legislazione alimentare quando prevede l’aggiunta volontaria di sostanze chimiche agli alimenti è volta a raggiungere il risultato più favorevole nella valutazione del rapporto rischio beneficio connesso all’utilizzo della sostanza stessa.
Analogamente quando si tratta di contaminanti ambientali le disposizioni sono finalizzate a eliminare o ridurre ragionevolmente l’esposizione attraverso misure di prevenzione.

Il quadro normativo esistente assicura che gli alimenti posti sul mercato sono sicuri e non contengono sostanze chimiche e contaminanti a livelli che pongono a rischio la salute.


Data di pubblicazione: 10 ottobre 2008, ultimo aggiornamento 18 marzo 2016

Pubblicazioni   |   Opuscoli e poster   |   Normativa   |   Home page dell'area tematica Torna alla home page dell'area