La chikungunya è una malattia virale acuta, causata da un virus trasmesso da quella che comunemente viene chiamata zanzara tigre


immagine di una zanzara tigre

La chikungunya è una malattia virale acuta, causata da un togavirus (arborvirus), trasmessa da una zanzara del genere Aedes, (come Aedes aegypti e Aedes albopictus che trasmettono anche la dengue), comunemente chiamata zanzara tigre. Queste zanzare possono trasmettere l’infezione pungendo una persona malata, nella fase acuta. Entrambe pungono all'esterno ma Aedes aegypti punge anche all'interno delle abitazioni. Non c'è una trasmissione diretta da persona a persona.

La chikungunya è nota per vari eventi epidemici, il primo dei quali è stato registrato in Tanzania nel 1952. Da allora, sono stati descritti focolai epidemici in Asia ed Africa e anche in Italia (Emilia Romagna nel 2008).

Nel corso dl 2017 si sta verificando nel Lazio un'epidemia di casi autoctoni (acquisiti in Italia): le misure di sorveglianza sono state rafforzate sia a livello regionale che su tutto il territorio nazionale.

Dati sorveglianza epidemiologica dei focolai autoctoni in Italia di virus Chikungunia:

Per approfondire leggi:

Le zanzare possono trasmettere l’infezione pungendo una persona malata, nella fase acuta. La zanzara si infetta e successivamente pungendo un’altra persona può trasmettere il virus.

Il virus non si trasmette invece da persona a persona con i normali contatti di vita quotidiana.

Il nome chikungunya deriva da una parola chimakonde che significa diventare contorti e descrive il camminare curvo e l'apparenza di sofferenza provocata dai dolori articolari. La chikungunya è una malattia febbrile acuta che esordisce
improvvisamente con febbre e dolori articolari che colpiscono le mani, i polsi, le anche e i piedi. La maggior parte dei pazienti guarisce dopo pochi giorni, ma in alcuni casi i dolori articolari possono persistere per settimane, mesi o anche più.

Altri segni comuni ai sintomi comprendono dolori muscolari, cefalea, rash cutaneo e leucopenia. I sintomi negli individui infetti sono spesso lievi e l'infezione può passare inosservata o mal interpretata nelle aree dove si verifica la dengue. Casi occasionali di dolori gastrointestinali, complicazioni agli occhi, al cuore e complicazioni neurologiche sono stati riportati.

Le complicanze più gravi sono rappresentate dalla meningoencefalite e dallo shock settico da coagulazione vasale disseminata.

La chikungunya è generalmente a decorso benigno, ma può essere fatale, particolarmente in soggetti anziani con sottostanti patologie di base (pazienti oncologici, trapiantati, pazienti affetti da malattie croniche quali broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatie, diabete).

La diagnosi di laboratorio di infezione da virus Chikungunya e Dengue viene effettuata presso i laboratori regionali/interregionali di riferimento individuati e aggiornati periodicamente con circolari ministeriali relative alla sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori.

I laboratori inviano i campioni biologici relativi ai casi al Laboratorio Nazionale di Riferimento per gli Arbovirus dell’Istituto Superiore di Sanità Dipartimento di malattie infettive, parassitarie ed immunomediate.

Elenco dei laboratori in Italia.

Non esiste alcun specifico trattamento contro il virus della febbre Chikungunya, perciò il trattamento è diretto principalmente nel dare sollievo ai sintomi, in particolare al dolore articolare ed è basato su:

  • somministrazione di farmaci sintomatici (antipiretici e antiinfiammatori ad eccezione dell’acido acetil-salicilico)
  • riposo a letto
  • reintegrazione dei liquidi, ove necessaria.

Le persone affette da febbre Chikungunya dovrebbero essere protette da punture degli insetti, mediante applicazione di repellenti sulla cute, uso di zanzariere e di insetticidi negli ambienti in cui soggiornano, per evitare che possano propagare l’infezione.

Nella prevenzione delle arbovirosi trasmesse da zanzare la comunicazione del rischio, la formazione, l’informazione e l’educazione alla salute rivestono un ruolo determinante per ottenere la collaborazione della popolazione.

