E' la forma più comune di neurofibromatosi caratterizzata da lesioni cutanee, oculari, ossee, cardiovascolari e del sistema nervoso


È la forma più comune di neurofibromatosi con una frequenza nella popolazione di 1 su 2.500 nati ed una prevalenza di 1 su 4.000 individui nella popolazione generale.

Neurofibromatosi di tipo 1 e sclerosi tuberosa sono le due più frequenti malattie neurocutanee, cioè condizioni in cui è presente un’associazione non casuale di anomalie cutanee e del sistema nervoso.

Il quadro clinico è caratterizzato da lesioni cutanee, oculari e delle vie ottiche, ossee, cardio-vascolari e del sistema nervoso con espressione e gravità alquanto variabile, anche all’interno di uno stesso nucleo familiare.

Le lesioni cutanee sono le macchie caffellatte grandi che compaiono entro il 1° anno d’età; le macchie caffellatte piccole (simili a lentiggini) nelle ascelle, all’inguine e al collo a comparsa dopo il primo anno di vita; i neurofibromi (tumori benigni delle cellule di Schwann) cutanei e sottocutanei (che compaiono in genere dopo la pubertà).

Le lesioni oculari e delle vie ottiche comprendono i noduli di Lisch (lesioni dell’iride) a comparsa intorno agli 8 anni d’età; gli amartomi retinici;  il glioma (tumore delle cellule gliali) delle vie ottiche intorno ai 4-9 anni d’età.

Le lesioni ossee includono soprattutto le displasie delle ossa lunghe (con aumento del rischio di fratture spontanee e formazione di pseudoartrosi in caso di fratture) presenti sin dalla nascita o entro il primo anno di vita; la displasia dell’osso sfenoide e la scoliosi.

Tra le anomalie del sistema nervoso vi sono gli amartomi cerebrali (anomalie transitorie della struttura della sostanza bianca dei gangli della base, talamo, cervelletto e tronco cerebrale); la megalencefalia (aumento delle dimensioni di tutto il cervello); i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia e discalculia, intendendo quest’ultima come disturbo dell’apprendimento del calcolo) associati a disturbi della coordinazione con impaccio motorio e goffaggine. Solo in alcuni soggetti con particolari anomalie citogenetiche si può avere il ritardo mentale.

Altre lesioni del sistema nervoso riguardano la stenosi dell’acquedotto di Silvio (con comparsa di idrocefalo cronico o acuto ostruttivo nei primi anni di vita); il neurofibroma plessiforme (con coinvolgimento di grossi tronchi o di plessi nervosi); altri tumori del sistema nervoso centrale; cefalea; più raramente convulsioni ed epilessia, neuropatia e feocromocitoma surrenale. 

Per quanto riguarda le anomalie cardio-vascolari vi è un’aumentata incidenza di malformazioni cardiache (ad esempio stenosi polmonare, coartazione dell’arteria aorta); displasie dei grossi e piccoli vasi con formazione di aneurismi o stenosi (stenosi dell’arteria renale con ipertensione) o ipoplasia di vasi o di interi territori vascolari con rischio di malattia cerebrovascolare.

La malattia può comportare l’insorgenza di tumori a più elevato grado di malignità: in una piccola percentuale di persone con NF1 si può avere insorgenza di o trasformazione di lesioni pre-esistenti in tumori del tessuto molle (sarcomi, neurofibrosarcomi).

Una certa percentuale di persone con neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) può avere manifestazioni minori della malattia come la macrocrania, bassa statura, anomalie toraciche, segni dismorfici e xantogranulomi cutanei (al volto ed al tronco con scomparsa generalmente entro i primi anni di vita).

La storia naturale comporta la comparsa delle manifestazioni sopra riportate (che sono specifiche per fasce d’età) entro la pubertà, seguita dal rischio d’insorgenza di neurofibromi dopo la pubertà e, in una percentuale bassa, di tumori a carico di svariati organi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la NF1 ha una prognosi buona. 

È una malattia autosomica dominante, le persone affette possono essere presenti in tutte le generazioni, trasmettendosi in maniera verticale all’interno della famiglia.

Il rischio per una persona affetta (qualsiasi gravità) di avere un bambino con la malattia è del 50% ad ogni gravidanza, indipendentemente dal sesso del genitore e del nascituro.

Il figlio, se affetto, avrà a sua volta la stessa probabilità di trasmettere la mutazione-malattia alla sua prole.

Si segnala una considerevole proporzione di casi sporadici (circa il 50%), cioè di soggetti affetti in assenza di precedenti casi in famiglia.

La neurofibromatosi di tipo 1 è causata da mutazioni del gene NF1, un gene molto grande, responsabile della sintesi di una proteina chiamata "neurofibromina", che controlla la crescita cellulare. La perdita della funzione della neurofibromina dovuta ad anomalie del gene NF1 conduce ad una mancata attività della regolazione di alcuni processi cellulari quali il controllo sulla soppressione tumorale.

