I prodotti vegetali di importazione, provenienti da paesi extracomunitari, devono rispondere ai requisiti igienico-sanitari previsti dalle vigenti disposizioni in materia di sostanze alimentari nel territorio nazionale e comunitario. 
Le disposizioni comprendono:

  • norme di carattere generale per gli aspetti igienico sanitari
  • norme di settore degli alimenti relative a: residui massimi di contaminanti (antiparassitari, nitrati, metalli pesanti, micotossine), livelli massimi di contaminazione radiochimica, etichettatura, presentazione e pubblicità, additivi etc.

Le tipologie di alimenti vegetali sono varie, così come i controlli igienico-sanitari previsti e possono riguardare aspetti microbiologici e chimici. 
La normativa, sulla base di un'analisi dei rischi, stabilisce dei limiti massimi per la presenza di numerosi contaminanti negli alimenti e detta le modalità per il campionamento e l’analisi del prodotto. In alcuni casi, in particolare per le micotossine, tali modalità rivestono un'importanza sostanziale ai fini della significatività del risultato.

Nella tabella "Indicazioni su controlli chimici Alimenti origine vegetale", sono riassunti, in corrispondenza dell’alimento o di gruppi di alimenti vegetali, alcuni tra i principali contaminanti da ricercare e i cui tenori massimi sono fissati per legge.

Nella tabella "Controlli chimici riferimenti normativi", in corrispondenza del contaminante, individuato con un numero, presente anche nella precedente tabella, sono riportati gli estremi della normativa nazionale o comunitaria, che fissa i tenori massimi e descrive le modalità di campionamento ed analisi. 
Attraverso tali schemi riassuntivi si intende fornire una lettura semplificata agli operatori del settore ed agli organi di controllo, nonché una informazione al consumatore.

Per la lettura delle due tabelle si riporta di seguito un esempio. 

Nelle noci (capitolo doganale 8, frutta a guscio) sono stabiliti limiti massimi ammessi di pesticidi (1), aflatossine (3), piombo (12) e cadmio (13). Una partita di noci all’importazione potrà essere sottoposta, se del caso, a controlli analitici per la ricerca di una o più di tali sostanze, utilizzando come metodi di campionamento rispettivamente quelli previsti dal D.M. 23/7/2003 (pesticidi), dal Regolamento 1881/2006/CE (aflatossine) e dal D.M. 5/3/2003 (metalli pesanti) e successive modifiche.


I controlli fitosanitari, che riguardano le misure di protezione contro l'introduzione negli stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali, sono svolti dal Servizio fitosanitario nazionale, coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

I controlli igienico-sanitari all’importazione da Paesi Terzi sono competenza statale e sono attribuiti al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali.

Gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Confine (USMAF) del Ministero esercitano un controllo ufficiale ai sensi del Regolamento (CE) 882/2004 in importazione su tutte le partite di prodotti vegetali destinati all'alimentazione umana, nonché sugli additivi, sugli aromi, sui coadiuvanti tecnologici e sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti.
Nell'attività di controllo questi Uffici operano attraverso un sistema di Qualità, costituito da procedure operative standard unificate, uguali o equivalenti.
La corretta applicazione delle procedure è verificata attraverso un sistema Audit.

Il controllo, può essere di tipo documentale, di identità e/o analitico, a secondo della tipologia di merce, della provenienza e delle disposizione vigenti. Il controllo è intensificato a seguito di segnalazioni specifiche di allerta circa una determinata contaminazione o situazione di pericolo, emanate a livello europeo o nazionale.

Ove non sussistano motivi di sospetto, il prelievo dei campioni di prodotti all'importazione è effettuato a sondaggio nella misura del 5% delle partite presentate o di cui si prevede l'arrivo nella settimana (DPR 14 luglio 1995).

Gli accertamenti analitici, laddove ritenuti necessari, sono svolti dai laboratori pubblici del Servizio Sanitario Nazionale addetti al controllo ufficiale e accreditati ai sensi del Regolamento (CE) 882/2004.

Per i controlli all’importazione volti a verificare il rispetto dei livelli massimi di residui di sostanze antiparassitarie nei prodotti vegetali la frequenza minima di campionamento prevista è del 3% (DM 30 luglio 1993).

A seguito del ripetuto riscontro nei controlli di irregolarità relative alla presenza di alcune micotossine e altri contaminanti in determinati alimenti, provenienti da certi paesi, le indicazioni circa la frequenza dei campionamenti variano dal 5% sino al 100%. 
Sono stati infatti adottati in tali casi Regolamenti e Decisioni Comunitarie che subordinano a particolari misure restrittive le importazioni di alcuni alimenti (per es: arachidi, pistacchi ecc.).

Al termine dei controlli l'USMAF, verificata la non pericolosità della merce, rilascerà un nulla osta (NOS) / documento comune di entrata (DCE), in caso contrario la merce sarà respinta o distrutta.

Leggi la nota ministeriale n.10270 "Documenti da presentare agli USMAF".


A seguito del ripetuto riscontro, nei controlli, di irregolarità relative alla presenza di alcune micotossine e altri contaminanti in determinati alimenti, provenienti da certi paesi, le indicazioni circa la frequenza dei campionamenti variano dal 5% sino al 100%.
Sono stati infatti adottati in tali casi dei regolamenti e delle decisioni comunitarie che subordinano a particolari misure restrittive le importazioni di alcuni prodotti alimentari di origine vegetale (per es: arachidi, pistacchi etc.).

Consulta:

  • Tabella dei regolamenti e decisioni comunitarie (aggiornata a settembre 2010)
    La tabella riporta le decisioni e i regolamenti, gli alimenti sottoposti a controllo, catalogati con codice doganale, la frequenza dei campionamenti, il Paese di provenienza, il contaminante da controllare, i Punti designati per l'importazione e i certificati sanitari richiesti.
    I regolamenti/decisioni menzionati nella tabella sono consultabili gratuitamente attraverso il motore di ricerca del sito EurLex che consente l'accesso a documenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

  • Punti di Entrata designati all'importazione USMAF

  • Punti di Entrata Designati (PED)/Punti Designati per l'Importazione (PDI) di mangimi di origine non animale

  • Istruzione Operativa Centrale I.O.C. 1002Condizioni di riconoscimento dei Punti di Entrata Designati (PED) e dei Punti Designati per l'Importazione (PDI)
    La normativa europea prescrive che determinati alimenti di origine non animale e materiali a contatto con alimenti, importati da Paesi Terzi, in arrivo sul territorio comunitario, debbano essere sottoposti ad un livello accresciuto di controlli ufficiali da parte degli USMAF territorialmente competenti, in punti che dispongano di requisiti particolari.
    Per essere riconosciuti e iscritti nell'elenco previsto dalle vigenti normative europee (in particolare, i Regolamenti CE 669/2009 e 1152/2009), i Punti di Entrata Designati (PED) e i Punti Designati per l'Importazione (PDI) devono avere a disposizione strutture, locali ed attrezzature igieniche adeguati, tali da consentire il prelievo e il trattamento dei campioni per i controlli di routine previsti dalla normativa nazionale e comunitaria ed un adeguato livello di benessere e di sicurezza per il personale che vi opera.
    L’Istruzione Operativa Centrale I.O.C. 1002 ha lo scopo di definire i requisiti minimi per i Punti di Entrata Designati (PED)e per i Punti Designati per l'Importazione (PDI) come definiti nella normativa comunitaria.

Data di pubblicazione: 10 ottobre 2008, ultimo aggiornamento 24 settembre 2018

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