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Un problema emergente nei pazienti oncologici è rappresentato dall’infertilità secondaria ai trattamenti antineoplastici. Dal momento che l’età della coppia alla prima gravidanza risulta essere in aumento (35-40 anni), e che per alcuni tumori si assiste ad un aumento di incidenza in età giovani, è in costante aumento il numero delle donne e degli uomini che, al momento della diagnosi oncologica, non hanno avuto ancora figli. Il miglioramento delle terapie antineoplastiche ha portato ad un aumento della sopravvivenza di questi pazienti ed alla necessità di porre attenzione alla tutela della fertilità futura.

I tumori e il loro trattamento (chemioterapia, radioterapia, chirurgia), possono compromettere il potenziale riproduttivo dell’uomo. Prevenire gli effetti negativi delle terapie oncologiche e migliorare la qualità di vita di chi vi si sottopone è un obiettivo essenziale

Le nuove strategie terapeutiche antitumorali hanno portato negli ultimi anni ad un progressivo aumento della sopravvivenza media delle giovani donne affette da neoplasie, ponendo l´attenzione sugli effetti a lungo termine delle terapie e sulla qualità di vita delle pazienti dopo trattamento. Diverse sono le strategie proposte per preservare la fertilità nella donna affetta da tumore, da valutare in funzione dell’età della paziente e dalla sua situazione clinica