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Aids (Acquired immune deficiency sindrome) significa "Sindrome da immunodeficienza acquisita". Nelle persone malate di Aids le difese immunitarie normalmente presenti nell'organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato Hiv (Human immunodeficiency virus) e non sono più in grado di contrastare l'insorgenza di infezioni e malattie - più o meno gravi - causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche)
Per sapere se si è stati contagiati dall’HIV è sufficiente sottoporsi al test specifico per la ricerca degli anticorpi anti-HIV che si effettua attraverso un normale prelievo di sangue. Il test dell'HIV è in grado di identificare la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel caso in cui entra in contatto con questo virus

Le campagne Aids realizzate dal Ministero della salute dal 2002 ad oggi
Le Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 sono realizzate su mandato del Ministro della salute al Centro Nazionale Aids dell’Istituto superiore di sanità
Le fasi della sperimentazione e i risultati
L'assistenza alla persona sieropositiva o malata di Aids necessita di strategie complessive di accompagnamento che focalizzino l'attenzione non sullo specifico sintomo, ma sul soggetto nella sua globalità.
Tali strategie devono considerare i sintomi cimici, le paure, i bisogni, quotidiani e la dimensione relazionale ed affettiva. I bisogni delle persone sieropositive sono, in altre parole, di natura sia sanitaria sia psicosociale.
La legge 5 febbraio 1992, n. 104, prevede agevolazioni a favore di chi, affetto da handicap è già inserito nel mondo del lavoro e necessita di seguire controlli clinici periodici o ha altre esigenze di carattere socio-sanitario documentabili.
Anche chi è sieropositivo o ammalato di Aids può, a seconda delle condizioni cliniche, ottenere il riconoscimento dell'handicap.
Tutto ciò che attiene alla sfera personale di ciascuno è oggetto di tutela. Questo principio è fondamentale in tema di infezione da Hiv, essendo spesso le persone sieropositive vittime di discriminazione, criminalizzazione, emarginazione
La Commissione lavora in collaborazione con la Consulta del Volontariato, composta dai rappresentati di associazioni no profit, con le Società scientifiche nazionali, con le Istituzioni regionali (Assessorati) e nazionali (Ministeri, ISS), con le Istituzioni e Agenzie Internazionali (WHO, UNICEF etc.)
La Consulta delle Associazioni per la lotta contro l’Aids ha il compito di esprimere pareri e formulare proposte nelle materie concernenti la lotta contro l’Aids, con particolare riguardo alle questioni informativo-educative, psico-sociali, etiche, dell’assistenza e della prevenzione.
La Consulta si riunisce, di norma, una volta ogni due mesi, prima della riunione della Commissione Nazionale per la lotta contro l’Aids
Il Ministero della salute, con il DM del 31 marzo 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28/07/08), ha istituito il sistema di sorveglianza nazionale delle nuove diagnosi di infezione da HIV, provvedendo ad aggiungere l’infezione da Hiv all’elenco della Classe III delle malattie infettive sottoposte a notifica obbligatoria. Fino al 2008, infatti, solo l’Aids era sottoposto a notifica obbligatoria, mentre l’infezione da Hiv (in fase pre-Aids) non lo era.
La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv, che riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test Hiv per la prima volta, è stata attivata in tutte le regioni italiane

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