I contaminanti chimici possono derivare sia da materie prime utilizzate per la produzione del prodotto alimentare, sia da diffusione e cessioni dei materiali di confezionamento o dagli impianti, sia da residui di pratiche agronomiche (pesticidi, fitofarmaci, antiparassitari ecc.), residui di pratiche zootecniche (anabolizzanti, ormoni ecc.) etc.

I contaminanti sono sostanze non aggiunte intenzionalmente agli alimenti e la cui presenza può derivare dall’ ambiente, dalla coltivazione e/o dal processo produttivo

I Piani di controllo ufficiale delle micotossine negli alimenti e i Piani contaminanti agricoli e tossine vegetali negli alimenti e le relazioni annuali

Gli oggetti destinati al contatto con alimenti (utensili da cucina, da tavola, recipienti, imballaggi etc.) sono soggetti a vigilanza da parte dell'autorità sanitaria

Le sostanze proibite possono essere anabolizzanti (inducono un incremento ponderale dell'animale) o farmaci (l'UE stabilisce un limite massimo) o contaminanti ambientali (metalli pesanti, composti organoclorurati etc.)

Al momento della loro immissione in commercio, i prodotti di origine vegetale non devono contenere residui di sostanze attive nei prodotti fitosanitari, superiori ai limiti massimi di residui stabiliti per legge