Poiché al momento non esistono in commercio vaccini e/o terapie per la prevenzione e la cura del virus Chikungunya, la prevenzione più efficace consiste nel ridurre l’esposizione delle persone alle punture di zanzara.

Il messaggio chiave è: “Proteggiti dalle punture di zanzara” che comprende sia il controllo attivo del vettore (uso di insetticidi, distruzione dei siti dove può riprodursi) e adozione di misure individuali di protezione (indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo, utilizzare zanzariere quando si dorme, utilizzare repellenti contro gli insetti).

Raccomandazioni per la popolazione generale per la prevenzione delle punture di insetti


Nei confronti delle punture di zanzara l’approccio alla prevenzione è influenzato dal livello di concentrazione dei vettori e, quindi, in alcuni casi, può essere necessario adottare più misure di prevenzione, quali:

  • all’aperto, utilizzare con moderazione repellenti cutanei per uso topico; è necessario, comunque, attenersi scrupolosamente alle norme indicate sui foglietti illustrativi dei prodotti repellenti, non utilizzarli sulle mucose o su regioni cutanee lese e porre particolare attenzione al loro impiego sui bambini. Inoltre, le donne gravide e i bambini (<12 anni d’età), prima di usare un repellente cutaneo dovrebbero consultare un medico
  • alloggiare in stanze dotate di impianto di condizionamento d’aria o, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano tenute in ordine e siano ben chiuse
  • nel solo caso di presenza di zanzare in ambienti interni, vaporizzare spray a base di estratti di piretro o di piretrina o utilizzare diffusori di insetticida operanti a corrente elettrica, areando bene i locali prima di soggiornarvi
  • indossare indumenti di colore chiaro che coprano il corpo il più possibile (ad es. con maniche lunghe e pantaloni lunghi).

Sorveglianza epidemiologica dei casi umani

La sorveglianza dell'infezione da virus chikungunya in Italia è iniziata nel 2007 e viene aggiornata annualmente dal Ministero della Salute tramite l'emanazione di un Piano nazionale di sorveglianza e risposta. Generalmente in Italia, come in tutta l'Unione Europea, si registrano ogni anno sporadici casi importati in viaggiatori internazionali di ritorno da Paesi infetti.

Gli obiettivi principali della sorveglianza sono:

  • monitorare i casi importati in Italia, e in particolare nelle aree in cui sono presenti zanzare potenziali vettori della malattia, per la valutazione del rischio di eventuale trasmissione autoctona del virus
  • identificare precocemente epidemie e monitorare la trasmissione locale (diffusione, entità e termine), al fine di adeguare le misure di sanità pubblica (attività di prevenzione e risposta) e indirizzare le attività intersettoriali di controllo del vettore
  • prevenire la trasmissione accidentale di queste infezioni che può avvenire anche tramite donazioni di sangue, organi, tessuti, cellule staminali emopoietiche ed identificare potenziali altre vie di trasmissione.

Nel corso dl 2017 si sta verificando nel Lazio un'epidemia di casi autoctoni (acquisiti in Italia): le misure di sorveglianza sono state rafforzate sia a livello regionale che su tutto il territorio nazionale.

Consulta anche:

Sorveglianza donazioni e trapianti d'organo

Per contrastare il rischio di trasmissione del virus attraverso le donazioni e trapianti di organi il Centro nazionale trapianti (CNT) ha messo in campo azioni di prevenzione rivolte a tutte le istituzioni sanitarie italiane coinvolte nel processo. Le indicazioni sono elaborate sulla base della sorveglianza epidemiologica di casi umani di malattia e/o di positività degli animali vettori (come zanzare, volatili ed equini), riportate anche da enti europei e internazionali come l'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e la Pan American Health Organization (PAHO). Consulta la pagina del CNT Sorveglianza e misure preventive.

Misure del Centro Nazionale Sangue

A seguito dei casi autocnoni di chikungunya confermati nel Lazio il Centro Nazionale Sangue (CNS) dell'Istituto Superiore di Sanità ha deciso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 di Roma e nel comune di Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente. Per sopperire alle eventuali carenze stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo.
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Data di pubblicazione: 21 luglio 2015, ultimo aggiornamento 3 ottobre 2017

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