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Setticemia emorragica virale (SEV)

immagine di una trota

Malattia

La Setticemia Emorragica Virale - SEV è una delle malattie a maggior impatto nel settore dell’acquacoltura per la sua capacità di colpire le specie più allevata in Italia quale la trota (es trota iridea , trota marmorata). Non sono comunque esenti altre specie di acqua dolce come i lucci e salmerini e di acqua salata come il merluzzo del pacifico (Gadus macrocephalus) o il salmone del Pacifico Oncorhynchus sppIl virus responsabile di questa malattia appartiene al genere Novirhabdovirus, famiglia Rhabdoviridae.Considerata la sua importanza per il settore produttivo, qualora diagnosticata, sia in allevamento sia nelle specie selvatiche, deve essere obbligatoriamente denunciata alle Autorità sanitarie competenti nazionali, alla Commissione europea e all'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE).

Dati epidemiologici

La malattia è diffusa in tutta Europa (sono colpiti, oltre l’Italia, l’Austria, la Polonia, la Germania e la Repubblica Ceca). Dal 2017 in Italia è stato diagnosticato un solo caso di SEV in un’azienda di trote in provincia di Bergamo.

Piani di eradicazione e azioni di controllo

Tutte le aziende di acquacoltura devono essere registrate nell'anagrafe dell’acquacoltura e in possesso di una specifica autorizzazione sanitaria (deroghe sono previste solo per il laghetti di pesca sportiva e le aziende che cedono piccoli quantitativi di pesce per consumo umano). L’autorizzazione viene rilasciata se l’azienda dispone di un piano di biosicurezza, ha un sistema di tracciabilità (registri) ed è classificata in una categoria sanitaria con un determinato livello di rischio. Le categorie sanitarie previste sono cinque e ad ognuna è assegnato un livello di rischio (alto, medio e basso).

Tutte le aziende sono sottoposte ad una attività di sorveglianza che ha tra gli obiettivi il rilevamento delle malattie esotiche nonché dei casi di mortalità anomale che potrebbero essere causati da malattie emergenti.

Raccomandazioni

Va effettuata l’attività di sorveglianza prevista per rilevare l’eventuale presenza di sintomi di malattia. Vanno adottate con scrupolo le buone pratiche previste nel piano aziendale per ridurre i rischi di introduzione e diffusione. Infine è consigliabile l’acquisto di partite di animali da aziende poste in categoria I perché indenni alla malattia nonché entrare in un piano di controllo per il raggiungimento dello status di indennità per la propria azienda.




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