La diagnosi molecolare, cioè la ricerca delle mutazioni del gene NF1, è in genere riservata ai casi sporadici con segni clinici dubbi, in genere bambini di età inferiore a 6 anni che presentano un solo segno diagnostico come la presenza di macchie caffellatte, e per i quali è alta (circa il 60%) la probabilità che si sviluppino successivamente altri segni clinici della NF1 confermandone la diagnosi.

Tale indagine viene anche applicata come diagnosi prenatale nei nascituri di persone affette, qualora sia nota la mutazione responsabile della malattia.

Nella neurofibromatosi di tipo 1 si cerca di trattare alcune delle manifestazioni e di prevenire le complicanze della malattia.

Il trattamento dei neurofibromi cutanei è puramente estetico tramite chirurgia plastica o laser.
I neurofibromi sottocutanei, se sintomatici, vengono rimossi chirurgicamente seppur con maggiori esiti funzionali postoperatori.

Il trattamento dei neurofibromi plessiformi è per lo più conservativo e si ritiene consigliabile non sottoporre la massa a biopsia.

L’eventuale trasformazione maligna è segnalata dalla comparsa del dolore e/o aumento del prurito nell’area lesionale o da accrescimento improvviso. Protocolli terapeutici con farmaci antineoplastici o altri chemioterapici non si sono dimostrati efficaci.

Per quella piccola percentuale di gliomi delle vie ottiche che peggiorano clinicamente è indicata la chemioterapia o la radioterapia (quest’ultima oggi meno comunemente). Nei casi di glioma del nervo ottico unilaterale o nei casi con accrescimento all’interno del canale ottico e compressione può essere presa in considerazione la chirurgia.

La scoliosi, in relazione al tipo ed alla gravità, può essere monitorata nel tempo o corretta chirurgicamente.

Esiste una frequenza maggiore di pseudartrosi della colonna vertebrale postoperatoria nei soggetti con scoliosi non distrofica. Il trattamento ortopedico della pseudoartrosi può talora rivelarsi difficile a causa delle deformità dell’arto e fratture multiple, rendendo inutile ogni ulteriore trattamento chirurgico; in questi casi può essere necessaria l’applicazione di protesi dell’arto affetto.

È possibile una prevenzione secondaria per quanto riguarda la precocità della diagnosi e quindi una riduzione della progressione di alcune manifestazione della malattia (es. glioma delle vie ottiche e scoliosi) e una forma di prevenzione terziaria riguardante anche agli aspetti riabilitativi che la condizione comporta.

 

Neurofibromatosi tipo 1 a mosaico (segmentale)

Le persone con questa forma presentano uno o più segni della neurofibromatosi di tipo 1 circoscritti ad una o più regioni del corpo. Questa condizione clinica prende il nome di neurofibromatosi “segmentale” e non rappresenta un’entità distinta ma fa parte della possibilità di manifestarsi che ha la malattia. Il termine neurofibromatosi di tipo 1 “a mosaico” tiene in considerazione della distribuzione, all’interno del corpo umano, delle cellule portatrici della mutazione del gene NF1. 

Neurofibromatosi spinale

Questa forma (una variante della neurofibromatosi di tipo 1) si manifesta con neurofibromi multipli estesi a tutte le catene nervose paravertebrali ed a tutti i tronchi nervosi degli arti e del torace. A volte, si associano macchie caffellatte, lentigginosi e noduli di Lisch. In alcune famiglie vi sono membri affetti da neurofibromatosi di tipo 1 classica e persone con neurofibromatosi di tipo 1 spinale (ad esempio, possono esservi genitori con NF1 classica e figli con NF1 classica e NF1 spinale). 

 Sindrome di Watson

 In questa forma (altra variante della neurofibromatosi di tipo 1), si hanno macchie caffellatte (simili a quelle della neurofibromatosi di tipo 1) associate a deficit cognitivo (da lieve a moderato), bassa statura e stenosi della arteria polmonare.

Sindrome "simil-neurofibromatosi tipo 1" (sindrome di Legius)

 In questa sindrome si hanno macchie caffellatte (simili a quelle della neurofibromatosi di tipo 1), anche con lentigginosi ascellare e inguinale, in assenza di neurofibromi o altri tumori tipici della NF1. In molti individui affetti, si hanno lipomi e macrocefalia. In percentuali variabili si può avere ritardo dello sviluppo psicomotorio, deficit cognitivo, disturbi comportamentali e deficit d’attenzione con iperattività.
Il gene responsabile si chiama SPRED1, la proteina sintetizzata da questo gene è implicata nella via metabolica della neurofibromina.


Le informazioni pubblicate in "La nostra salute" non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

Data di pubblicazione: 22 febbraio 2013, ultimo aggiornamento 22 febbraio 2013