L’etichetta deve essere redatta conformemente all’articolo 19 del Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Le indicazioni dell’art. 19, paragrafo 1, lettere b),c),d) ed f), e paragrafi 2, 3 e 4 del Regolamento (CE) n.1223/2009 devono essere riportate in lingua italiana per i prodotti commercializzati in Italia (ai sensi dell’art. 3 comma 1 del decreto del Ministero della Salute 27 settembre 2018).

I prodotti cosmetici possono essere  messi a disposizione sul mercato solamente se il recipiente e l’imballaggio dei prodotti cosmetici recano le seguenti indicazioni, in caratteri indelebili, facilmente leggibili e visibili:

  1. il nome o la ragione sociale e l’indirizzo della persona responsabile;

  2. il contenuto nominale espresso in peso o in volume (obbligatoriamente in italiano), con possibili deroghe per i campioni gratuiti, per le monodosi e per gli imballaggi con un contenuto inferiore a 5 g o a 5 ml e gli imballaggi preconfezionati solitamente commercializzati per insieme di pezzi;

  3. la data entro cui il prodotto può essere utilizzato, se opportunamente conservato, entro cui continua a svolgere la sua funzione iniziale (data di durata minima); tale data è preceduta dal simbolo: Icona clessidrao dalla dicitura «Usare preferibilmente entro:»
    Per i prodotti con durata minima superiore a trenta mesi, invece, deve essere riportata un'indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, preceduta dal simbolo rappresentante un barattolo aperto Icona barattoloo dall’acronimo «PAO» (Period after opening). Sono oggetto di possibili deroghe i prodotti monodose, i prodotti confezionati in modo tale da evitare il contatto tra il cosmetico e l’ambiente circostante (es. aerosol) e i prodotti per i quali il produttore certifichi che la formula è tale da impedire qualsiasi rischio di deterioramento;

  4. le precauzioni di impiego (necessariamente in italiano). In caso di impossibilità pratica a riportare sul contenitore o sull’imballaggio esterno le precauzioni particolari per l'impiego, queste devono essere contenute in un foglio di istruzioni, una fascetta o un cartellino allegati. A tali indicazioni il consumatore deve essere rinviato mediante un'indicazione abbreviata o mediante il simbolo di rinvio Icona libro;
  5. il numero del lotto di fabbricazione o il riferimento che permetta di identificare il prodotto cosmetico;

  6. il Paese d’origine per i prodotti fabbricati in paesi extra UE. È obbligatorio riportare «made in …»;

  7. la funzione del prodotto cosmetico, salvo se risulta dalla sua presentazione;

  8. l’elenco degli ingredienti, scritti secondo le denominazioni stabilite dall'UE (Decisione UE 2019/701).
    Non sono considerati ingredienti:
  • le impurezze contenute nelle materie prime utilizzate,
  • le sostanze tecniche secondarie utilizzate nella miscela ma che non compaiono nella composizione del prodotto finito.

I composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime sono riportati nell’elenco degli ingredienti con il termine generico di  «parfum» o «aroma». Invece, le sostanze odoranti e aromatizzanti, che sono state definite come potenzialmente allergizzanti e la cui esplicita indicazione è prescritta per legge, sono riportate con le loro specifiche denominazioni nell’elenco degli ingredienti di seguito ai termini “parfum” e “aroma”.

Tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali sono chiaramente indicati nell’elenco degli ingredienti. Alla dicitura «nano», tra parentesi, segue la denominazione di tali ingredienti.

Per i prodotti cosmetici da trucco immessi sul mercato in varie sfumature di colore, possono essere menzionati in una stessa etichetta tutti i coloranti diversi da quelli utilizzati nella gamma specifica  a condizione di aggiungervi le parole «può contenere» o il simbolo «+/-». Se del caso, è utilizzata la nomenclatura CI (Colour Index).

Gli ingredienti impiegati nei prodotti cosmetici devono essere riportati secondo la denominazione comune degli ingredienti contenuta nel glossario stabilito dall'UE (Decisione UE 2019/701).

Il decreto del  ministero della salute 27 settembre contiene all’art. 3 commi 1, 2, 3 e 4 le Modalità di indicazione delle informazioni di cui  all'art. 19 del regolamento (CE) n. 1223/2009 per i cosmetici non preconfezionati o per i cosmetici  confezionati dal venditore su richiesta dell'acquirente o preconfezionati in vista della loro vendita immediata.

