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Leucosi bovina enzootica (LEB)

immagine di un animale malato

Malattia

La Leucosi Bovina Enzootica (LEB) è una malattia virale che colpisce i bovini, sebbene altre specie siano sensibili all’infezione sia naturalmente (es. bufali) sia in via sperimentale (es. ovini). Nonostante la malattia presenti moderati tassi di prevalenza, incidenza e mortalità, assume una rilevanza notevole per motivi economici e sociali. I danni economici derivano dal blocco delle movimentazioni e dal deprezzamento economico per gli animali provenienti da allevamenti non indenni, nonché dalle ridotte performances produttive dei capi infetti. L’agente eziologico (BLV) appartiene alla famiglia Retroviridae, che comprende i virus responsabili di immunodeficienza in diverse specie; inoltre, il BLV pur non provocando malattia nell’uomo, può contaminare alcuni prodotti destinati al consumo umano, come il latte. Per questi motivi l’OIE ha inserito la LEB nella lista delle malattie notificabili, mentre l’Unione Europea include questa infezione tra quelle soggette a piani di eradicazione. Secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. n. 320/1954, art.1) qualunque caso sospetto deve essere denunciato all’autorità competente nazionale.

Dati epidemiologici nazionali

L’Italia ha ottenuto la qualifica comunitaria di Stato Membro ufficialmente indenne da LEB nel 2017 (Decisione EU 2017/1910). Nonostante ciò, l’infezione è ancora presente in alcuni cluster territoriali ben definiti e circoscritti, nelle regioni Campania, Lazio, Puglia e Sicilia

Piani di eradicazione e azioni di controllo

Dal 1996 è stato reso obbligatorio un Piano di Eradicazione Nazionale per LEB, basato sulla strategia “test and remove”; contestualmente, il D.Lgs. 196/1999 regola la gestione dei piani di sorveglianza, permettendo alle regioni che hanno conseguito la qualifica di indennità di ridurre la frequenza annuale dei controlli. Inoltre, poiché il processo di eradicazione della malattia ha incontrato notevoli difficoltà di applicazione in alcuni territori, il Ministero della Salute ha emanato una ordinanza specifica che ha previsto misure straordinarie di polizia veterinaria

Raccomandazioni

  • applicare adeguate misure di biosicurezza, che consentano di ridurre il rischio di introduzione/diffusione/persistenza del virus in allevamento
  • applicare le opportune strategie di sorveglianza su base sierologica in allevamento e su base clinica/anatomopatologica al macello
  • alimentare correttamente il flusso dati, in modo da programmare in maniera mirata le azioni di controllo necessarie
  • procedere con strategie di eradicazione ad hoc nei cluster di infezione



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