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Tubercolosi bovina

Malattia

Che cos'è

La tubercolosi è una malattia a decorso cronico il cui quadro clinico è in relazione alla localizzazione, alla natura e all'entità delle lesioni nei vari organi e tessuti colpiti. Oltre ad una situazione depauperante generalizzata, l'animale essendo colpito dall'infezione prevalentemente a livello polmonare, manifesta tosse inizialmente secca e rara quindi più frequente e produttiva. I linfonodi della cavità toracica sono spesso interessati con possibili fenomeni compressivi a livello gastrointestinale, respiratorio o circolatorio.

Nella generalizzazione precoce le lesioni sono evidenti soprattutto a carico:

  • dei linfonodi bronchiali,
  • mediastinici,
  • sottomascellari
  • retrofaringei.

A livello polmonare le lesioni sono quelle di una polmonite a focolai globulari. Dopo l'inizio acuto, il processo si cronicizza con trasformazione dei focolai in noduli caseo-calcarei.

Nei casi cronici le lesioni sono rappresentate da:

  • broncopolmonite caseosa acinosa o globulare
  • polmonite cronica e colliquazione delle parti lese
  • cavitazione.

Nel bovino si riscontrano spesso lesioni a livello pleurico (tisi perlacea) derivanti da disseminazione dei micobatteri attraverso il circolo linfatico locale. Lesioni a diverso stadio si riscontrano anche in altri organi come milza, reni, ossa e articolazioni.

Diagnosi

Attualmente la prova ufficiale per la diagnosi di bTC bovina, è il test di intradermoreazione singolo (IDTS) o comparativo (IDTC) eseguiti rispettivamente con la tubercolina bovina (Protein Purified derivative: PPDb) e con la tubercolina bovina e aviare (PPDa). E' un test cutaneo di allergia all'inoculazione, di un allergene derivato dal Micobatterio tubercolare che negli animali infetti provoca ispessimento cutaneo valutato dopo 72 ore. Oltre all'ispessimento vi possono essere fenomeni infiammatori locali o generali. Operativamente l’IDTS e l’IDTC devono essere eseguite nella regione del collo fra il terzo anteriore e il terzo mediano. Nel caso di bovini legati con catene, è da preferirsi la zona della spalla, anteriormente o posteriormente alla spina della scapola. Altre prove utilizzate per la conferma diagnostica di bTC sono l’isolamento colturale di M. bovis/M. caprae da tessuti prelevati da animali positivi o dubbi alla prova IDT o dal reperto di lesioni sospette nel corso di macellazioni regolari.

Terapia e profilassi

Al momento non esiste un vaccino per la Tubercolosi bovina. Quando si riscontrano uno o più sintomi, tali da far sospettare l’infezione da bTC, occorre immediatamente darne comunicazione ai servizi veterinari competenti per territorio.

Prevenzione

Nel bovino l’infezione da M. bovis/M. caprae viene contratta per via respiratoria attraverso la diffusione di aerosol (goccioline di muco del diametro inferiore di 5µm) contenente anche poche cellule batteriche. La diffusione tuttavia potrebbe anche avvenire indirettamente da pascoli e acque contaminate (Microbes and Infection- D. Neil Wedlock; Barbier et al. 2016).

La fonte principale di contagio per l'uomo è rappresentata dal contatto con animali infetti e dall'ingestione di latte non pastorizzato proveniente da animali infetti o dai suoi derivati (yogurt, formaggi freschi, burro).

Fondamentali sono anche la disinfezione* e la delimitazione delle zone infette, il controllo delle movimentazioni degli animali vivi unitamente alle indagini epidemiologiche volte a individuare l’origine dell’infezione.

Dati epidemiologici

In Europa

In Europa la prevalenza sull’intero territorio nel 2018 era dello 0.9%. Diciotto dei 28 Stati Membri, sono Ufficialmente Indenni e 4 Stati hanno dei territori Ufficialmente Indenni (f1gura 1). Gli Stati non ufficialmente indenni senza territori indenni sono *Bulgaria, *Croazia, *Cipro, *Grecia, *Romania e Irlanda. Quelli contrassegnati con asterisco non partecipano a programmi Co-finanziati.

La Norvegia, la Svizzera e il Liechtenstein sono ufficialmente indenni.

Per approfondire:

In Italia

In Italia alla fine del 2019 risultavano ufficialmente indenni 10 regioni e 14 province.

Frosinone ha ottenuto il riconoscimento OTF (Decisione della Commissione n. 6981 del 26 ottobre 2018)

Per approfondire:

Piani di eradicazione e azioni di controllo

Sorveglianza e attività in Italia

In Italia viene elaborato annualmente un Piano di eradicazione nazionale. Il Piano viene presentato in approvazione alla Commissione europea la quale, dopo attento vaglio, lo licenzia e lo cofinanzia.

I Piani di eradicazione vengono attuati nei territori “non ufficialmente indenni” e nei territori “ufficialmente indenni”. Nei territori “non ufficialmente indenni” sono previste "Azioni di controllo" a tappeto sul cento per cento degli animali e delle aziende attraverso la prova della infradermotubercolinizzazione di ogni singolo capo. I capi positivi alla prova vengono abbattuti entro 15 giorni.

Nei territori “ufficialmente indenni” la sorveglianza sia attua con azioni che prevedono il controllo di una percentuale di animali scelta in basa alla normativa in vigore.

Il diradamento delle prove viene proposto dalla Regione competente per territorio e approvato dal Ministero della Salute, sentito il Centro nazionale di riferimento.

Su tutti i bovini bufalini macellati in Italia viene effettuato un controllo post mortem al mattatoio dal Servizio veterinario competente.

Per approfondire: IZSLER- Brescia

Consulta la normativa

La normativa che regolamenta i Piani è rappresentata dai seguenti provvedimenti:

  • Decreto legislativo 592/95
  • Decreto legislativo 196/99
  • Ordinanza ministeriale 28 maggio 2015 e sue modifiche e integrazioni.

Consulta su: http://portali.izsler.it/

Raccomandazioni

In caso di focolaio di Tubercolosi bovina le operazioni di pulizia e disinfezione devono essere eseguite negli ambienti di ricovero dell’allevamento o dell’unità produttiva individuata, previo allontanamento di tutti gli animali (tutto vuoto), sulle strutture chiuse, sulle strutture aperte Paddock (terra), sulle Strutture metalliche (box, tettoie, recinti, mangiatoie), sulle Passatoie, sulle Feci, urine, liquami e in Sala di mungitura.

Vedi modulistica e protocolli operativi (Protocollo disinfezione) del sito del CRN-TB.

Gestione fauna selvatica

Per prevenire la diffusione della malattia nella fauna selvatica e nell’ambiente è necessario adottare una serie di comportamenti corretti e di precauzioni:

  • evitare zone di foraggiamento o di assembramento artificiale per la fauna selvatica
  • corretto smaltimento dei visceri degli animali cacciati/abbattuti
  • sensibilizzazione tramite formazione diretta agli stakeholders per una corretta gestione del territorio per sorveglianza attiva e passiva


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