Per approfondire consulta:

 

 

 


La persona responsabile può indicare sulla confezione del prodotto o su qualsiasi documento, foglio di istruzioni, etichetta, fascetta o cartellino che accompagna o si riferisce a tale prodotto cosmetico che quest’ultimo è stato sviluppato senza fare ricorso alla sperimentazione animale, solo a condizione che il fabbricante e i suoi fornitori non abbiano effettuato o commissionato sperimentazioni animali sul prodotto cosmetico finito, sul suo prototipo, né su alcun suo ingrediente e che non abbiano usato ingredienti sottoposti da terzi a sperimentazioni animali al fine di ottenere nuovi prodotti cosmetici.

Con la Raccomandazione del 7 giugno 2006 la Commissione europea ha ribadito che l’uso di dichiarazioni su un prodotto cosmetico non deve trarre in inganno il consumatore. L'uso sull'etichetta della dicitura «non testato su animali» è un'informazione utile al consumatore in quanto serve a metterlo in condizione di poter scegliere il prodotto con piena cognizione di causa.

La Raccomandazione chiarisce, inoltre, che l'uso di tali dichiarazioni è volontario e che, tuttavia, chiunque dichiari sui prodotti cosmetici che essi non sono stati ottenuti attraverso sperimentazioni su animali deve assumersi la responsabilità della dichiarazione e deve essere in grado di provarne la pertinenza.

La forma della dichiarazione, l'immagine, segno figurativo o altro per indicare che non si è fatto ricorso alla sperimentazione animale sono libere, purchè siano soddisfatte le prescrizioni della normativa comunitaria che autorizzano l'uso di tali dichiarazioni.


Le indicazioni relative all’efficacia dei prodotti per la protezione solare dovrebbero essere semplici e facilmente comprensibili e fondarsi su criteri identici al fine di aiutare il consumatore a confrontare e a scegliere il prodotto giusto per una data esposizione e per un determinato tipo di pelle (Raccomandazione della Commissione del 22 settembre 2006).

E' necessario, in particolare, che le informazioni relative al grado di protezione dai raggi ultravioletti, sia UVA che UVB, siano riportate in maniera uniforme, per facilitare la scelta del prodotto.

Si consiglia, inoltre, per indicare il grado di protezione del prodotto, di utilizzare nell'etichettatura una delle quattro categorie:

protezione "bassa", "media", "alta" e "molto alta".

L'indicazione della categoria permette di fornire un'informazione sull’efficacia dei prodotti più semplice e pertinente rispetto all'indicazione del fattore di protezione. La categoria dovrebbe pertanto figurare sull’etichetta in maniera altrettanto visibile del fattore di protezione solare.

Riguardo la gamma di numeri corrispondenti ai fattori di protezione solare riportati sulle etichette, la Commissione ha ritenuto che essa possa essere ridotta senza limitare la possibilità del consumatore di scegliere fra protezioni diverse.

"La molteplicità di numeri utilizzati sulle etichette per indicare il fattore di protezione non contribuisce all’obiettivo di fornire indicazioni semplici e pertinenti. L’aumento di protezione da un numero al successivo è trascurabile, soprattutto nella fascia di fattori più elevata."

 

 

 

 


In commercio possono essere presenti prodotti cosmetici in formulazioni sterili che sono confezionati in un contenitore primario in forma di fiala (ampoule) o flacone/flaconcino con tappo in gomma e ghiera (vial).
Questi prodotti possono essere destinati ad uso professionale oltre che ad un uso diretto da parte del consumatore.

Un prodotto cosmetico, anche se presentato come sterile e confezionato in un contenitore sterile della tipologia descritta (ad esempio fiala/flacone), non può e non deve essere iniettato.

Per evitarne l'uso improprio, tali prodotti immessi sul mercato e presentati come sterili  non possono e non devono essere etichettati e pubblicizzati in modo tale da far ritenere possibile, ad un utilizzatore finale, l’impiego del prodotto per via iniettiva.

In etichetta tali prodotti devono riportare le precauzioni particolari per l’impiego: «solo per uso topico» e «non iniettare».

 

 

 


Data di pubblicazione: 12 ottobre 2006, ultimo aggiornamento 13 maggio 2019

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